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Scritto da Cine Zone   
Sabato 25 Aprile 2009 12:43
Fuori menù / LocandinaTitolo originale:      Fuera de carta
Nazione:      Spagna
Anno:      2008
Genere:      Commedia, Romantico
Durata:      111'
Regia:      Nacho G. Velilla
Sceneggiatura:      Oriol Capel, Antonio Sánchez, David S. Olivas, Nacho G. Velilla
Cast:      Javier Cámara, Lola Dueñas, Fernando Tejer, Benjamín Vicuña
Produzione:      Antena 3 Televisión, Canguro Produzioni Internazionali Cinematografiche, Ensueño Films
Distribuzione:      Bolero Film
Data di uscita:      24 Aprile 2009

Trama: Maxi è un cuoco gay di capacità e impegno culinario riconosciuti; gestisce con amore il suo locale, che non molla praticamente mai. Sorprendentemente viene alla luce il suo passato: ha avuto due figli che non ha mai amato, che ha abbandonato sin da piccoli e che non ha riconosciuto, ed ora che la donna da cui li ha avuti è morta di tumore, se li ritrova in casa suo malgrado. A complicare il tutto l'arrivo di un vicino di casa, ex-calciatore argentino, che piace parecchio a una delle sue dipendenti ma che a quanto pare ha delle inclinazioni del tutto diverse. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente, spazzando via tutte le sicurezze con cui vive serenamente la propria omosessualità.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Fuori menùBello, divertente, garbato ed elegante, questi sono gli aggettivi per definire il lavoro dello spagnolo Nacho G. Velilla (campione d'incassi in patria), una commedia che narra le avventure di Maxi (Javier Cámara, bravissimo qui ma anche in Parla con lei di Almodóvar – faceva l'infermiere premuroso), uno chef gay che desidera ardentemente che il suo ristorante venga insignito della stella Michelin per le degustazioni. Mentre vive serenamente la propria omosessualità, ha però un passato da nascondere: ha avuto un matrimonio precedente al proprio coming out sessuale da cui ha avuto due figli, che non ha mai amato e che ha abbandonato in età giovanissima. Ora la ex-moglie è morta per una grave malattia e i due figli gli vengono affidati. Per lui è come un tornado che gli si abbatte addosso, completamente impreparato e del tutto colpevolizzato da ognuno per quanto ha fatto. Inoltre, una sua dipendente (Lola Dueñas, fascinoso pallino di Almodóvar e che quasi quarantenne si muove e si veste con una sensualità senza pari) si innamora perdutamente di un ex-calciatore argentino, allenatore di calcio di suo figlio. Ma a quanto pare l'affascinante uomo ha ben altre intenzioni e tendenze. Intanto si avvicina il giorno in cui l'ispettore della Michelin sta per giungere a verificare il locale per vedere se è idoneo ad avere l'ambita stelletta.
Spagna e Francia quando fanno commedie di questo tipo sono assolutamente imbattibili: il tocco che hanno è ineguagliabile e i risultati quasi sempre ottimi (qualche segnale in Italia comunque lo si sta vedendo, lo potete notare anche dalle ultime recensioni che abbiamo fatto, prendendo per esempio Diverso da chi?), e anche questo Fuori menù possiede tutte queste qualità, gioco di parole per sottointendere l'inclinazione esterna all'etero del protagonista, ma anche l'arrivo di una cosa non prevista come quella di due figli ormai nel dimenticatoio del tempo e che frantumano le proprie sicurezze. Recitato benissimo da dei protagonisti grandiosi che ci faranno ridere di gran gusto, con una sceneggiatura a prova di bomba che non ha un filo di incrinatura, ricorda molto le commedie di un tempo che fanno capire benissimo che la non presenza di tette e culi sostituite da una raffinata sessualità (la Dueñas mette scollature anteriori e posteriori da capogiro senza un filo di imbarazzo, ma senza far vedere nulla dicendo «Se mi scollo ancora un po' di più posso parcheggiare la bicicletta!») è un grande valore aggiunto. C'è spazio per numerosi personaggi macchietta che fanno il perfetto sottobosco alimentare del film, come il folle inserviente baby rocker sitter Ramiro, il padre in carrozzella che spara battutacce antigay e la madre chiaccherona ed apprensiva, corollario indispensabile perché i personaggi principali non prendano solo loro riflettori pieni, in modo che si possano diversificare le battute e i toni in maniera congrua.
In film simili c'è spazio anche per un'amena riflessione sul fatto che essere gay oggi («Non siamo più nel medioevo!») non è un vero problema per se stessi ma quanto più per come dirlo agli altri; il modo in cui lo farà il calciatore argentino sarà divertente ed inaspettato, un coming out che vorremmo davvero vedere realizzato in trasmissioni come La domenica sportiva o Controcampo. Probabilmente è davvero difficile per un calciatore essere gay – troppi contatti diretti che nulla c'entrano con il sesso e docce imbarazzanti – magari, ma in fondo se ci si pensa basta solo chiarire l'essere per concepire l'agire e il vivere. Ci sono anche molteplici richiami non mielosi all'unità familiare, ai doveri che diventano piaceri e al fatto di non giudicare mai un libro dalla copertina: si impara dalle favole lette malvolentieri tanto quanto dal cibo preparato alla perfezione. In definitiva, se volete una commedia praticamente perfetta per un sano divertimento rilassante, ma anche con numerosi dolci insegnamenti da accogliere non come una lezione ma come una felice proposizione dei casi della vita, non abbiate dubbi, passate direttamente dalla carta al fuori menù ed entrate in sala senza problemi: non ve ne pentirete affatto, il piatto che gusterete sarà vario e saporito.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 2
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