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Il superpoliziotto del supermercato Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Martedì 07 Luglio 2009 01:00
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Il superpoliziotto del supermercato / LocandinaTitolo originale:      Paul Blart: Mall Cop
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2009
Genere:      Azione, Commedia, Poliziesco, Per Famiglie
Durata:      91'
Regia:      Steve Carr
Sceneggiatura:      Kevin James, Nick Bakay
Cast:      Kevin James, Keir O'Donnell, Jayma Mays, Raini Rodriguez, Shirley Knight, Stephen Rannazzisi, Peter Gerety, Bobby Cannavale, Adam Ferrara, Jamal Mixon, Adhir Kalyan, Erick Avari, Gary Valentine, Allen Covert, Mike Vallely
Produzione:      Columbia Pictures, Happy Madison Productions
Distribuzione:      Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita:      3 Luglio 2009

Trama: Guardia di sicurezza in un centro commerciale, Paul Blart sta tentando da anni di entrare nella polizia di stato del New Jersey, fallendo ad ogni giro il test pratico d'ammissione per via della sua ipoglicemia. Estremamente puntiglioso nel suo lavoro, vive ancora a casa di mamma con una figlia la cui madre messicana è fuggita non appena avuta la cittadinanza col matrimonio. Sul lavoro si innamora della commessa Amy, che non vede possibilità di conquistare. Non sa ancora che presto una banda di ladri potrà dargli l'occasione di dimostrare tutta la sua abilità. O forse no.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Il superpoliziotto del supermercatoSe un grassone (goffo ma soprattutto povero) possa trasformarsi miracolosamente e senza colpo ferire non solo nell'oggetto di attenzione di una sventola, ma anche in un eroe, è cosa sulla quale discutere; chi scrive sta ancora chiedendosi, ad esempio, come James Belushi sia potuto diventare il marito di Courtney Thorne-Smith nella perfetta sitcom per famiglie La vita secondo Jim. La spiegazione corretta 97 volte su 100 dev'essere: «È solo finzione». Nell'oggetto di consumo filmico in esame, tocca a Kevin James—segnalatosi in antecedenza come altro grassone imbranato in cerca di consigli di seduzione da quel fusto di Will Smith—far la parte del maschione robusto in cui il padre di famiglia dell'America di provincia sovrappeso può identificarsi. La missione è ovviamente quella di cuccarsi la bella, riacquistando autostima e …salvando il Natale.
Alle porte ci sono le feste, infatti, appena voltato l'ostacolo del Ringraziamento che segna l'apertura della stagione calda degli acquisti: l'agente/ufficiale Paul Blart ne è il protettore giurato, senza giuramento. La bella, il cui nome è un angelicissimo Amy, ha il volto di Jayma Mays, la cui somiglianza con Anna Faris ha già fatto sì che venisse chiamata nel gruppetto del disastroso Epic Movie. Amy è una sventola, si diceva, e per di più di quelle che a vista sono troppo buone per esser vere: sopporta gli imbarazzanti tentativi di approccio di Blart sul suo Segway, non ha amici coetanei che le sbavano addosso, si limita alla compagnia dei colleghi del centro commerciale, fra i quali abbiamo il secondo spasimante bullo. Con un po' di impegno, nonostante qualche ostacolo di percorso, è chiaramente destinata a cascare ai suoi piedi come una pera cotta.
Steve Carr non ha finora contribuito nulla di essenziale, per non dire di passabile, alla cinematografia commercial-familiare hollywoodiana: fra i suoi sforzi abbiamo archiviato i due veicoli per Ice Cube Next Friday (risparmiatoci dai nostri distributori) e Finalmente a casa, poi i due veicoli per Eddie Murphy Il dottor Dolittle 2 e L'asilo dei papà, poi il veicolo per Martin Lawrence Un allenatore in palla; stavolta, si può ipotizzare, gli è giovato essersi adoperato per un veicolo bianco che ha molto meno peso sulle spalle da portare—sotto le spalle, non c'è dubbio, ne ha di più. Il film funziona soprattutto perché funziona la sua figura (ideata assieme a Nick Bakay) di bonario uomo che ha sempre perso tutto, e per il quale è dura non provar simpatia.
Le somiglianze con Die Hard, antesignano dell'Hollywood action con presa di ostaggi e rapina asserragliata sotto le feste, sono palesi. Ovviamente, data l'assenza nel ruolo di punta di Bruce Willis, né a James né a Carr salta mai in mente di farci assistere a un'ora e mezza di sali e scendi, sparatorie ed esplosioni fra rampe di scale mobili in canottiera: non mancano in compenso i cambi d'abito e le tecniche d'eliminazione della squadra di terroristi che non sono terroristi, per lo più rigorosamente involontarie. Quella di Paul Blart non è la storia di John McClane, ma la storia di un vero perdente assolutamente incorruttibile nel rimanerlo—fatta eccezione, va da sé, per la sventola in premio.

Giudizio: 2
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