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Natale a Rio Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Sabato 27 Dicembre 2008 00:00
Natale a Rio / LocandinaTitolo originale:      id.
Nazione:      Italia
Anno:      2008
Genere:      Commedia
Durata:      113'
Regia:      Neri Parenti
Sceneggiatura:    Neri Parenti
Cast:      Christian De Sica, Massimo Ghini, Michelle Hunziker, Fabio De Luigi, Paolo Conticini, Ludovico Fremont, Emanuele Propizio
Produzione:      Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
Distribuzione:      Filmauro
Data di uscita:      19 Dicembre 2008

Trama: Paolo e Mario, due divorziati, il primo un ricco industriale edile (cosiddetto “palazzinaro”) e il secondo un professore di etica, hanno un problema comune: liberarsi dei figli arrivati per stare con loro durante le vacanze di Natale, per poter andare a fare delle personali gite nei Caraibi con fidanzatine al seguito oppure con affascinanti massaggiatrici pronte ad attenderli. Tra l'altro i figlioli hanno ben altre intenzioni che stare con i padri: se ne vogliono andare a Rio. Da tutt'altra parte Fabio, un impiegato, cerca di conquistare la bella collega Linda, che non sa neppure che lui esiste. Alla fine, per varie vicissitudini, padri, figli e colleghi si troveranno tutti a Rio de Janerio, con i primi all'insaputa dei secondi. A complicare il tutto il fatto che le ex-mogli hanno deciso di rifarsi il seno.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Natale a RioE siamo all'anno 25! Non allo stesso numero di film, perché il primo cinepanettone (termine che indica particolari film di produzione italiana che escono nel periodo natalizio) è sì del 1983 (Vacanze di Natale con Jerry Calà e De Sica) ma non ha avuto un seguito annuale da allora come accade adesso (e dopo la rottura tra Boldi e De Sica addirittura due all'anno). E per la ricorrenza, lo possiamo dire senza smentita, la premiata ditta Neri Parenti (regista autore di alcuni Fantozzi) e De Sica/Ghini (nuova indovinata spalla dopo il divorzio da Boldi), confeziona una commedia gradevole e divertente, senza volgarità e che non usa veline, starlette o altra categoria di sottoattrici femminili per spogliarelli gratuiti e ammiccanti.
Certo, la trama non è delle più originali, il meccanismo è sempre quello: De Sica e Ghini vorrebbero spassarsela un po' per Natale, dopotutto hanno le ex-mogli lontane – loro pensano che siano nella fredda San Pietroburgo o nei fiordi, invece le donne sono insieme a rifarsi il seno in Brasile. Si sentono liberi di folleggiare; peccato che il loro imminente viaggio venga rovinato dall'arrivo dei rispettivi figli Pietro e Marco (Ludovico Fremont e Emanuele Propizio) che devono passare con loro le vacanze di Natale come da accordo divorziale. Ma anche i figli non vedono l'ora di partire, non hanno nessuna voglia di stare con i padri, vogliono il caldo e le belle donne. E così, tra equivoci vari, padri e figli partono per Rio gli uni all'insaputa degli altri. A Rio arriveranno, in una storia parallela non confluente con quella principale, anche Linda (Michelle Hunzicker) e Fabio (Fabio De Luigi). Fabio è innamorato segretamente della bella ragazza che neppure sapeva prima del viaggio lavorasse da anni nella sua stessa azienda, e deve vincere la concorrenza del suo fidanzato Gianni (Paolo Conticini), un uomo fedifrago che subito si fa accalappiare dalle bellezze locali. La confluenza di tutti i personaggi nella stessa zona provocherà esilaranti equivoci e situazioni imbarazzanti.
Via i preconcetti, togliamoci la patina di superbia nel pregiudicare, rivoltiamo completamente il giudizio degli anni scorsi sul cinepanettone e godiamoci questa simpatica commedia senza nessun problema. Spiritosa, frizzante, con alcuni momenti davvero stranianti (ci credereste o meno, abbiamo pure il vudù in ballo) per tutta la sua durata (quasi due ore, tra l'altro) ci regala sorrisi mai sguaiati che si allontanano completamente dagli anni in cui c'era Boldi (e ciurma, confluita tutta nel cinepanettone novembrino), che esigevano la presenza massiccia di peti, rutti e similaria. Il divorzio artistico è stato davvero una panacea per De Sica, che ora può padroneggiare al meglio le situazioni con una spalla maggiormente valida.
E dopo l'incubatrice di Natale a New York (2006) e Natale in crociera (2007), che non erano certo riuscitissimi, finalmente nel 2008 ecco arrivare lo spunto, la buona idea e realizzazione, che non si allontana dagli stilemi soliti (ci mancherebbe sperimentare pesante su una tale gallina dalle uova d'oro, solo con lui il cinema italiano riprende parecchio le perdite dell'anno) ma confluisce in un saporito (non piccante) menu di livello decente. Accontentando tutti, coloro che vanno al cinema una volta all'anno, gli occasionali e gli assidui, ma anche i lavoratori recensori che per una volta possono respirare anche il 25 dicembre non subendo pesantemente come gli anni scorsi.
La scena più divertente è quella del lenzuolo, ma ci sono molti altri momenti di ilarità grazie anche alla collaudata coppia televisiva di Love Bugs Hunzicker/De Luigi, che nel momento del funerale (di chi o cosa lo vedrete) fanno una performance con Conticini in un dialogo azzeccatissimo.
Si diceva sempre che i cinepanettoni sono tutti uguali, cambia l'ambientazione ma il tempo meteo è sempre lo stesso, invece stavolta non si sono limitati a questo, riconosciamolo senza problemi, appassionati e detrattori. De Luigi fa il personaggio misurato e galantemente innamorato, mentre la coppia regina con la loro voglia di avventure gratuite ma debordanti (vedendo il film capirete anche questo accenno) impersona l'italiano ormonalmente in movimento (De Luigi rifiuta pesanti avances anche da una splendida brasiliana tanto è pieno d'amore per la Hunzicker); se gli sceneggiatori avessero avuto lo sbalzo di fantasia nel coniugare e amalgamare le due trame forse sarebbe stato ancora meglio.
Ma non lamentiamoci, in definitiva è venuta fuori una buona commedia laddove si pensava allo stanco e al ripetitivo; quando si hanno sorprese non guardiamo troppo per il sottile agli evidenti difetti o comunque sottofondi di ripetizioni tipiche più del genere che di questo film in particolare – se abbiamo voglia di sorridere senza impegno e senza ristagni pecorecci, Natale a Rio mantiene più di quello che promette.

Giudizio: 2
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