CLASSIFICA SETTIMANALE

Incassi al 07/03/2010
1 Alice in Wonderland 3D new
2 Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso =
3 Invictus a
4 Alice in Wonderland new
5 Shutter Island
new
6 Avatar 3D
-
7 Codice: Genesi
-
8 Wolfman
-
9 Il concerto =
10 Il figlio più piccolo
-
Archivio incassi settimanali

Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Sfida senza regole - Righteous Kill Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Lunedì 29 Settembre 2008 07:42
Sfida senza regole - Righteous Kill / LocandinaTitolo originale:      Righteous Kill
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Poliziesco, Drammatico, Giallo
Durata:      101'
Regia:      Jon Avnet
Cast:      Robert De Niro, Al Pacino, Curtis Jackson, Carla Gugino, John Leguizamo, Donnie Wahlberg, Brian Dennehy, Trilby Glover, Saidah Arrika, Alan Rosenberg, Sterling K. Brown, Barry Primus, Melissa Leo, Alan Blumenfeld, Oleg Taktarov
Produzione:      Millennium Films, Nu Image Films, Emmett/Furla Films, InVenture Entertainment
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      26 Settembre 2008

Trama: Due veterani della polizia, Turk e Rooster, sono sulle tracce di un serial killer che uccide i criminali usciti per qualche cavillo legale o non puniti per le loro colpe nonostante avessero eseguito atti contro la legge. Turk ha un rapporto di sesso spinto con l'avvenente agente Karen Corelli, che a sua volta nasconde a Turk dell'altro suo amante, l'agente Perez. Costui è convinto che il serial killer, che lascia un biglietto di poesie addosso alle vittime crivellate di colpi, sia un agente di polizia che ha deciso di farsi giustizia da solo. Quando uno spacciatore viene rinchiuso in carcere e poi rilasciato, il misterioso serial killer si scatena, uccidendo nuovamente malavitosi e criminali in sequenza. Alcuni gli vorrebbero dare una medaglia e altri lo vorrebbero morto o dietro le sbarre; comunque la lotta per cercarlo si scatena.

Recensione di PIETRO SIGNORE
LLI


Sfida senza regole - Righteous KillRobert De Niro, classe 1943; Al Pacino, classe 1940. Questi due nomi hanno segnato per sempre la storia del cinema e di Hollywood interpretando con pellicole meravigliose parti indimenticabili. Purtroppo, tra queste parti destinate ad essere portate a memoria indelebile nella storia, non vi sarà presente quella fatta in coppia in Righteous Kill (sarebbe letteralmente «Uccisione giustificata», in italiano perde completamente significato diventando Sfida senza regole).
Come parecchi sapranno, questo è il terzo titolo in cui i due big recitano assieme (anche se la parola assieme è altamente opinabile per i primi due). Tanto quanto aumenta il tempo di contatto tra i due anche la qualità del film diminuisce: il primo, Il padrino – Parte II (insignito di Oscar) è un capolavoro, ma loro recitano in epoche completamente diverse; il secondo Heat – La sfida, li vede rincorrersi a lungo ma solo brevemente venire a contatto, ed è un ottimo se non un grande film; questo ,che li vede recitare fianco a fianco per tutto il metraggio, è decisamente povero.
Intendiamoci: non è che sia davvero totalmente ed inguardabilmente pessimo, ma è un film mediocre, qualunque e senza vero mordente, che passa del tempo a discorrere di quanto sono vecchi, del fatto che ormai hanno in due 120 anni di servizio, quasi fosse un tacito autografo compiaciuto su una carriera splendente che tra l'altro nessuna persona sana di mente mai e poi mai metterebbe in discussione (per fortuna non arrivano a parlarci di malattie senili ed emorroidi per celebrarsi nell'età; non pensiamo neppure che le abbiano, del resto). Elaborato il fatto che i due mostri sacri avrebbero recitato fianco fianco con continuità, il non eccelso regista Jon Avnet, bisogna tornare a Pomodori verdi fritti per avere da lui un ottimo ricordo, dice alla coppia di immortali «andate e recitate» (Michael Mann che ha un quintale di classe in più è stato molto più prudente a gestirli), allestendo una storia banale, incentrata sulla ricerca di un serial killer che lascia poesie addosso alle vittime, sicuro che la loro presenza avrebbe comunque fatto successo in qualsiasi storia. Il pubblico di amatori ed occasionali forse poteva sperare di avere una grande performance in mezzo ad un ottimo film, magari tutelati che nel leggere il copione Pacino e De Niro, potenti ed influenti, avrebbero aggiustato delle cose storte. A quanto pare non è così. Vedendolo sembra che a loro non sembra importante che una carriera con pochi eguali venga sporcata e macchiata, dato che le loro due parti non sono per nulla impegnative per un qualsiasi attore un po' in gamba (figuriamoci per loro) e soprattutto non presentano nulla di nuovo.
Trametta inconsistente, si diceva. Proviamo a spiegarla in qualche riga: due anziani poliziotti in procinto di andare in pensione, Turk (De Niro) e Rooster (Pacino), devono scoprire il cosiddetto serial killer delle poesie, un assassino che lascia sulle vittime dei foglietti con vergate delle righe in rima di vario genere. Il fatto è che costui uccide solo criminali e colpevoli che la giustizia prende e poi rilascia, per cui da certi ambienti della polizia viene anche ben visto. I due sono aiutati dalla avvenente Karen Corelli (una Carla Gugino davvero ammiccante e in grande spolvero fisico, il personaggio migliore del film), un agente che fa sesso pesante con Turk ma nel contempo non lesina di lasciarsi andare anche con l'agente Perez (John Leguizamo, pure lui anonimo). Il problema per Turk, oltre alla ovvia possibile gelosia, è che la presenza di Perez significa anche una indagine in corso che vedrebbe implicato come poeta killer un agente. Rooster e Turk si scatenano contro uno spacciatore di nome Spider (interpretato dal rapper nero 50 cent) subito rilasciato per mancanza di prove. Di nuovo il killer torna in azione, la caccia per scoprirlo si scatena.
Quello che manca a Sfida senza regole è la presenza di un sottobosco credibile di criminalità, di violenza e di sangue che qui sono adulterati con acqua per renderli leggeri a tutti, strillando la verità su chi c'è ma non cosa c'è. Il mondo delle discoteche che nascondono i traffici può essere d'attualità, ma quei locali di tendenza, con donnine discinte e criminali ricchi ed agiati che servono cocaina ad avvocatesse da mozzare il fiato, fanno parte di una logica visiva superficiale senza che trasudi nessun sudore maligno. Se poi ci aggiungiamo che la trama procede a sbalzi irregolari con prevedibilità da b-movie poliziesco (mostrare Pacino che gioca e vince a scacchi è una trovata a dir poco patetica), loro due hanno un lungo faccia a faccia quanto mai scontato, Brian Dennehy fa il superiore senza polso adeguato, ci mettono il fratello di Mark Wahlberg che fa spalla incapace a Leguizamo, il film sbagliato è servito sul tavolo nonostante ogni tanto piova qualche frase buona ed altisonante («Molti temono il distintivo, tutti temono la pistola»). Arriviamo davvero quasi a non credere che quello sullo schermo sui un film tanto atteso, rimaniamo delusi dai criminali da strapazzo (un gran film lo è anche e soprattutto se ha un grande cattivo) che si susseguono come vittime (il pappone sullo skateboard ne è un esempio) ma soprattutto dal fatto che neppure loro due ci fanno appassionare al film, il che porta a dire che la pellicola ha delle falle davvero profonde. Per dirvene una tra le altre, l'avvocato donna prende la cocaina e la sniffa di fronte ad un perfetto sconosciuto nel bagno ...degli uomini, in cui è entrata consapevolmente. Prova d'attori (totalmente inutile: di che altre prove hanno bisogno questi due?) sprecata come non mai, tra l'altro neppure perfetta, a dimostrazione che la voglia di attirare con poco sforzo e sola presenza produce risultati solo di filmografia in quantità e non di qualità.
Poco sforzo anche in soggetto, perché chi ha visto il film con Michael Douglas Condannato a morte per mancanza di indizi troverà troppe e tante similitudini di base: abbiamo pure una evidente ispirazione dopo il lavoro vacuo.
Non ci sentiamo di dare la colpa direttamente e solamente ad Avnet o allo sceneggiatore, non uno sconosciuto ma quello di Inside Man, Russel Gewirtz, ma soprattutto a loro due che hanno accettato una parte tanto banale in un film qualunque. Come del resto non vogliamo dare un giudizio sintetico negativo di definitiva in chiusura di scritto per rispetto e poca voglia di girare il coltello nella piaga verso coloro che il cinema lo hanno reso grande se non immenso.

Giudizio: 1.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice
:
2
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 








AL CINEMA

Avatar
avatar-poster
 
Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso
Genitori & figli: Agitare bene prima dell'uso
 
Codice: Genesi
Codice: Genesi
 
Lourdes
Lourdes
 
Che fine hanno fatto i Morgan?
Che fine hanno fatto i Morgan?
 
Il concerto
Il concerto
 
Il mi$$ionario
Il mi$$ionario
 
Paranormal Activity
Paranormal Activity
 
L'uomo che verrà
L'uomo che verrà