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| Scritto da Cine Zone | |||
| Mercoledì 23 Aprile 2008 02:58 | |||
Titolo originale: Shine a LightNazione: Stati Uniti Anno: 2008 Genere: Documentario, Musicale Durata: 122' Regia: Martin Scorsese Cast: Keith Richards, Mick Jagger, Bill Clinton, Ron Wood, Charlie Watts, Igor Cherkassky Produzione: Concert Productions International, Shangri-La Entertainment Distribuzione: BIM Data di uscita: 11 Aprile 2008 Trama: Beacon Theater di New York nell'autunno del 2006. Le riprese dei due concerti della mitica band diventano un film, ad opera del grande Martin Scorsese, intervallate da piccoli spezzoni costituiti da immagini di repertorio. Due ore di musica sfrenata e brani leggendari con Mick Jagger scatenato capogruppo e mattatore della scena all'età di 63 anni, al tempo in cui si tennero i concerti. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Che incredibile esperienza che è questo docu-film (ma sarebbe più
corretto definirlo cine-concerto, con la sala piena ci si potrebbe
alzare e ballare al ritmo delle musiche senza che nessuno protesti in
quanto a tutti gli effetti una, splendida, ripresa dal vivo), che
Martin Scorsese ha girato al Beacon Theatre di New York nell'autunno
del 2006, tra le perplessità iniziali di Mick Jagger che riteneva il
numero eccessivo di telecamere un fastidio per il pubblico presente. Ma
sotto la direzione di Scorsese questi diventano dettagli, il maestro
americano all'inizio della pellicola (che parte in bianco e nero) ci
indica come avverranno i movimenti delle camere da presa, senza che
nessuno spettatore intervenuto per godersi la band se ne accorga e gli
arrechi fastidio.Di fatto il risultato finale è incredibile, le riprese sono di una perfezione cristallina in quanto ogni minimo movimento importante viene filmato con continui stacchi che il montaggio perfetto ha reso scorrevolissimo, ci godiamo le espressioni di Keith Richards (che suona imperterrito la chitarra con la fedele sigaretta tra le labbra), i riff di Ronnie Wood, l'altro chitarrista, la perfomance del più compassato del gruppo, il batterista Charlie Watts, e last but not least il grandissimo animale da palcoscenico che è il capogruppo e anima della band, quel Mick Jagger classe 1943 capace con il suo esile fisico di muoversi in maniera fluida, fulminea e indiavolata, in modo non proprio aggrazziato ma denso di una energia senza pari. Scorsese, dopo l'inizio in cui ci spiega alcuni dettagli tecnici, lascia che sia il concerto a parlare da solo, fa partire il tutto e ci rende partecipi in una sala acusticamente idonea (il cinema) a un vero e proprio concerto a prezzo "biglietto ridotto" della mitica band, al tempo avversaria dei Beatles di cui sono stati la controparte meno formale e più scatenata. Brevemente le riprese dell'esibizione dei Rolling sono intervallate da brevi spezzoni con filmati di repertorio sottotitolati (vedrete un curioso Jagger in erba, senza tirare in ballo lo scandalo droga in cui lui e Richards rimasero coinvolti) in cui si raccontano aneddoti, curiosità e viene tirata in ballo la famosa frase «Ma a sessant'anni pensi di fare ancora quanto fai adesso?» con risposta un laconico «Certamente!». Vengono i brividi durante la proiezione di questo "cine-concerto", sembra che non si sia assistendo a un film ma che noi stessi siamo presenti nella sala dove si suona, mentre le quattro sempiterne pietre rotolanti snocciolano un repertorio rock di grandisismo livello. Davvero incredibile questa idea venuta al grande Martin di girare e distribuire in film realizzato con questi canoni, siamo portati a ballare ed applaudire, a fare anche noi come il pubblico a rispondere agli incitamenti che arrivano dallo schermo, per due ore diventato una grande cassa acustica con immagini in movimento. Anche chi non ama i Rolling, ma ama la musica e comunque rispetta la band per la sua storia (e abbiamo dentro incredibilmente anche una canzone country!) non può non amare questo film che coinvolge ed entusiasma, con musiche leggendarie (anche capolavori come Apocalypse Now hanno preso a prestito una loro canzone), vediamo che l'esperimento voluto fortemente dal maestro è riuscito, non ci si strania neppure un momento di fronte all'anomalia strutturale del non-film, che tanto bene si era aperto si chiude in maniera irriverente e perfetta, con la luna sopra Manhattan che diventa la famosa linguaccia simbolo del gruppo. Le top miliari compresa “I can't get no satisfaction” sono in fondo all'esibizione, ma anche la scelta delle altre racchiude il meglio di quanto hanno realizzato. Sono presenti vari ospiti che intervengono cantando e suonando, tra cui Christina Aguilera, che si esibisce con Jagger in un sensuale ballo corpo a corpo, e non dimentichiamo che abbiamo la possibilità di vedere Keith Richards cantare in assolo. In definitiva un film entusiasmante, coinvolgente, una esperienza cinematografica anomala che va visto assolutamente da ogni amante della musica anche se non è un Rolling fan (questi impazziranno letteralmente), in quanto comunque la confezione perfetta di Scorsese raggranella emozioni sprizzate dall'energia della band e nel contempo ci regala qualche curiosità di repertorio, tanto che alla fine del film ci sentiamo di fare una standing ovation. Questa luce risplende davvero alla grande! Giudizio: ![]()
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Titolo originale: Shine a Light
Che incredibile esperienza che è questo docu-film (ma sarebbe più
corretto definirlo cine-concerto, con la sala piena ci si potrebbe
alzare e ballare al ritmo delle musiche senza che nessuno protesti in
quanto a tutti gli effetti una, splendida, ripresa dal vivo), che
Martin Scorsese ha girato al Beacon Theatre di New York nell'autunno
del 2006, tra le perplessità iniziali di Mick Jagger che riteneva il
numero eccessivo di telecamere un fastidio per il pubblico presente. Ma
sotto la direzione di Scorsese questi diventano dettagli, il maestro
americano all'inizio della pellicola (che parte in bianco e nero) ci
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