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| Transformers – La vendetta del caduto |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Sabato 27 Giugno 2009 00:00 | |||
Titolo originale: Transformers: Revenge of the FallenNazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Azione, Avventura, Fantascienza Durata: 150' Regia: Michael Bay Sceneggiatura: Ehren Kruger, Roberto Orci, Alex Kurtzman Cast: Shia LaBeouf, Megan Fox, Josh Duhamel, Tyrese Gibson, John Turturro, Ramon Rodriguez, Kevin Dunn, Julie White, Isabel Lucas, John Benjamin Hickey, Matthew Marsden, Andrew Howard, Michael Papajohn, Glenn Morshower, John Eric Bentley Produzione: Di Bonaventura Pictures, DreamWorks SKG, Hasbro, Paramount Pictures Distribuzione: UIP Data di uscita: 26 Giugno 2009 Trama: Dopo gli avvenimenti dell'ultima cruenta lotta tra i Decepticon e gli Autobot, Samuel e Mikaela devono allontanarsi come coppia perché lui deve studiare al college, cosa che lascia tutti e due molto scontenti. Mentre si accinge a fare i bagagli, Samuel trova in una vecchia felpa il pezzo di un vecchio artefatto, che gli fa tornare subito alla mente la pericolosità dei nemici suoi e di Optimus Prime, dato che la casa subito si anima di strane creature derivate dagli elettrodomestici della cucina trasformati. I problemi sentimentali dei due giovani da lì in poi passano in secondo piano, perché Megatron è stato risvegliato dalla morte e sta per unirsi a un nuovo potentissimo nemico, molto interessato a ciò che Samuel ha nella mente. Il nome di Fallen risuona subito sinistro. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Transformers atto secondo: i giocattoloni diventano ancora più grandi (non adulti) per il divertimento delle famiglie ma soprattutto del regista Michael Bay (che lavora ormai solo con budget faraonici) e del produttore Steven Spielberg (da sempre fan della saga e dei pupazzetti ideati dalla Hasbro), dato che traspare immediatamente che i due cineasti si saranno trovati come nel paese dei balocchi a dover produrre le gesta di Optimus Prime & Company. Senza badare a spese, stavolta il numero dei robottoni è aumentato a dismisura: hanno messo in scena un rutilante carrozzone senza freno di botti, spari, azione e battute (invero non sempre felici, alcune paiono davvero insipide) dove il «metallo con l'anima» la fa da padrone.La trama – una dichiarata scusa per innescare il luna «robot» park – ci parla dei due giovani protagonisti del primo film, Samuel Witwicky (Shia LaBeouf, ormai giovane divo conclamato) e Mikaela Banes (Megan Fox, di una bellezza a dir poco esplosiva: si innesca una giostra di ormoni da far paura al solo vederla), che devono lasciarsi per qualche tempo perché lui deve andare al college. Non avranno molto tempo per potersi lasciare andare allo sconforto, dato che il ritrovamento fortuito di un pezzo del cubo del primo capitolo sarà un campanello di allarme dei foschi avvenimenti che rischieranno di far traballare la sicurezza dell'intero pianeta. Mentre il governo vede di cattivo occhio l'alleanza con gli Autobot, Megatron, morto e in fondo agli abissi, viene fatto resuscitare e si mette in contatto con il potentissimo Fallen, che pensa che nel cervello di Samuel si nasconda un segreto che potrebbe rivitalizzare il pianeta dei Decepticon, destinato a morte certa visto che è privo di energia, e l'unico sistema per produrne di nuova sta nel codificare degli avvenimenti vecchissimi. Mentre si scatena la lotta per difendere o catturare il ragazzo, gli Autobot devono sostenere il peso di una terribile perdita. L'ultima ora del film (su 150 minuti totali) è la dimostrazione di quanto è stato difficile per Bay frenare nella fase prima il proprio entusiasmo action (le parti parlate sono decisamente di tono sbarazzino e poco ficcanti, ma qualcosa si doveva pur spiegare): assisterete a dei prodigi visuali a dir poco estremi – una portaerei colata a picco (con citazione «titanica» annessa), voli radenti di ogni cosa, un robot di dimensioni a dir poco oltraggiose per gli altri Transformers (la creatura metallica non per niente è chiamata Devastator) e cose di varia natura – anche se dopo un po' gli effetti speciali ridondanti a ripetizione mostrano la corda, dato che le bombe che rimangono più impresse alla fine sono quelle della Fox, miracolo di natura conclamato. Michael Bay non ha tantissimi film al suo attivo – e si autocita nel film con Bad Boys II – ma ha capito che per divertire senza pretese (questo è in definitiva la pellicola che stiamo esaminando) non serve star lì troppo a menarsela con i particolari e giocare esuberante con gli accessori meccanici a disposizione: di fatto ci fa pranzare con una serie di citazioni davvero nutrita, si va dallo Species con Natasha Henstridge (nel personaggio della bella e provocante Isabel Lucas, Alice), ai Gremlins della cucina iniziale, ci fa assaggiare le atmosfere di Indiana Jones (ricordiamo che nella saga spielberghiana LaBeouf è il figlio del professor Jones) per finire a rifare un pezzo del primo capitolo nel deserto con qualche migliaio di botti in più, ritirando fuori Scorpionix. Abbiamo visto tanti film con poca voglia di eseguire qualunque intento che non sia quello della grancassa, ma questo secondo capitolo dei Transformers li batte tutti. Le situazioni non di battaglia diventano così dei raccordi e dei binari morti, dei fastidiosi intervalli che ci piacerebbe saltare; il primo capitolo risultava nel suo complesso molto più gradevole da gustare, con qualche chicca e meno battute del tutto fuori luogo. D'accordo che sono giocattoli e con essi bisogna baloccarsi, ma non si capisce come mai certe scene di lotta (all'inizio tra l'altro non sono neppure troppo chiare, troppo veloci e nei contorni indistinte, ma poi migliorano in chiarezza e linearità di movimenti lasciandoci senza fiato tanto sono belle e precise) vengano dilute oltre misura, si mettono in mezzo due robottini dementi che paiono tratti dai compagni imbranati degli anime anni settanta di Goldrake & Co, i genitori (Kevin Dunn e Julie White) hanno upgradato il loro quoziente di demenza senile (la mamma, soprattutto), e si insista tanto sul particolare di non dire «Ti amo», cosa che in fondo ci interessa davvero poco. A furia di volerceli far venire simpatici (grande vecchio saggio compreso, con bastone da vecchiaia annesso), robottini e robottoni secondari ci vengono a noia ed antipatia, ci fanno rimpiangere l'irrorazione liquida dell'agente Simmons del chapter one. A proposito di John Turturro – che fa Simmons, declassato dall'incarico, con mutandine tanga con scritto «S7» e relegato a vendere carne macellata in un negozio con la madre – segnaliamo l'ennesima sua prestazione decolorata in ruolini minimali, mentre i duri del gruppo sono Josh Duhamel (il capitano Lennox) e Tyrese Gibson (il sergente Epps). In definitiva, un divertimento per famiglie fine a se stesso, con molto ferro di bassa lega che luccica tanto e poca anima, lunghissimo per quello che ha da dire realmente, che può stancare per la ripetitività, affascinante per i pantagruelici effetti speciali (vedere per credere) e per le protagoniste dalle curve ultrapericolose Fox e Lucas: se può bastarvi il fatto che è giocato tutto sulla onestà di intenti della sua origine giocosa e nella speranza di accondiscendenza vostra nel divertirvi, non esitate ad entrare in sala con pop corn e coca cola alla mano; se invece volete cinema di maggiore spessore, pensiamo che non c'era bisogno di questa recensione per dirvi che bisogna cercare altrove. Per chi lo adora ed è fan della saga, Bay e Spielberg nel finale danno un arrivederci a presto e non un addio: il capitolo terzo ha tutta l'aria di essere in agguato. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Transformers: Revenge of the Fallen
Transformers atto secondo: i giocattoloni diventano ancora più grandi (non adulti) per il divertimento delle famiglie ma soprattutto del regista Michael Bay (che lavora ormai solo con budget faraonici) e del produttore Steven Spielberg (da sempre fan della saga e dei pupazzetti ideati dalla Hasbro), dato che traspare immediatamente che i due cineasti si saranno trovati come nel paese dei balocchi a dover produrre le gesta di Optimus Prime & Company. Senza badare a spese, stavolta il numero dei robottoni è aumentato a dismisura: hanno messo in scena un rutilante carrozzone senza freno di botti, spari, azione e battute (invero non sempre felici, alcune paiono davvero insipide) dove il «metallo con l'anima» la fa da padrone.









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