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Arthur e il popolo dei Minimei Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Lunedì 12 Febbraio 2007 14:34
Arthur e il popolo dei Minimei / LocandinaTitolo originale:      Arthur et les Minimoys
Nazione:      Francia
Anno:      2006
Genere:      Animazione
Durata:      103'
Regia:      Luc Besson
Cast  e voci originali:      Penny Balfour, David Bowie, Snoop Dogg, Mia Farrow, Freddie Highmore, Toinette Laquiére, Madonna
Produzione:      Europa Corp., Avalanche Productions, Canal+, Sofica Europacorp
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      9 Febbraio 2007

Trama: Arthur, un bambino di 10 anni, dopo aver risolto un enigma che dovrebbe consentirgli di trovare un tesoro, viene catapultato nel mondo dei Minimei, una tribù africana costituita da folletti alti poco più di due millimetri, con le orecchie a punta, occhi molto grandi e tondi e tante macchioline rosse sul viso. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Arthur e il popolo dei MinimeiCome da abitudine, Luc Besson è un regista eclettico che ama le sfide e neppure stavolta si esime dall'intraprenderne una. E la vince con pieno merito, regalandoci un film pieno di fantasia e di brio tratto da un libro che in Francia ha venduto moltissimo. Girato con due stili (persone in carne e ossa per inizio e finale, CG in tre dimensioni per il centro del film con piccole ridottissime intersezioni tra di loro senza creare assolutamente un effetto tipo Roger Rabbit), questa storia di un ragazzo sognatore che si ritrova proiettato in un mondo da favola gira benissimo, non ha un solo secondo di stanchezza e l'avventura fluisce con interesse misto a simpatia senza che ci sia una sorta di situazionalismo da spalla, ovverosia che uno dei protagonisti o co-protagonisti subisca disavventure continue senza troppo senso per renderlo divertente.
La parte con interpreti umani si regge tutta sulla simpatia e bravura di una radiosa Mia Farrow, la nonna che tutti vorremmo avere: dolce, delicata ma determinata a dare al nipote un senso ai suoi sogni. Il bambino, interpretato da Freddie Highmore (ricordiamolo per La fabbrica di cioccolato e per il recente Un'ottima annata), è uno dei bambini da cinema più spontanei degli ultimi tempi: sognatore ma non zuccheroso, incantato come giusto per la sua età ma che pensa con sentimenti profondi di tenerezza e attaccamento alle sue radici.
La parte animata è semplicemente strepitosa, con i movimenti dei personaggi fluidi e precisi, fondali perfettamente integrati con animali e piccole creature fantasy tratteggiati benissimo. Meravigliano i dettagli delle pellicce e dei capelli che sembrano talmente veri da poterli toccare; incantano i colori e i giochi di luce perfetti, l'acqua sembra talmente vera che ogni momento ti immagini una piccola cascata nella sala dalla schermo. Un lavoro egregio di movimenti catturati, che si sposa alla perfezione con il carattere e l'atteggiamento scelto per i personaggi. In questo stupisce soprattutto la principessa (sulle fattezze di Milla Jovovich) con quel carattere tutto pepe ma generosa e coraggiosa, tratteggiata con fierezza e abbigliamento da vera guerriera.
I dialoghi non sono mai fiacchi, le battute correlate alla situazione e la simpatia di certe trovate unica (bellissima quella dello «stupido» sull'insegna), e finalmente un doppiaggio valido non penalizza il tutto. Le situazioni ricordano molti altri film (Guerre stellari, La spada nella roccia) ma Besson le segue con tanta autoriale simpatia che non risultano plagi ma trovate validissime. Interessante il paragone opposto che si potrebbe fare tra Léon e questo, dove la principessa è maggiore di età di Arthur rispetto alla coppia Portman–Reno (e tra l'altro poi la Portman avrebbe fatto la principessa in Star Wars, dove nel secondo capitolo c'è un omaggio a Il quinto elemento), facendo della concatenazione di omaggi una celebrazione delle ispirazioni, ma anche di Besson stesso.
Abbiamo anche una situazione di rispetto interetnica con la presenza dei guerrieri e la situazione e il girato richiamano un grande rispetto della natura. Per la parte sonora abbiamo un incredibile omaggio a Pulp Fiction con ben tre brani ripresi, due nella parte animata e uno in quella umana, a La febbre del sabato sera e continuando con Star Wars sembra di essere in una sorta di «Cantina Band», il tutto orchestrato da due deejay che per fortuna nonostante il pericolo della tentazione rap evitano gli «yo fratello» e gli «stai tranzollo» per un dichiarato omaggio a Bob Marley. E ovviamente non abbiamo nessuna canzone riempitivo inutile che spezza ritmo e narrazione.
In definitiva un film riuscitissimo, colorato e molto movimentato, che divertirà emozionando adulti e piccini, i quali sicuramente appena arrivati a casa controlleranno bene il prato ,prima di rischiare di schiacciare qualcuno di questi simpatici amici che ci hanno regalato anche nei titoli di coda un divertimento intelligente e garbato. Voci di Madonna e David Bowie nel doppiaggio americano.

Giudizio:

 

Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2

 

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