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| Generazione 1000 euro |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Martedì 28 Aprile 2009 00:00 | |||
Titolo originale: id.Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Commedia Durata: 101' Regia: Massimo Venier Sceneggiatura: Massimo Venier, Federica Pontremoli Cast: Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Paolo Villaggio, Francesco Mandelli, Francesca Inaudi, Francesco Brandi, Roberto Citran, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Steffan Boje Produzione: RAI Cinema, Andrea Leone Films Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 24 Aprile 2009 Trama: Precariato a Milano: situazione davvero difficile per Matteo e Francesco, due neolaureati che devono ogni mese scontrarsi con i problemi del pagamento dell'affitto di un appartamento che cade letteralmente in pezzi. Il problema diventa ancora più grave quando Alessio, il terzo coinquilino della stamberga, li lascia all'improvviso. Al suo posto arriva Beatrice, un'insegnante supplente che con loro instaura un rapporto conflittuale per via di un loro dogma che non vuole donne in casa. Tra l'altro l'azienda di marketing dove Matteo lavora a contratto a termine è in procinto di eseguire potature al personale, e l'unico modo per salvare il posto sembra seguire i voleri di una manager volubile di nome Angelica. Uomini e donne trentenni cadono in una crisi di nervi, il tutto peggiorato dal fatto che i soldi dell'affitto del mese servono per pagare delle spese aziendali che sembrano difficilmente rimborsabili. Confusi, sfiduciati e squattrinati: peggio di così... Recensione di PIETRO SIGNORELLI Possiamo davvero sorridere: la commedia italiana di questi mesi sta avendo un felice restyling. Niente più tettone e discorsi pecorecci, basta con sensuali protagoniste molto spesso ingiustificatamente nude – se si esclude il periodo di Natale e qualche infelice inutile non richiesto interludio (vedi I mostri oggi): adesso abbiamo storie tenere e delicate, sceneggiature di spessore che rendono lo spettacolo piacevole e sereno senza essere pedante. Si vede che i produttori stanno avendo fiducia nei buoni gusti del pubblico, lasciano maggiore libertà creativa senza obbligo di inserimenti pro-botteghino di facile presa. Il trend prosegue anche con il film di questa recensione, quel Generazione 1000 euro che sin dal titolo sintetizza come la stragande maggioranza dei trentenni di oggi vive con quella cifra, con le relative ristrettezze e scarsa capacità di pagare mutui o affitti. Traendolo dal libro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, un autentico caso del web, nato nel 2006 come reality book scaricabile, il regista Massimo Venier (per una volta lontano da Aldo, Giovanni e Giacomo) utilizza i volti acqua e sapone dei neolaureati milanesi per descrivere una vicenda figlia del centralinistico Tutta la vita davanti, dove il precariato non è certo un impulso a cercare nuove strade ma solo ad avere paura del futuro.Matteo (Alessandro Tiberi, apprezzato doppiatore ma visto al cinema in Scrivilo sui muri) è un genio della matematica e delle probabilità, è in rotta con la sua fidanzata infermiera (la interpreta Francesca Inaudi) e condivide l'appartamento in disuso con Francesco (il televisivo Francesco Mandelli), un operatore alla macchina di cinema che giudica la vita secondo canoni prettamente filmici, riprendendo scene famose e paragonandole al caso di cui stanno discutendo. Il terzo inquilino dell'appartamento, Alessio (che non vedremo mai), scappa via in maniera fulminea e manda al suo posto Beatrice (Valentina Lodovini, vista in Il passato è una terra straniera), che subito ha con loro un rapporto difficile. Le cose precipitano: l'azienda di marketing dove Matteo è assunto a contratto determinato sembra intenzionata ad eseguire dolorose potature di personale, i soldi dell'affitto finiscono come prestito per le spese aziendali davvero folli di Angelica (una sensuale Carolina Crescentini, che funge da lady manager inarrivabile) e tutte le speranze stanno andando a farsi benedire con la mancanza di denaro. Mille euro al mese per vivere possono anche bastare in qualche modo, basta che questi quattrini siano una entrata fissa e costante in modo da poterci contare nel futuro, sembra dirci il film; ma la cosa che risalta maggiormente da questa pellicola è il fatto che i giovani trentenni d'oggi non sono attirati più dalle sirene di un facile guadagno: le avventure sembrano non piacere per nulla e il calcolo delle probabilità viene studiato in maniera massiva per cercare di evitare sorprese. «Questa è l'unica epoca della storia in cui i figli stanno peggio dei padri» è la frase cardine del film, un manifesto dell'insicurezza per il futuro e l'amarezza per le conquiste dei padri che stanno per andare perdute, tutto il leitmotiv del film si aggira in poche parole, ma non senza avere anche una ventata di ottimismo: ad ogni cosa che succede, buona o cattiva, si cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, mai quello mezzo vuoto, e questa in fondo è la grande novità che Venier ci mostra, un manifesto di generazione pronta a rimboccarsi le mani e colmare ogni buco (comprese le voragini nel pavimento, tentativi senza successo però). È bello vedere come giovani attori si calino nei panni dei loro personaggi senza supponenza, con genuina voglia di veicolare la storia e non fare le star; anche la Crescentini, che di solito non ha mai brillato per restare in secondo piano, accetta un ruolo di persona con potere in fondo buona, ma che la crisi ha portato ad essere più maligna di quel che vorrebbe. Partecipa, in una particina nel ruolo del professore un po' burbero, Paolo Villaggio, che ci sta provando gusto ad apparire un po' come il prezzemolino (lo trovate di questi tempi anche in Questione di cuore). Divertente, con personaggi spumeggianti, lineare e delicatamente introspettivo, questo film italiano fa respirare il dolce massaggio della commedia unito al gusto del riflettere su come i trentenni sanno essere validamente consapevoli delle difficoltà che incontrano, vogliono combatterle con il lavoro e non si rifugiano solo nel facile lasciarsi andare della droga, sesso e rock and roll per non pensare ai problemi. Se siete qualcuno dei tanti «mille euro» che vivono in Italia con questo stipendio, non farete fatica a riconoscerci qualche similitudine con voi. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: id.
Possiamo davvero sorridere: la commedia italiana di questi mesi sta avendo un felice restyling. Niente più tettone e discorsi pecorecci, basta con sensuali protagoniste molto spesso ingiustificatamente nude – se si esclude il periodo di Natale e qualche infelice inutile non richiesto interludio (vedi I mostri oggi): adesso abbiamo storie tenere e delicate, sceneggiature di spessore che rendono lo spettacolo piacevole e sereno senza essere pedante. Si vede che i produttori stanno avendo fiducia nei buoni gusti del pubblico, lasciano maggiore libertà creativa senza obbligo di inserimenti pro-botteghino di facile presa. Il trend prosegue anche con il film di questa recensione, quel Generazione 1000 euro che sin dal titolo sintetizza come la stragande maggioranza dei trentenni di oggi vive con quella cifra, con le relative ristrettezze e scarsa capacità di pagare mutui o affitti. Traendolo dal libro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, un autentico caso del web, nato nel 2006 come reality book scaricabile, il regista Massimo Venier (per una volta lontano da Aldo, Giovanni e Giacomo) utilizza i volti acqua e sapone dei neolaureati milanesi per descrivere una vicenda figlia del centralinistico 








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