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Diverso da chi? Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Sabato 21 Marzo 2009 13:20
Diverso da chi? / LocandinaTitolo originale:      id.
Nazione:      Italia
Anno:      2008
Genere:      Commedia
Durata:      102'
Regia:      Umberto Carteni
Sceneggiatura:    Fabio Bonifacci
Cast:      Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Antonio Catania, Francesco Pannofino, Giuseppe Cederna, Rinaldo Rocco, Antonio Bazza
Produzione:       Cattleya
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      20 Marzo 2009

Trama: Piero è un brillante politico in carriera, dichiaratamente gay, da anni convivente con Remo. Quando è necessario unire gli sforzi politici con l'affascinante ma spocchiosa Adele per vincere l'elezione a sindaco, Piero cade in una sorta di disagio psicologico, che lo porta a dubitare della sua sessualità che credeva pienamente consolidata. Il rapporto con la candidata vice-sindaco è inizialmente conflittuale, ma l'insoddisfazione di lei per la sua vita solitaria e un viaggio per lavoro di Remo portano il dibattito politico tra i due verso binari decisamente inaspettati.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Diverso da chi?Davvero carino questo film gay-oriented, diretto in maniera briosa e spigliata da Umberto Carteni (esordio davvero felice) e che vede protagonista l'ex gieffino tv Luca Argentero (ormai attore di livello decente che si sta ritagliando felicemente teneri ruoli) e una scatenata Claudia Gerini, lontana dal suo nume tutelare e spirituale Carlo Verdone. Argentero è Piero, un gay conclamato, che sta cercando di effettuare la scalata alla poltrona di sindaco, avversato dal suo compagno Remo (Filippo Nigro, che dopo aver conosciuto da professore le «cattive ragazze» fa il tenero e delicato) che vorrebbe averlo un po' più per sé. La Gerini è Adele, una donna in carriera decisa e risoluta, astemia ed arcigna, che vive con il concetto della famiglia perfetta che però non ha, conducendo una vita solitaria che rinnega tutti i suoi dogmi di base. Il confronto tra Piero e Adele è di estremo conflitto, e anche quando devono unire le forze, costretti dalla congiuntura politica per cercare di vincere le elezioni (battendo l'attuale sindaco, il solito divertente Francesco Pannofino, che fa la parte del risoluto ma macchiettistico primo cittadino – iconograficamente quasi un “Peppone 2000”: là in lotta con la chiesa, qua con i gay) le cose non migliorano. Ma quando il gelosissimo Remo parte per un viaggio di lavoro, tra gay e bisbetica nasce qualcosa di davvero inaspettato. Come si potranno conciliare i nuovi orizzonti con l'obbiettivo di vincere le elezioni?
Divertente ma anche zeppo di battute sarcastiche («Mettiamolo a qualcosa di poco importante, come l'assessorato alla cultura o all'istruzione») questo film raggiunge in pieno l'obiettivo di essere un felice intrattenimento ma anche una riflessione sui nuovi orizzonti di oggi, dove essere gay è un problema soprattutto per come dirlo e non tanto per la cosa in se stessa, ormai accettata e nella cultura comune («Voi avete tutto: i giornali, la moda e la televisione»), nessuno potrà impugnare la sessualità dell'avversario per sconfiggerlo in una battaglia politica o di altro genere, culturale o di spettacolo che sia. Particolarmente piacevole il coro di caratteristi (capitanati da Antonio Catania, cinico promulgatore di frasi al vetriolo) che si muove attorno alla strana coppia: sembra di assistere finalmente a una commedia corale poco pecoreccia con intenti sociali come non se ne vedevano da qualche tempo. I comportamenti e i commenti dei comprimari giostrano a puntino le situazioni per renderle più ficcanti con le loro espressioni contrite o di disappunto.
In fondo adesso lo scandalo e il tradimento della purezza (politica e comportamentale) è di essere un gay che ha rapporti con una donna, non di averli con lo stesso sesso; le insicurezze che nascono dalla bisessualità portano a un disfacimento del proprio orgoglio ed autostima, che nel film traghetta lo spettatore verso il dolcissimo, comprensivo Remo, tradito in maniera inaspettata ed assolutamente vigliacca. Il personaggio che esce dalla recitazione di Nigro è un condensato di vero modello per famiglie new age; non quello di Adele, che tramanda concetti di facciata sulla famiglia senza applicarli idealmente, sterile sua promulgazione applicata validamente dal compagno dell'avversario (il finale, che ovviamente non riveliamo, è emblematico), nuova via di una corrente che man mano prende sempre più piede.
La Gerini è esplosiva nei suoi comportamenti da power woman («Vestiti un po' meno provocante … sembri un uomo!»), mentre Argentero fa l'impacciato ed insicuro Piero in maniera credibile e valida. Rimarchevole l'inizio con la canoa con i due uomini che vogano da soli, un mostrare che il loro mondo è fatto da un solo sesso – non hanno bisogno di altro, e la canzone che fa da sottofondo che narra di un mondo di soli uomini non è li a caso (questo testimonia la cura del regista nell'approccio al film). In definitiva un film corale simpatico, divertente, ma che non manca di proporre le sue situazioni in una chiave riflessiva senza mai stancare, usando un godibile linguaggio di popolo, dialoghi che risultano brillanti e taglienti, sorretto da una recitazione di livello non banale. Le commedie servono a rasserenare la serata, quando hanno un plusvalore aggiunto scopriamo un piccolo non troppo minimale tesoro, spuntato da dove meno te lo aspetti e per questo ancora più piacevole.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 1.5
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