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| Scritto da Cine Zone | |||
| Sabato 28 Febbraio 2009 16:00 | |||
Titolo originale: The UnbornNazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Horror, Thriller Durata: 87' Regia: David S. Goyer Sceneggiatura: David S. Goyer Cast: Odette Yustman, Gary Oldman, Meagan Good, Cam Gigandet, Idris Elba, Jane Alexander, Atticus Shaffer, James Remar, Carla Gugino, C.S. Lee, Michael Sassone, Ethan Cutkosky, Craig Harris, Rachel Brosnahan, Kymberly Mellen Produzione: Phantom Four, Platinum Dunes Distribuzione: UIP Data di uscita: 27 Febbraio 2009 Trama: Casey è una bella ragzza che vive una vita apparentemente tranquilla, divisa tra la scuola e la sua occupazione come babysitter. Una notte ha un terribile incubo: vede un bambino dalle fattezze demoniache e dallo sguardo minaccioso che le para la strada. Dopo il risveglio, Casey scopre che il sogno è ben altro: quanto ha visto non è destinato ad essere solo un brutto ricordo di una spaventosa visione generata dal sonno, le paure ataviche di un episodio radicato nel passato stanno per prendere vita. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Michael Bay evidentemente vuole cavalcare la moda di produrre cinema di bassa qualità ad alto tasso di attenzione da parte del pubblico, pompando soldi a pellicole che avrebbero meritato di non essere neppure pensate, indegne figlie commerciali generate da una serie di fattori ben precisi: la presenza di una giovane e bella ragazza perseguitata (Odette Yustman, protagonista di Cloverfield, ampiamente inquadrata in maglietta e succinte mutandine), che ha un bel fidanzato (Cam Gigandet, visto in Twilight e Never Back Down), perseguitata da uno spirito maligno che nel plot di turno abita l'innocente corpo di un bimbo.Dopo l'insulso e inutile recentissimo remake di Venerdì 13, Michael Bay mette in regia David S. Goyer (sceneggiatore per Nolan di Batman Begins e Il cavaliere oscuro, che come regista ha firmato il terzo capitolo di Blade: Trinity) per confezionare una pellicola che solo nelle intenzioni vorrebbe essere un degno figlio de L'esorcista + Omen + The Call, di Candyman e di una purtroppo misconosciuta al grande pubblico pellicola horror con Denzel Washington chiamata Il tocco del male (personalmente vi consigliamo di recuperarla). Intenzioni, che nei risultati diventano un pastrocchio informe, una torta di nessun sapore, con ingredienti sì conosciuti ma malissimo miscelati, stupida, prevedibile e che complice gli attori davvero di povera prestazione non regala il minimo spavento. La “fantasia” di Goyer eccola qua riassunta: Casey (bella, giovane, altamente ormonale: la Yustman è un connubio tra la Connelly e Megan Fox) è una ragazza qualunque, che a un certo punto della sua vita sogna un bimbo che, con fare minaccioso, gli occhi spiritati e la carne del volto segnata, le blocca la strada, le fa trovare una maschera e un corpicino nel prato. Il sogno, ovviamente, non è solo relegato alla zona di Morfeo, ben presto lei si deve sottoporre ad un esorcismo perché uno spiritello porcello la tormenta. La scena dell'esorcismo, se doveste decidere di vedere questo film, vi stupirà per la composizione di coloro che devono espellere il demone (non tanto dal corpo di Casey ma per la sua fastidiosa presenza circostante): abbiamo tra gli altri un giocatore di pallacanestro prete che nei tempi morti si diletta con questa; uno studioso di lingua ebraica (Gary Oldman: cosa ci fa lì uno come lui? In una parte evanescente c'è anche Carla Gugino, attrice che senza Rodriguez davvero è priva di ogni fascino) che legge pagine di un libro rarissimo trafugato senza problemi alla biblioteca del paese (inutile dirlo, paese bianco ed innevato: si vede che il ghiaccio e il freddo fanno cool nell'horror moderno, anche se la Yustman ci regala ampie scollature anche in esterni); e vari adepti che fanno contorno e pubblico, mentre il fidanzato giustamente coraggioso assiste l'amata, tapina e perseguitata. È incredibile come non ci si curi minimamente di dare ritmo e sostanza a questo film: a un certo punto abbiamo (venite gente, novità in arrivo!) anche gli specchi che fanno da veicolo per lo spostamento del demonietto, si cita l'olocausto per darsi importanza (non ci avreste mai creduto, vero?) e un'amica del cuore (nera – e che cavolo, ci mancherebbe: i demoni sono giusti e non razzisti, non guardano al colore della pelle) che fa figurativamente dito medio al nemico per poi arrivare al capolinea come vedrete. Gli spaventi dozzinali sono concepiti con il solito misto di musica d'ambiente con suspance trita e ritrita (la lingerie young woman cammina lenta nel buio attendendo la minaccia – dimenticavamo di dire che le luci si spengono, ma non solo quelle elettriche generali, pure quelle di una torcia) e i trucchi digitali a dir poco orrendi, insipidi e per nulla evocativi (come rimpiangiamo a vedere queste cose la primitiva ma genuina tecnologia costruita con la carne scartata dal macellaio e della plastilina che fu). In definitiva? Dopo aver letto tutto credo che non abbiate dubbi sul nostro pensiero: il nostro pollice è ampiamente verso, il voto di insufficienza totale per una pellicola del tutto inutile, fatta di cose già ampiamente viste e mal miscelate tra di loro, che ha una cosiddetta sorpresona finale che accontenta attori (pagati) e spettatori (liberati), non perché faccia sussultare di sorpresa ma perché i primi possono andare a fare qualcosa d'altro e i secondi tornare a casa ad impiegare meglio il loro tempi con ampio rimpianto di un mancato noleggio, magari di un film che ha ispirato questa inutile pellicola, priva di ogni fascino sia estetico che emozionale. Il mai nato fa paura solo per la sua bruttezza. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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