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Strafumati Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Sabato 29 Novembre 2008 11:29
Strafumati / LocandinaTitolo originale:      Pineapple Express
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Commedia, Poliziesco, Thriller
Durata:      111'
Regia:      David Gordon Green
Sceneggiatura:   Seth Rogen ed Evan Goldberg
Cast:      Seth Rogen, James Franco, Danny R. McBride, Kevin Corrigan, Craig Robinson, Gary Cole, Rosie Perez, Ed Begley Jr., Nora Dunn, Amber Heard, Ricky Dôminguez, Joe Lo Truglio, Arthur Napiontek, Cleo King, Bill Hader
Produzione:      Apatow Productions, Columbia Pictures, Relativity Media
Distribuzione:      Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita:      28 Novembre 2008

Trama: Dale Denton, accanito fumatore d'erba, fa l'ufficiale giudiziario e sta con una liceale della quale a breve dovrà incontrare a cena i genitori. Durante una notificazione notturna, assiste ad un omicidio; scappa subito, ma lascia sul luogo un mozzicone che conduce subito l'omicida, un boss della droga, al suo rifornitore di fiducia Saul, l'unico che nell'area vende quella varietà di marijuana, chiamata "Pineapple Express". Dale e Saul, a questo punto, devono darsi alla fuga.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

StrafumatiNei credits come nei fatti, molto semplicemente, in Pineapple Express (titolo che evidentemente non era gonzo abbastanza) quei bambinacci cattivi di Seth Rogen e Evan Goldberg ci riprovano come avevano fatto con Superbad—anche di più, dato il fumo. Non starò qui a ripetervi per l'ennesima volta che questa è una produzione Apatow; ma, dato che avrete notato che l'ho appena fatto, sarà meglio dire che è proprio difficile trattarla come se non lo fosse, dato che puntualmente rieccoci qui a parlare di questi marmocchi (effettivi o, tipicamente, adulti) biascicantemente stoned la cui idea di felicità è costituita, riducendola all'osso (cioè eliminando vari oggetti da collezione, televisione, connessione internet e videogiochi), da un divano e un bong da condividere fra buddies.
Ecco dunque un altro “tutto in una notte” (più o meno) ad anni di distanza, quando Seth ha dimenticato il suo vecchio miglior amico Evan, finito chi sa dove, si è fatto una nuova ragazza (che non potrebbe non essere una sventola, Amber Heard, attratta da lui non si può neanche ipotizzare per quale motivo) e ha deciso che per sfuggire allo stress causatogli da quest'ultima è arrivato il momento di farsi dei nuovi migliori amici. Al plurale. Il candidato numero uno non può che essere il venditore di fumo di fiducia (James Franco), cui Seth (che adesso si chiama Dale Denton ed è direttamente Rogen) invidia giustappunto il lavoro ideale (stare tutto il giorno sul divano in pigiama a fumare), al quale presto si aggiunge il di lui fornitore (Danny R. McBride).
Finirà con una colazione rappacificatrice ad un diner, dopo che alla squinzia è stato dato il benservito assieme alla di lei famiglia, e dopo che tutti i cattivi sono stati rocambolescamente eliminati in una fabbrica di fumi d'artificio, con i tre nuovissimi amiconi per la vita che abbracciandosi si sussurrano soavemente l'un l'altro «I love you, man». Il tutto, insomma, al ben derogatorio grido di battaglia e d'appartenenza (a cosa?) di «bros before hos», che in italiano tradurrei ancor meno elegantemente con un «zero noie senza troie».
Per l'ennesima volta, la durata del baraccone (che passa il segno 1h50') è segno autopunitivo di un'autoindulgenza che del resto non potrebbe essere più chiara di così. Oltre al viaggio iniziatico degli amiconi (che qui si conclude, almeno coerentemente, senza falsi pruriti, con degli adulti che magari un giorno cresceranno ancora e accetteranno apertamente che il bong simboleggia in effetti qualcosa di fedele alla sua forma), la sceneggiatura dei suddetti Rogen e Goldberg ripropone alla lettera la strategia arcilogorroica del precedente tra adolescenti, un abburattamento che non sa né di carne né di pesce; per avere un'idea, si può andare a rileggere il come sempre ottimo compendio delle battute del film sulla pagina memorable quotes di IMDb: se ne trovano di davvero memorabili? No such luck.
Se non altro, c'è un prologo nel quale un Bill Hader soldato-cavia tenta di introdurci ad una qualche critica politica contro militarismo e proibizionismo. Alessia Starace ci informa che questo starebbe a dire: «se la marijuana non fosse stata illegale, quello che state per vedere non sarebbe accaduto». Probabilmente è vero; ma è anche vero che agli interessati fa un gran piacere che sia accaduto. Dale e Saul devono stare assieme, e senza la marijuana illegale, a quest'ora il primo sarebbe già stato arraffato definitivamente dalla sua giovane compagna malefica. Possiamo ribattezzarlo come vogliamo (con che fa rima «marijuana»?), ma il grido è sempre quello dei bros uniti contro le hos.

Giudizio: 1.5
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