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| Martedì 27 Marzo 2007 21:50 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE Ultima fra le trasposizioni di fumetti di Frank Miller, dopo Elektra e Sin City, 300 conserva la grandezza visiva del film co-diretto con Robert Rodriguez. Se c'è una cosa della quale è impossibile dir male è appunto la sua resa spettacolare, che sembra spostare ulteriormente la soglia del raggiungibile con blue e greenscreen, tecnica con la quale è stato prodotto in pratica tutto il materiale (uno solo è stato il giorno di riprese in esterni in due mesi scarsi). Come il fumetto del 1998, il film racconta fra l'epico e il fantasy la leggendaria battaglia delle Termopili, nella quale la Grecia guidata da Sparta ha resistito all'attacco persiano di Serse I.Il cast è capitanato dallo scozzese Gerard Butler (Dracula's Legacy, Il fantasma dell'Opera) nei panni del re di Sparta Leonida. Sulla sua figura viene intessuta una celebrazione epica della tempra spartana, servita dal commento fuori campo di Dilios (David Wenham, Il signore degli anelli), che mentre ne narra le gesta omeriche raggruppa i soldati per lo scontro finale. Tanto plastiche sono le coreografie belliche quanto tagliati con l'accetta sono i due schieramenti: da una parte i rudi ma nobili spartani, dall'altra i mostruosi abitanti delle terre d'Oriente. Non è uno scontro ad armi pari: corpi con ventre scolpito a tartaruga contro guerrieri «immortali» che poco hanno da invidiare quanto a beltà agli Uruk'hai. La linea del plot è elementare. Tutto il film è un lungo flashback (anticipato da un episodio d'infanzia del re: l'uccisione dell'enorme lupo nero) con al centro la battaglia e parallelamente due sottotrame. La prima vede la regina Gorgo (Lena Headey, Imagine Me & You) vedersela con la politica della città-stato, ed in particolare con il corrotto Theron (Dominic West, Mona Lisa Smile); la seconda si concentra su quello che è apparentemente l'unico figlio mal riuscito di Sparta, il gobbo e deforme Ephialtes (Andrew Tiernan), che da buono si trasforma in traditore. Il grande re insegna al figlio che «la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco». La tenuta dell'esercito di Leonida non è nei numeri (sono trecento contro l'esercito più grande mai visto) ma nel fatto che ogni soldato protegge l'uomo alla propria sinistra, mostrando il proprio rispetto ed onore, ed agendo come una cosa sola con gli altri. I 300 sono scelti fra uomini che possano lasciare un figlio in eredità alla città, perché Sparta ha bisogno di figli. Ogni singolo soldato è simbolo di bellezza e fierezza. Per contrasto, gli orientali sono mostruosi, giganti, rozzi. Praticano vizi e corruzione. Il sovrano Serse (il brasiliano Rodrigo Santoro) appare altissimo sul suo carro, ambiguo (vaga somiglianza con Grace Jones). Sembra quasi naturale che il figlio deforme di Sparta debba unirsi a loro; e suona come perdono dei giusti (gli stessi giusti che l'han cacciato) la frase «Possa tu vivere in eterno» pronunciata da Leonida. Volendo abbandonarsi a letture politiche, o più semplicemente letture, ci sarebbe materiale sufficiente per demolire tutta la baracca. Appare evidente che l'intento, rafforzato dalla sceneggiatura del regista Zack Snyder (L'alba dei morti viventi) con Kurt Johnstad e Michael Gordon, sia quello di schematizzare (onore contro corruzione; società buona contro società cattiva) al fine di scatenare il potere delle immagini. Da questo punto di vista il lavoro finale si presenta compiutamente come un impasto di fondali, a volte stupefacenti per carica pittorica. La maggior parte del film è comunque spesa in scene di combattimento, in qualche caso anche ripetitive (accelerazioni, zoommate e decelerazioni che seguono infilzamenti in serie: si è girato in digitale ad alta velocità, con un evidente occhio al montaggio). Quanto ne esce fuori può far parlare di sé solo sotto il reparto visivo. Per più di un aspetto, e fatte salve le differenze, viene in mente l'esperimento recente di Kyashan – La rinascita. Sebbene in questo caso l'aspetto narrativo sia di gran lunga meno confusionario, permane la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che sa poco di cinema: i fondali sono anche, e prima di tutto, adatti alla Playstation. Un pubblico pronto ad esaltarsi, comunque, c'è. Giudizio: ![]()
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Ultima fra le trasposizioni di fumetti di Frank Miller, dopo Elektra e Sin City, 300 conserva la grandezza visiva del film co-diretto con Robert Rodriguez. Se c'è una cosa della quale è impossibile dir male è appunto la sua resa spettacolare, che sembra spostare ulteriormente la soglia del raggiungibile con blue e greenscreen, tecnica con la quale è stato prodotto in pratica tutto il materiale (uno solo è stato il giorno di riprese in esterni in due mesi scarsi). Come il fumetto del 1998, il film racconta fra l'epico e il fantasy la leggendaria battaglia delle Termopili, nella quale la Grecia guidata da Sparta ha resistito all'attacco persiano di Serse I.









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