quante :D mi sono fatta ma anche tante lacrime ma e' stato il film piu' bello
della mia vita
della mia vita
| Incassi al 14/03/2010 |
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| Io & Marley |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Sabato 04 Aprile 2009 00:00 | |||
Titolo originale: Marley & MeNazione: Stati Uniti Anno: 2008 Genere: Commedia, Drammatico, Per Famiglie, Romantico Durata: 120' Regia: David Frankel Sceneggiatura: Scott Frank, Don Roos Cast: Owen Wilson, Jennifer Aniston, Eric Dane, Kathleen Turner, Alan Arkin, Nathan Gamble, Haley Bennett, Clarke Peters, Finley Jacobsen, Lucy Merriam, Bryce Robinson, Benjamin Hyland, Sarah O'Kelly, Keith Hudson, Haley Hudson Produzione: Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises Distribuzione: 20th Century Fox Data di uscita: 3 Aprile 2009 Trama: Appena trasferitisi in Florida, i coniugi Grogan trovano lavoro, mettono su casa e comprano un cucciolo di Labrador. Il piccolo Marley si rivela per loro sfortuna una portentosa peste, sconquassando casa e divorando qualsiasi cosa, commestibile o meno, gli capiti fra i denti. John inizia a tenere una rubrica sul giornale per cui scrive, dedicandola principalmente alle sue disavventure di routine col cane. Ma stanno per arrivare anche i figli. Recensione di ALBERTO DI FELICE Un cane, si sa, può significare molto. In certi casi tutto. Per i Grogan, Marley funge da vero diario di vita: segna l'inizio “serio” della loro famiglia e pian piano ne accompagna il fiorire, da traghettatore del corso naturale delle cose. Chiaramente, è per prima cosa una peste, perché questa è una commedia, almeno per un po'; ma a questo ci si accostuma ben presto, non appena—quindi subito—si ha il tempo di realizzare che il pestifero cucciolo non è altro che una prima manifestazione del loro istinto paterno e materno, e soprattutto della loro lotta con esso. I Grogan sono realmente disposti ad impegnarsi e metter su la loro bella famiglia media, con due o forse un lavoro felice e due o forse tre figli, tenendo assieme i mutui per farli crescere in un buon quartiere e mettendo da parte i soldi per pagargli il college?Ovviamente: questo destino non è mai in dubbio per John (Owen Wilson) e Jenny (Jennifer Aniston), che del resto hanno tutto l'aspetto di una coppia felice, o che si impegna per esserlo. Ciò non toglie che, per scontate che siano, le scelte vanno fatte, e inevitabilmente inviperiscono; il tragitto incolpevole del povero cane, capitato nel mezzo con quella missione quasi-divina che la sua specie ricopre come guardiana del vincolo familiare (il gatto è preferibilmente per i single, direi), ne prende atto: anziché decidere se divorziare di fronte alle difficoltà, i Grogan devono decidere se tenere la peste e continuare a marciare oppure sbarazzarsene e dire addio al sostanziale idillio. È dunque una crisi post-parto (o parti) quella di Jenny, o è una crisi pura e semplice relativa ad aver preso le sue scelte—un po' più forzate e meno, specie passato del tempo, convinte? Marley è giustappunto nel mezzo, e fortuna che c'è lui altrimenti a distruggere casa sarebbe probabilmente Jenny stessa, tirando magari qualche piatto direttamente al marito. Quanto a John, anche lui in fatto di sacrifici non scherza: il suo amico di miglior aspetto (Eric Dane) ha, oltre alle donne a volontà, tutto il successo da reporter sfuggitogli, ridotto com'è alla carriera domestica di tenutario di una rubrica per svogliati lettori di provincia, a far colazione con tazza di cereali e pancakes. Non recupererà mai più il guizzo dell'inviato da zone calde. Sulla spiaggia, in pausa mentre porta a passeggio Marley, John si lascia per un attimo andare al pensiero di riprendersi con orgoglio i suoi anni e le opportunità perdute: il tutto non può anche qui che passare per il cane, dato che il ritrovato spirito dell'uomo si materializza permettendo al quadrupede di far due sguazzi in acqua. La dura—ma non così dura—realtà non manca di ripresentarsi però all'istante, per alquanto ovvi inconvenienti d'incontinenza canina. Tornato a casa dopo il simpatico accaduto, c'è una festa a sorpresa ad attenderlo per il suo compleanno. La casa è piena di gente che non si sa da dove sia sbucata, o chi sia, e più tardi John e Jenny ironizzano sul fatto: nella sostanza sono e sono sempre stati solo lui, lei, i bambini ed il cane. Insomma, pare in fondo si amino davvero tutti, e se ne accontentino. Giudizio: ![]() Recensione di PIETRO SIGNORELLI Owen Wilson, il simpatico attore biondo amico inseparabile di Ben Stiller, ha recitato la parte di un ciclone umano che rompe la monotonia ma anche ogni tranquillità della coppia perfetta formata da Kate Hudson e Matt Dillon nel film Tu, io e Dupree; adesso nel film odierno è lui a dover subire la furia di qualcun altro all'interno del suo rapporto familiare. Ma non si tratta di un rompiscatole umano: stavolta abbiamo un tenero cucciolo di labrador che poi diventa un bestione di stazza ragguardevole, che mangia di tutto e rovina ogni cosa, senza parlare del terrore distruttivo che lo assale se arriva un tuono. Il canide in questione si chiama Marley, derivato dal cognome del grande esponente del reggae defunto nel 1981, ed è un cosiddetto «animale in saldo», cioè uno di una cucciolata che costa meno degli altri fratellini e sorelline.I Grogan, John (Wilson) e Jenny (Aniston, attivissima ultimamente e con tanta voglia di dimostrarsi fertile e fascinosa – le malelingue dicono, perché magari vuole dimostrare qualcosa a qualcuno) sono due giornalisti di modesta caratura che lavorano in testate diverse e concorrenti. Un giorno lui decide di regalarle un cagnolino, e lì arriva l'esemplare di cui abbiamo parlato sopra. Un autentico ciclone canino, che man mano che diventa adulto ingrossa la stazza e anche i danni che compie. La coppia comincia ad andare in crisi di nervi un po' perché non arriva l'agognato bebè, un po' perché la vita sociale con il resto del mondo, per colpa di Marley che non va d'accordo con nessuno, è davvero povera. La consolazione arriva dal fatto che John decide di redarre i suoi articoletti basandosi sulla vita loro privata, e le malefatte del cagnone sono davvero divertente fonte di ispirazione di buon successo per i suoi trafiletti. Film che si innesta nel genere Beethoven – cioè quello del cagnone peste che fa grandi danni ma fornisce tanta gioia e qualche insegnamento – Io & Marley è la versione cinematografica della biografia letteraria dello scrittore realmente esistente John Grogan (bestseller in America), con alcuni momenti lacrimevoli, situazioni buffe, ma anche di terribili cliché a ripetizione che chiamano la noia con una facilità terribile. Il regista de Il diavolo veste Prada, David Frankel, costruisce un lavoro decisamente troppo lungo per quello che ha da dire: il film si incarta spesso con cose del tutto platoniche messe lì tanto per intenerire senza essere emozionante, con un comparto finale da libro Cuore davvero difficile da digerire per coloro che l'animo ipersensibile non hanno. Assistiamo a una commedia d'animali che percorre l'arco di una vita canina, con i suoi padroni che invecchiano (lo si nota più per il numero di figli che cresce a dismisura che per i loro corpi che risentono del tempo) e che man mano che stanno con il ciclone dentuto peloso capiscono che di lui, anche distruggesse la loro casa, non sanno farne a meno. Ciò che vedrete è sempre il solito: cuscini squarciati con il loro interno che va dappertutto in mezzo alla stanza, suppellettili rosicchiate, collane ingoiate e poi ritrovate in prodotti di viscere canine, tante parole di poca sopportazione per una situazione al limite, ma che dopo poco diventano coccole a profusione. Il ritratto della famiglia felice del mulino bianco è servito, ma la vera idea pacchiana è quando si rivedono le vhs di un tempo di Marley, piccolo e cucciolo, dove ci si commuove nel ricordo di buffe espressioni. Non mancano anche gli altri cani che non lo vogliono, una istruttrice che si arrende perché Marley è incorreggibile e l'amico sciupafemmine (Eric Dane), gentile e comprensivo che sta vicino alla coppia e i suoi problemi. La pellicola è troppo sospesa tra la voglia di far lacrimare e quella di far ridere, alla fine non è né cane – ops – carne né pesce, non soddisfa nessuno delle due possibili fazioni di gusto degli spettatori, dopo aver accettato il fatto, concordandolo con la coppia, che la calda Florida è meglio del freddo Michigan da cui fuggono. Wilson è in palla e sente bene la parte, si regola sufficientemente tra freddezza e sentimento; la Aniston con le sue solite mossette da Rachel di Friends (icona di cui non si libererà mai nonostante faccia di tutto per togliersela di torno) si dimostra ancora una volta attrice più bella che brava. Anche se, diciamolo onestamente alla Lee Marvin in Cat Ballou (che dichiarò che il cavallo recitava meglio di lui) i due sono surclassati in gradimento dall'onnipresente Marley, star incontrastata del film. Spiace vedere la ormai decaduta (oltre che fisicamente, ma questo è anche per ragioni assolutamente inderogabili di età) Kathleen Turner in una particina di nessun conto (fa la signora Kornblut, è quasi irriconoscibile) dopo averci tante volte fatto muovere gli ormoni in pellicole molto sexy (Brivido caldo e China Blue), mentre Alan Arkin è un godibile direttore di giornale sputaconsigli. In definitiva un film troppo lento, troppo lungo e che risulta monotono e ripetitivo per tante cose già viste, che vuol far ridere e piangere contemporaneamente, ma che nei (molti) momenti commedia è troppo scontato e in quelli (rari) drammatici decisamente mieloso al limite del sopportabile, inducendo la noia e il sonno, sensazioni sopoirifere mitigate solo dalla presenza del labrador che si fa amare per il solo esserci. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
Commenti (1)
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