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La verità è che non gli piaci abbastanza Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Domenica 22 Marzo 2009 10:52
La verità è che non gli piaci abbastanza / LocandinaTitolo originale:      He's Just Not That Into You
Nazione:      Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi
Anno:      2009
Genere:      Commedia, Drammatico, Romantico
Durata:      129'
Regia:      Ken Kwapis
Sceneggiatura:    Abby Kohn, Marc Silverstein
Cast:      Ben Affleck, Jennifer Aniston, Drew Barrymore, Jennifer Connelly, Kevin Connolly, Bradley Cooper, Ginnifer Goodwin, Scarlett Johansson, Justin Long, Kris Kristofferson
Produzione:      Flower Films
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      20 Marzo 2009

Trama: Gigi è una dolce ragazza dai capelli rossi che incontra Connor, un uomo che le promette di richiamarla dopo una cena assieme. Purtroppo lui non si fa più sentire, attirato da un'altra donna. Gigi incomincia ad avere una crisi nervosa, e si rifugia dalle amiche Beth e Janine, che però non riescono bene a codificare la sua situazione e a darle i giusti consigli per risolverla, anche perché sono prese dai problemi con i loro rispettivi fidanzato e marito. Gigi trova la giusta sponda di consiglio in Alex, un gestore di bar sciupafemmine che per via del suo lavoro codifica al meglio tutti i segnali che provengono dal rapporto uomo–donna. Da adesso, ogni volta che deve conquistare un uomo, lei lo chiama per sapere cosa fare. Intanto, intorno ne succedono davvero di tutti i colori, con tante coppie che rischiano di scoppiare mentre Gigi cerca l'uomo giusto.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

La verità è che non gli piaci abbastanzaOvvero: «Licenza di capire l'ovvio». Nel grande universo umano d'oggi, di persone fondamentalmente sole ed insicure, c'è spazio per tutti: mariti fedifraghi ma col senso di colpa ancora in fase di spiegamento, sciacquette bionde-rock, mogli con l'orologio biologico in fase suspicion, professioniste quasi-quarantenni in crisi da «il mio uomo non accetta la mia dote», professionisti quasi-quarantenni dai saldi principi anti-matrimoniali, pubblicitarie inghiottite nell'iperreale del social networking, agenti immobiliari etero con la coda fra le gambe in mezzo a potenziali clienti della Baltimora gay, baristi ammazzalupa (decidete da soli cos'è la «lupa») nonché sensibili dispensatori di consigli (perché gli audiobook erano finiti), e soprattutto evidenti psicotiche in batticuore che durante il film è un miracolo non veder mai leggere un oroscopo.
Eccola qua, l'unica verità ricavabile: l'ovvietà che c'è posto per tutti. Cosa normale per una pellicola feel good del sabato sera a casa con una coppa di gelato e cucchiaio d'appoggio. Da soli, anzi da sole. (Come direbbe qualcuno su Rai Uno: «Un film che ci è piaciuto tanto, specie se siete donne».) Abbiamo dunque questi stupefacenti consigli, rigorosamente divisi in capitoli (ovviamente, a replicare ordine e struttura del manuale cartaceo di riferimento—il quale, del resto, mi onoro di ignorare), che spiegano a queste donne ben tonte e variamente esagitate cosa questi oscuri maschi (che saranno scemi ed egoisti anche loro, ma almeno lo mascherano mantenendo maggior calma) vogliono e non vogliono. Elementi base di psicologia popolare per aver meno problemi possibile.
Provo io a riformulare. La questione base è: un uomo fa lo stronzo? Allora è davvero uno stronzo. Oppure no, lo fa perché gli piaci. Poi altre minori: ti piace un uomo sposato? C'è possibilità che lasci la moglie per seguire il vero amore della sua vita, cioè te. È provato: a un'amica di una mia cugina è successo, so hang in there girl. Trovi un pacchetto di sigarette quando tuo marito aveva promesso di smettere? C'è possibilità che ciò voglia dire che ti sta tradendo. O forse ha solo ripreso a fumare; o forse il pacchetto è di uno dei messicani che ti stanno ristrutturando casa. L'uomo con cui stai da sette anni e vivi da cinque non ne vuol sapere di chiederti di sposarlo? Non lo farà mai. O forse è solo convinto oppositore del matrimonio, su solide basi etico-morali. Non sembri piacere a nessun uomo nonostante la collezione di biglietti da visita? Sei un cesso. Oppure stai solo aspettando il vero principe azzurro, che non sa ancora di esserlo.
Naturalmente, come si evince dall'inconcludenza dei casi sopraelencati senza pretesa di esaustività, si fa tutto per scherzare: nessuno dei consigli messi in rigorosa fila avrà il benché minimo riscontro finale nel film, almeno non nella parte spacciata inizialmente per inattaccabile verità di vita. Nella vita non si sa mai, d'altronde, quale cioccolatino ti capita—versione più paraocchi di «that is all ye know on earth, and all ye need to know». Nel senso che, alla fine del carrozzone, la necessaria conclusione è che siamo tutti belli come siamo e che in ultimo aver consigli non conta: tutto si sistema, preferibilmente tornando nel posto dove era già in partenza o era ovvio finisse.
Tranne forse per la vicenda di coppia borghese e relativa amante hot lips d'incomodo: eccezione che prova la regola, o regola di ormai assodato politicamente corretto divorzista che fa il pari con gli altri, più pasciuti matrimoni che invece trionfano (almeno ora allo start)? Intanto Ken Kwapis, assieme a quelli di Mai stata baciata (Drew Barrymore è anche produttrice esecutiva, dannata lei), fa una commediuola in stile Donne (remake, ma senza lesbiche e con uomini incornanti e mazziati in vista) misto a Perché te lo dice mamma (o, nel caso, papà: il buon Kris Kristofferson non mostra le mutande come Diane Keaton, ma in compenso tira quasi le cuoia). Meraviglia un po' non ci sia un prete progressista, un po' violento e sgradevolmente rumoroso nei metodi, ma difensore dell'amore e dell'impegno divini.

Giudizio: 1.5


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

La verità è che non gli piaci abbastanzaUn cast di stelle per questo film che nel titolo riprende una frase e una situazione cardine di Sex and the City, dove la cognitiva Miranda diceva chiaramente a un'amica affranta che se un uomo non ti richiama è perché «non gli piaci abbastanza»; dove, oltre a questo, tutto il resto sono solo chiacchere e false speranze. La citazione al serial prodotto dalla HBO non è certo casuale, infatti gli autori del libro/manuale di sopravvivenza d'amore per donne e uomini, da cui è tratto il film, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, sono uno consulente e l'altro autrice della serie tv chiusa nel 2004. Il film racconta la storia di varie donne e uomini con problemi di cuore, racconti e vicende che si intersecano, confluiscono e si svolgono attorno alla figura della dolce ma un po' ingenua Gigi (Ginnifer Goodwin, al fianco di Julia Roberts in un altro film al femminile come Mona Lisa Smile), presa tremendamente da un uomo a cui lei non interessa (Kevin Connolly). Gigi ha due care amiche, Beth (Aniston) e Janine (Connelly) a cui confida quanto successo. Purtroppo le due donne hanno ben altro a cui pensare: Beth deve cercare di convincere il fidanzato Neil (Ben Affleck, tornato attore dopo la buona prova in regia con Gone Baby Gone), dopo 7 anni di convivenza, al matrimonio, mentre Janine ha forti sospetti sul marito Ben (Bradley Cooper). Oltre a loro abbiamo presenti Anna (Scarlett Johansson, burrosa e bella come non mai) che cerca di sfondare nel mondo della canzone, e Mary (Drew Barrymore) che trova conforto amoroso nelle chat e su MySpace. Mentre Gigi cerca la soluzione all'indifferenza di Connor, aiutata da Alex, un gestore di bar che sa tutto sui rapporti uomo–donna (interpetato da Justin Long), le varie coppie trovano crisi e serenità a ripetizione, in un giro di giostra continuo.
Ken Kwapis (regista televisivo specializzato in serial commedia, che nel 2007 ha diretto Robin Williams nello spiritoso Licenza di matrimonio) utilizza 129 minuti del nostro tempo per raccontare le vicissitudini amorose, in chiave completamente rosa, di un cast importante (i nomi coinvolti sono segnati prima, e la Barrymore è co-produttrice) che ha gravi problemi di codifica del comportamento. Utilizzando la tecnica già sperimentata in Sex and the City di inserire dei commenti delle persone di strada, estranee alla vicenda, in mezzo alla storia (idealmente divisa in capitoli non numerati) si prende lo spunto del titolo come partenza per enunciare una massa di concetti e di tic comportamentali, come se la pellicola dovesse diventare un manuale per donne e uomini, cercando di essere imparziale nel bilanciare i due sessi come protagonismo. Se da un lato all'inizio vediamo come gli uomini si comportino biecamente con chi non gli interessa ma fanno di tutto per colei che li attira, poi notiamo come anche le donne facciano follie per chi vogliono senza curarsi del vero interesse che qualcuno può provare per loro.
Ambedue i sessi si ritrovano in una commedia non degli equivoci ma delle incomprensioni, che nessun manuale può totalmente codificare, perché nate dalle emozioni personali che sono imprescindibili da ogni logica certa, vivono di sinapsi in movimento continue e non di lungimirante ricerca della sicurezza, cercando come Beth la facciata di un matrimonio invece di crogiolarsi nell'amore sincero seppur non dichiarato davanti a un prete. Al di là della possibile realtà di alcune situazioni comportamentali (la Johansson a noi poveri mortali non capiterà di certo dietro l'angolo; altre sono totalmente estremizzat, come Affleck rifugiato sulla barca), il film scorre via simpatico e generoso di insegnamenti divertenti; ai cultori della pluricitata serie tv su queste colonne non dispiacerà affatto. Il problema è che alla fine il gran minestrone di personaggi e star si accavalla su se stesso, un po' statico in situazioni che si riprendono continuamente, tra qualche risolino e pianto che alla lunga può risultare fastidioso.
Personalmente la vicenda migliore alla fine risulta essere quella più sentimentalmente pesante, con protagonista  Janine/Connelly, che si gioca un matrimonio e non solo un fidanzamento, un uomo che ha e che non accetta come bugiardo, indipendentemente sia fumatore di nascosto o traditore alla luce (vedendo il film capirete il significato sibillino di questa frase, tendiamo ad incuriosirvi e non solo a spiegarvi). Inutile dire che anche in queste vicende etero l'elemento gay entra a farvi parte: ormai è impossibile pensare a un sentimental movie senza pensare anche ad inserire questo.
Alla fine la verità è che questo film non ci piace abbastanza, troppo teso ad insegnare cose che non sempre ci interessano o che possono capitare, senza badare all'approfondimento seppur leggero: è un divertente tourbillon di coppia che si interseca, che affida l'elemento piccante solo alla Johansson, evitando di citare mode e stili nel vestire, ottimo per un pomeriggio o una sera spensierata, ma che non va assolutamente oltre. Se dovessimo trovarci nei problemi con il partner (in qualunque situazione giuridica o di orientamento sessuale si sia) o cercassimo di conquistare qualcuno, la nostra memoria non andrà certo a questa pellicola per risolverli, dato che la sua penetrazione emotiva e di fascino è troppo limitata: se qualcuno non ci convince appieno non gli diamo certo retta per cose tanto importanti. Probabilmente gli obiettivi culturali che mostra con troppa superficialità e insistenza in mezzo a telefoni che non suonano, sono anche il suo punto debole.

Giudizio: 2


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