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Giulia non esce la sera Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Lunedì 02 Marzo 2009 00:00
giulia non esce la seraTitolo originale:      id.
Nazione:      Italia
Anno:      2008
Genere:      Drammatico
Durata:      105'
Regia:      Giuseppe Piccioni
Sceneggiatura:    Giuseppe Piccioni, Federica Pontremoli
Cast:      Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Domiziana Cardinali, Jacopo Domenicucci, Jacopo Bicocchi, Sara Tosti, Chiara Nicola, Fabio Camilli, Sasa Vulicevic, Paolo Sassanelli, Lidia Vitale, Antonia Liskova, Piera Degli Esposti
Produzione:      Lumière & Company, Rai Cinema
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      27 Febbraio 2009

Trama: Giulia è un'insegnante di nuoto, Guido uno scrittore. Lei allena la figlia di lui, Costanza, senza però farle raggiungere particolari risultati. L'uomo è in crisi con la moglie ed è attratto dalla personalità di Giulia. Non riesce a concludere i suoi racconti per una mancanza di ispirazione, proprio mentre è in atto un importante concorso letterario; da quando conosce la donna però la cosa sembra superata, e gli scritti ritornano fluenti a scorrere per via delle nuove sensazioni che Giulia trasmette. La cosa che non quadra è come mai Giulia, nonostante i ripetuti inviti, non voglia mai uscire di sera. Quale segreto nasconde? Perché ha una personalità tanto cupa?

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Giulia non esce la seraGolino e Mastandrea, due attori famosi per un cupissimo film drammatico che narra di come una donna con un segreto (come mai non esce la sera?) attragga uno scrittore a tal punto da fargli perdere la testa, distruggere completamente il suo matrimonio anche se vi erano avvisaglie di crisi, ma nel contempo fargli riprendere ispirazione verso i suoi scritti che hanno smesso di fluire costanti sulle pagine. Guido (Mastandrea) ha una figlia, Costanza, che frequenta di malavoglia le lezioni di nuoto di Giulia (Golino). L'uomo ne è da subito attratto, ma lei è perennemente chiusa, malinconica in una maschera di mancata accettazione verso gli altri. Il rapporto prosegue lento e senza apparente sbocco, anche perché Mastandrea è impegnato in un concorso di scrittori nel quale non crede più di tanto. Scoperto il segreto di Giulia, le sue attenzioni saranno solo per lei.
Cinema italiano di riflessione, viene fatto vivere da Piccioni (assente in regia dal 2004 dopo La vita che vorrei) sulla prova dei due attori che dominano la scena in maniera praticamente inninterrotta, mostrandoci come oramai nel mondo contemporaneo la possibilità di vivere in coppia sia del tutto una chimera, i matrimoni (come nel discorso della figlia) stanno fallendo uno dopo l'altro, e quando poi trovi la persona giusta le difficoltà della vita e i segreti del passato di uno o dell'altro impediscono ogni accesso di felicità.
Lo stare a galla di Mastandrea è un'icona di come sia difficile saper nuotare nel mondo d'oggi, e non solo in una vasca, alternando respiro e bolle, dove la possibilità di riprendere fiato dà il risultato successivo (simbologia di vita). Tutto il film – che ha un andamento fondamentalmente lineare ma molto calmo proprio per evidenziare il discorso riflessivo e disincantato sulla vita – è permeato di un pessimismo costante, una sorta di totale decostruzione di ogni possibile rapporto umano. Così solo sotto l'acqua o nella vasca Giulia riesce a ritrovarsi, al di fuori è completamente incapace di ogni rapporto; la figlia di Giulio subisce il bodycount delle separazioni lasciando il tenero e apparentemente perfetto ragazzino Filippo, troppo riflessivo, pacato ed intelligente, preoccupandosi del cane da ritrovare («Se volevi Burt dovevi restare legata anche al padrone e non solo all'animale») e non del rapporto da recuperare. Una sorta di mondo acquatico che non respira, fuori dall'elemento bagnato, anche l'editoria è marcia e corrosa, con le sue convenzioni di potere che guardano poco alla fantasia e all'intensità dello scritto. Guido, perso ogni rapporto con la moglie che non lo ispira minimamente (Sonia Bergamasco), si rifugia nei suoi personaggi che prendono vita e gli vengono incontro – la venditrice di ombrelli, l'uomo bagnato per nulla gioioso (incupendosi sotto la pioggia) e il prete che rimane affascinato da una spogliarellista di lap dance.
Abbiamo un quadro del tutto chiuso alle speranze: anche il finale – con un uccellino finto che smette di cantare, un ragazzo promettente abbracciato dalle logiche di mercato incarnate da una manager/promoter senza scrupoli (Piera Degli Esposti) e una cena malinconica a base di calorie in eccesso – riporta al fatto che nulla ti aiuta se non sei tu che ti metti a cercare di percorrere al meglio le venticinque vasche (il percorso) che la vita ti propone, alle quali arrivi con il fiatone e la fatica. L'importanza del singolo prima che quella della coppia, la partenza di costruzione per arrivare all'unione. Piccioni vuole essere emblaticamente pessimista, forzatamente duro anche se nelle ultime inquadrature ci fa vedere che, comunque sia, questa vita va vissuta e conosciuta in quanto anche le cose brutte che la percorrono ci fanno scrivere qualcosa di interessante, da trasmettere ai figli.
In definitiva un film decisamente emozionale, molto cupo, con tante simbologie occulte da interpretare, dove i due protagonisti recitano compassati perché sanno che la felicità del momento sarà seguita da avvenimenti del tutto di diverso tenore. Un film che non dovete interpretare come una canzone di Masini che non ha speranze: mostra le difficoltà ma non dice assolutamente che non si possa navigarne al di sopra, in un'ellisse di andata e ritorno degna di essere vissuta comunque secondo il proprio spirito. Il cinema italiano torna a mostrare il suo lato malinconico ma anche il suo lato migliore, riflessivo e penetrante. Uscite tranquillamente la sera a vedere Giulia, questi sono film che fanno bene all'animo e al nostro occhio, è bello quando qualcuno ci parla con sussurri che non danno fastidio.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2
Emanuele Rauco: 2
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