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| San Valentino di sangue 3D |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Martedì 12 Maggio 2009 00:00 | |||
Titolo originale: My Bloody ValentineNazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Horror, Poliziesco, Giallo, Thriller Durata: 101' Regia: Patrick Lussier Sceneggiatura: Todd Farmer, Zane Smith Cast: Jensen Ackles, Jaime King, Kerr Smith, Betsy Rue, Edi Gathegi, Tom Atkins, Kevin Tighe, Megan Boone, Karen Baum, Joy de la Paz, Marc Macaulay, Todd Farmer, Jeff Hochendoner, Bingo O'Malley, Liam Rhodes Produzione: Lionsgate Distribuzione: Medusa Data di uscita: 8 Maggio 2009 Trama: Nel paesino di Harmony si vive di economia mineraria, e tutta la popolazione è ora con il fiato sospeso per la paura del ritorno di Harry Warden, un efferato serial killer apparentemente morto anni prima dopo aver compiuto un massacro nel giorno di San Valentino, eseguito per cercare di vendicare la morte di cinque colleghi minatori. Warden attribuisce la colpa della morte dei minatori a Tom Hanningen, che con una manovra incompetente ha provocato l'incidente. Il serial killer ritorna in concomitanza dell'arrivo in città di Hanningen, che preso dai sensi di colpa vuole vendere la miniera. Le scatole di cioccolatini a forma di cuore per San Valentino stanno per insanguinarsi di nuovo. Recensione di PIETRO SIGNORELLI «Slasher» = si riferisce a quel gruppo di film horror in cui protagonista indiscusso è un maniaco omicida (spesso ridicolmente mascherato) che dà la caccia ad un gruppo di persone (spesso giovani, spesso donne, spesso poppute) in uno spazio più o meno delimitato. «Slasher Digital 3-D» = evoluzione digitale senza fantasia ma tanto impatto visivo di quanto descritto sopra. Con queste poche parole potremmo definire questo film di Patrick Lussier (mica un novellino, un consulente visivo che ha collaborato con Craven e diretto Dracula’s Legacy – Il fascino del male), che in fondo non è né più né meno come le decine di film simili che lo hanno preceduto (Jason e i suoi figli, per esempio), men che mediocre, con delle recitazioni ridicole e una trama stamberga di cavolate, ma con una marcia non da poco in più: l'effetto 3-D, oltretutto nello splendore digitale mozzafiato.Remake di un film canadese del 1981 (Il giorno di San Valentino, che Quentin Tarantino ha eletto suo cult), questo slasher(ino) narra le peripezie di un innocuo minatore, buono e gentile, Harry Warden, che un giorno, mentre sta spaccandosi la schiena sul duro posto di lavoro, vede morire cinque suoi compagni per l'imperizia del figlio del padrone, Tom Hanningen (l'attore Jensen Ackles di Smallville e Supernatural) che provoca un'esplosione di gas. Finito un periodo di coma dopo l'incidente (tutti i serial killer vanno in catalessi ogni tanto, regola base) Warden si risveglia nel giorno di San Valentino e messa una maschera da minatore con tanto di elmetto luminoso (voleva quella da hockey ma ovviamente non poteva) pazzo di odio e armato di piccone compie una strage di giovani alla ricerca del colpevole delle sue pene Tom Hanningen, che però, ovviamente, sfugge alla sua furia. La polizia appare (nelle vesti di due vecchietti buoni per il Muppet Show) e sembra lo uccida. Il paese respira, ma tutti sanno che prima o poi Warden tornerà per finire il lavoro. Guarda caso il (ter)minator-killer ritorna ad uccidere (bonone integral-ignude comprese), e lo fa proprio quando Hanningen è in paese per vendere la miniera oppresso dai sensi di colpa. Insieme ai cioccolatini, quest'anno ad Harmony (bel nome per il grandguignolesco paesino) si venderà anche sangue a galloni. Gli effetti del piccone che arriva addosso a noi quasi sia in sala, il sangue schizzato sugli spettatori (magia del 3-D, anche se costa in media 2 euro in più a biglietto), non sono cose che nel divertimento da luna park contano poco, ma la domanda che ogni recensore e speriamo spettatore si fa ogni volta che vede tali upgrade è sempre la stessa (visto anche il pessimo risultato artistico di Viaggio al centro della terra, anche lui 3-D): quando, oltre a dei validissimi sistemi ottici, faranno anche un bel film? Certo non si comincia a sperare con un San Valentino di sangue remake di un filmetto (che ne dica QT o meno), che non è una novità nel genere (nessuno pare più ricordare il vetusto Jason chapter 3 in 3-D, importantissimo nella saga e per il genere visto che iconizzerà il simbolo dei serial killer allora e futuri, cioè la maschera) e oltretutto è pieno di cavolate di trama, come l'ostinazione ad usare il piccone anche se il territorio è zeppo di armi diverse (almeno Jason ogni tanto il machete lo mollava) o delle morti di nessuna suspance e poco credibili (come la bonona ignuda che si difende con la rete del letto). Il film è dichiaratamente un blando avvenimento per sfruttare la tecnologia, ma il 3-D non obbliga che ci sia zero di tutti gli altri comparti; di fatto quando il piccone non agisce si dorme alla grande anche con gli occhiali, il finale è orrendo. Oltretutto Lussier vuole dare tono al suo lavoro introducendo una sottospecie di trama gialla, facendo pensare allo spettatore di dover usare oltre agli occhi anche il cervello per cercare di capire chi è l'assassino, visto che ci sono indizi che portano a strade multiple. La spiegazione che dovrebbe essere geniale è stata già inventata e poi copiata (vorremmo tanto dirvi da che film è tratta per allontanarvi dalla intenzione di recarvi in quella sala e farvi scegliere altro cinema, e visto che se leggete vi interessa SVDS siete almeno minimamente cultori del genere e lo conoscete sicuramente): per favore, dopo averci preso i soldi non prendeteci in giro (ridendo alla faccia dei pirati che avranno vari problemi per i loro atti illegali e vigliacchi di appropriazione del film visto lo standard), non cercate di darvi toni che sono per voi irrangiungibili, fate il vostro onesto dovere di intrattenimento di genere in maniera decente variando almeno ogni tanto, invece di darci una sequela di morti tutti uguali (piccone arriva, piccone esce dalle carni verso di noi). Bisogna dire ed ammettere che per i fan del genere il sangue scorre (la morte migliore è quella della mezza testa servita sulla vanga) e ci sono tagli e lacerazioni multiple, ma la personalità dell'assassino è zero, le vittime sono carne da cannone insapore (final girl compresa) e non vediamo l'ora che ci diano il permesso di togliere gli occhialetti per vedere un mondo magari più piatto ma certamente più saporito di emozioni. Inutile implementare a mille tecnologie che vengono dai luna park autorizzando gli autori a dimenticare tutto il resto: alla fine l'effetto tutto uguale stanca e un brutto film è tale sia in 2-D o in 3-D. Oltretutto non dimentichiamo che senza il 3-D questo film è assolutamente inutile di base, tanto è stato studiato per valorizzarne l'effetto; ha meno valore quindi di altri colleghi poveri di loro se doveste vederlo in dvd a casa senza ausilio ottico. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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Titolo originale: My Bloody Valentine
«Slasher» = si riferisce a quel gruppo di film horror in cui protagonista indiscusso è un maniaco omicida (spesso ridicolmente mascherato) che dà la caccia ad un gruppo di persone (spesso giovani, spesso donne, spesso poppute) in uno spazio più o meno delimitato. «Slasher Digital 3-D» = evoluzione digitale senza fantasia ma tanto impatto visivo di quanto descritto sopra. Con queste poche parole potremmo definire questo film di Patrick Lussier (mica un novellino, un consulente visivo che ha collaborato con Craven e diretto Dracula’s Legacy – Il fascino del male), che in fondo non è né più né meno come le decine di film simili che lo hanno preceduto (Jason e i suoi figli, per esempio), men che mediocre, con delle recitazioni ridicole e una trama stamberga di cavolate, ma con una marcia non da poco in più: l'effetto 3-D, oltretutto nello splendore digitale mozzafiato.









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