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Thirteen - 13 anni Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Mercoledì 20 Settembre 2006 16:34
Thirteen - 13 anni / LocandinaTitolo originale:      Thirteen
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2003
Genere:      Drammatico
Durata:      100'
Regia:      Catherine Hardwicke
Cast:      Evan Rachel Wood, Nikki Reed, Holly Hunter, Deborah Kara Unger, Vanessa Anne Hudgens, Brady Corbet, Ulysses Estrada, Sarah Blakely-Cartwright, Jenicka Carey, Sarah Clarke, Jasmine Di Angelo, Tessa Ludwick, Kip Pardue, Cece Tsou, Jeremy Sisto, Charles Duckworth
Produzione:      Jeffrey Levy-Hinte, Michael London, Holly Hunter, Rosemary Marks
Distribuzione:      20th Century Fox
Data di uscita:      21 Novembre 2003

Trama: Tracy è una studentessa modello di tredici anni, con le treccine, gli orsetti del cuore e la sua amata Barbie. Quando arriva al liceo, dove impera lo spirito del branco, subisce il fascino della ragazza più popolare della scuola, Evie Zamora, che con il suo carisma la spinge, per imitazione, a trasformarsi completamente. Tutta la sua energia è impegnata a essere alla moda, avere il look giusto, fare le esperienze che la rendano appetibile agli occhi di chi per lei conta. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Thirteen - 13 anniIl merito maggiore di Thirteen, film che ha accumulato grandi elogi così come grandi bocciature, è probabilmente quello di aver disvelato ai più il talento della sua protagonista, Evan Rachel Wood. L'ormai diciannovenne si era già vista in ruoli da ragazzina in varie pellicole (Amori e incantesimi, Little Secrets, S1m0ne) ed era famosa negli States soprattutto per la sua partecipazione alla serie Ancora una volta, proposta da noi in sordina dalla Rai. Questa produzione indipendente, diretta dalla fino ad allora solo scenografa Catherine Hardwicke, trova nella sua prova un punto di forza difficilmente contestabile, quando il resto ha suscitato—come detto—reazioni miste. La sua genesi è curiosa, essendo il risultato di una sceneggiatura iniziata come diario di una tredicenne.
Questa è Nikki Reed, co-protagonista nella parte della cattiva ragazza, il cui padre stava ai tempi frequentando la regista. Alla maniera del cinema indipendente "vendibile" di marca prettamente americana, la Hardwicke imbastisce una storia incentrata sulla perdizione di un'età e di una generazione che sfuggono ai controlli per seguire modelli anch'essi sfuggenti ed in continuo movimento. La macchina mossa, sguardo quasi irrinunciabile del circuito indie, segue Tracy (Wood), per la quale lo sviluppo adolescenziale segna definitivamente l'uscita dalla condizione di ragazza perbene e l'ingresso nel club del confronto con i coetanei, dell'emulazione e della competizione.
Tracy (Wood) vive con la madre divorziata (Holly Hunter, nominata all'Oscar) ed il fratello (Brady Corbet, Mysterious Skin): da lontano, dopo esser sempre stata l'orgoglio di mamma, inizia ad osservare la ragazza più in voga della scuola, Evie Zamora (Reed), e cerca di farsi notare. Evie attira i ragazzi, sa come comportarsi, e detta legge: è totalmente diversa da Tracy, della quale si prende gioco sin dall'inizio, ma le permette di entrare nella sua cerchia.
Nel descrivere il vortice nel quale Tracy è avvolta, la Hardwicke passa in rassegna una serie di cliché, da Tracy che viene costretta a rubare in un negozio al sesso precoce ed in varie salse; nonostante ciò, la narrazione sa farne effettivamente uso anziché limitarsi ad osservare con ostentata amoralità: è essenziale la scelta di procedere in maniera ellittica, giustificando la scelta di sguardo mettendolo al servizio dell'effetto disruttivo, incomprensibile ed apparentemente inarrestabile, che i fatti creano sulla protagonista e sulla sua famiglia.
Non è possibile ricostruire compiutamente i meccanismi che lo innescano: al contrario, il film mostra solo il brusco cambio della ragazza ed il suo sfuggire di mano. L'effetto di perdita di direzione viene rafforzato dalla vacuità del setting, nel quale è da ricercare buona parte delle cause implicite: siamo nella Valley, asettico regno di villettine sorte caoticamente senza riferimenti storici o geografici, senza segni di identità. Non nell'America profonda e senza speranze, bensì nell'America dinamica che sorge continuamente di fresco e sempre si rinnova dimenticando com'era poco tempo prima: nella California del Sud come in Florida, luoghi senza memoria nei quali è più difficile capire come si è. Quando a scuola J.Lo è argomento di studio.
Contrariamente alle critiche rivoltegli, Thirteen non è dunque un film falso, sconfortantemente banale, porno-voyeristico ed irrealistico come possono essere quelli di Larry Clark cui è sbrigativamente paragonato: ha l'onestà di descrivere fenomeni che in una certa misura sono reali ovunque—cui da noi (erroneamente, a giudicare da episodi di cronaca anche recenti) si sembra voler voltare le spalle, facendo finta che all'ombra dei nostri monumenti le cose non possano andare così—senza indugiar troppo sui particolari e giungendo invece all'effetto, e soprattutto ha la forza dei suoi interpreti—in primis la Wood—a render convincente e significativa quella che altrove sarebbe solo compiaciuta trasgressione.

Giudizio:

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