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The Illusionist – L'illusionista Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Giovedì 12 Aprile 2007 01:00
The Illusionist - L'illusionista / LocandinaTitolo originale: The Illusionist
Nazione: Repubblica Ceca, Stati Uniti
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Giallo, Romantico, Thriller
Durata: 110'
Regia: Neil Burger
Sceneggiatura: Neil Burger
Cast: Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell, Edward Marsan, Jake Wood, Tom Fisher, Aaron Johnson, Eleanor Tomlinson, Karl Johnson, Vincent Franklin, Nicholas Blane, Philip McGough, Erich Redman, Michael Carter
Produzione: Bull's Eye Entertainment, Bob Yari Productions, Contagious Entertainment, Michael London Productions, Stillking Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 6 Aprile 2007

Trama: Vienna, inizio '900. Il mago Eisenheim stupisce le platee con incredibili trucchi da illusionista, suscitando l'ammirazione generale. Un giorno, durante una rappresentazione speciale per la presenza dell'erede al trono, la presenza di una persona al suo trucco provocherà una serie di ricordi e una situazione davvero difficile da gestire per l'intransigenza del figlio del monarca, rischiando uno scontro con questi. E dopo un fatto di sangue, la situazione peggiora ancora per colpa di chi lo vorrebbe a capo di movimenti contrari alle istituzioni. Dove finisce la realtà e comincia l'illusione?

Recensione di ALBERTO DI FELICE

The Illusionist - L'illusionistaUscito da noi a più di tre mesi di distanza rispetto a The Prestige, The Illusionist è in realtà precedente, essendo stato terminato quasi un anno prima. Il film di Neil Burger è una produzione che ha meno della metà del budget del film di Nolan, e per molti non v'è dubbio alcuno che la proporzione possa esser tradotta anche per quanto riguarda il valore intrinseco delle due opere. Per onestà intellettuale sarebbe invece preferibile evitare ogni paragone troppo insistito fra le due pellicole, che si ignorano a vicenda pur avendo molti punti di contatto. Soprattutto se nel far paragoni si vuole contrapporre forzatamente il percorso "d'autore" di Nolan alle qualità "da mestierante" di Burger. Confronto che, non secondariamente, risente del fatto che quest'ultimo ha precedentemente realizzato solo Intervista con l'assassino del 2002, che chi scrive non ha neppure visto.
Sceneggiato dallo stesso regista da un racconto di Steven Millhauser, il film adotta uno schema narrativo classico. In apertura, nella Vienna del 1900 (ricostruita com'è d'uso a Praga), il famoso Eisenheim l'Illusionista (Edward Norton) viene arrestato dalle guardie dell'ispettore Uhl (Paul Giamatti), il quale racconterà a noi e al principe ereditario d'Austria Leopoldo (Rufus Sewell: pur lasciando inalterato il Leopold originale, il nostro doppiaggio non mostra più buon gusto della produzione priva di scritte in tedesco, dato che lo pronuncia all'inglese) le vicende pregresse in un lungo flashback. A partire dall'infanzia durante la quale il giovane Eisenheim (Aaron Johnson) conosce la giovane Sophie (Eleanor Tomlinson) e la magia, prima che Sophie gli venga portata via. Quindici anni dopo Leopoldo sta per annunciare il suo fidanzamento con lei (Jessica Biel) a Budapest, e in più trama per prendere il potere.
Il vero caso al centro del film, un assassinio, non viene rivelato se non durante lo svolgimento, e il cliffhanger d'apertura è poi contraddetto dal momento che non tutto vi viene mostrato. Il finale è un altrettanto classico svelamento di un trucco, che mentre fornisce la soluzione principale lascia immutata la necessità di sospendere l'incredulità. Il trucco, infatti, è di quelli architettabili dall'uomo comune; le magie che Eisenheim produce sul palco, invece, rimangono materiale in massima parte oscuro: ci viene fornito lo schema di una di esse in un diario (il numero dell'albero d'arance esiste davvero, anche se di certo con l'aiuto degli effetti speciali è più carino da vedere), ma non lo schema che spiega come Eisenheim riesca a sparire. Avete due soluzioni disponibili: Eisenheim ha doti solo da illusionista e un trucco spiegabile c'è anche se non viene spiegato, oppure Eisenheim è un mago e può sparire come faceva il vecchio che ha incontrato da giovane. Delle due è più affascinante propendere per la seconda.
In una sceneggiatura che, come d'altronde faceva quella di The Prestige, mette tutte le pedine in fila lungo la strada sotto l'aspetto narrativo, questo è l'unico punto controverso. Capire se l'illusionista sia anche mago non è agevole, perché il personaggio di Norton è volutamente distante ed imperscrutabile, la sua ossessione per l'amata è più uno schermo che non un mezzo per creare immedesimazione. Tant'è che il punto di vista col quale lo spettatore è chiamato ad identificarsi è quello dell'ispettore; il che è in fondo la stessa cosa che identificarsi con Eisenheim, dato che un certo legame fra i due (per primo quello di classe) viene stabilito. Come allo spettatore, alla fine ad Uhl verrà dato un contentino che gli lascerà comunque abbastanza interrogativi. D'altronde probabilmente è qui che il film—che chi vuol forzatamente paragonare al diretto avversario accusa di non curare sottotesti (opinabile: cosa dire della folla bisognosa di credere sullo sfondo?) ma che di certo narra ed intrattiene ciononostante con una certa maestrìa—lascia spazio per pensare, o anche solo per rimanere col dubbio.

Giudizio:

 


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

The Illusionist - L'illusionistaParlando di The Illusionist sembra inevitabile fare i paragoni con il recente The Prestige di Christoper Nolan; tra l'altro, se dovessimo rispettare le date di uscita del paese di origine del film, la pellicola di Neil Burger (Intervista con l'assassino) verrebbe prima di quella molto più celebrata con protagonisti Jackman e Bale. I due film giocano nello stesso sport ma in una diversa categoria, dato che Nolan utilizza il discorso del prestigio per una rivalità senza fine d'ossessione, mentre Burger lo giostra tutto su un discorso giallo-thriller con ricerca dell'assassino. Infatti ponendoci di fronte a The Illusionist dobbiamo considerare il discorso del prestigio e del magico come un artifizio per giungere ad una conclusione, mentre nell'altro tutto era proteso verso il superamento senza fine.
Strutturato come un autentico giallo con ambientazioni dandy di fine-inizio secolo, il soggetto non originale del film (tratto dal racconto breve "Eisenheim the Illusionist" scritto dal premio Pulitzer Steven Millhauser) miscela in maniera valida i classici canoni del mistero con quelli degli intrighi di palazzo, degli amori di corte e delle credulità delle persone. Onestamente il finale sembra telefonato sin dalla grande svolta del film – ci arriviamo molto prima noi dell'ispettore (Paul Giammatti, fresco interprete di Lady in the Water) dato che tante cose e trucchi di scena sono noti, e non dei prestigi dalle meccaniche misteriose – ma tutto quello che ci sta in mezzo è dosatamente progressivo, stuzzicante e godibile nel visivo (buone le apparizioni e le magie da palcoscenico senza alcun sapore hi-tech ma ben calate nelle capacità meccaniche del tempo). Anche se si sa in fondo dove andrà a finire il film, tale e quale un trucco sappiamo la conclusione perché la immaginiamo, ma dobbiamo capire la meccanica di come ciò è avvenuto, cosa che il segreto di illusionista non ci porterà mai a conoscere.
La parte iniziale (un lungo prologo) è visivamente molto bella, omaggia i film muti e Chaplin con il tondo nero che si allarga e si restringe in chiusura di scena, fotografia virata al seppia per calarci nel tempo e colori che sprizzano dentro come il cielo azzurro e il verde della boscaglia; quando poi l'azione si dipana in un periodo successivo, tutto l'insieme rimane molto soffocato in colori virati al marrone che rende l'idea subliminale di una sorta di oscurantismo monarchico. I costumi di scena sono molto buoni, per non parlare delle splendide location immerse nel verde (castelli e grandi palazzi che ospitano l'erede al trono, interpretato da Rufus Sewell, Tristano & Isotta e Il destino di un cavaliere, quindi avvezzo alle parti da Lord) che danno un senso di maestoso ma anche di esageratamente ricco rispetto al necessario.
Ed Norton si dimostra protagonista di prima grandezza dando le fattezze ad Eisenheim con una recitazione misurata e anche soffocata per i suoi standard, priva di urli o eccessive scene di disperazione (parametro eseguito ricordando gli eccessi dei personaggi di American History X o Fight Club da lui interpretati), dando perfettamente il senso di potere e controllo che ha il grande illusionista sugli avvenimenti. Una presenza dolce e graziosa quella di Jessica Biel (Elizabethtown), ma nulla di più in quanto più un oggetto conteso che una vera presenza nella trama.
In definitiva un bel film in costume inizio secolo, appassionante e ben diretto, senza eccessi, che non mancherà di piacere per il gusto estetico ma anche per la storia d'amore ostacolato presente, ramificandosi come l'albero di arance del film di venature gialle (non brillantissime per la scontatezza di alcune trovate) e volando leggero nello scorrimento come le farfalle che lo chiudono, meritando nostra soddisfazione per uno spettacolo riuscito. Non da standing ovation, ma qualche applauso ai figuranti proprio non possiamo negarlo.


Giudizio: 2

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