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| Incassi al 25/07/2010 |
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| Un'estate ai Caraibi |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Mercoledì 08 Luglio 2009 01:00 | |||
Titolo originale: id.Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Commedia Durata: 110' Regia: Carlo Vanzina Sito ufficiale: Enrico Vanzina, Carlo Vanzina Cast: Enrico Brignano, Carlo Buccirosso, Biagio Izzo, Martina Stella, Alena Seredova, Enrico Bertolino, Luigi Proietti, Maurizio Mattioli, Paolo Conticini, Paolo Ruffini, Sasha Zacharias, Francesco Procopio, Jayde Nicole, Maria Lauria, Maurizio Antonini Produzione: Medusa Produzione Distribuzione: Medusa Data di uscita: 12 Giugno 2009 Trama: Un gruppo eterogeneo di Italiani che non hanno nulla a che fare tra di loro – composto da un dentista traditore incallito, un uomo a cui hanno diagnosticato un cancro, un ragazzo disperato perché appena lasciato dalla sua fidanzata, un truffatore con al seguito un bambino, un autista vessato dal suo datore di lavoro – si ritrovano per vari motivi ad Antigua, stupenda isola caraibica. Potranno trovare gioia e giusto rilassamento vacanziero in questo paradiso terrestre? Sicuramente oltre alle belle ragazze, il sole, la spiaggia incontaminata avranno parecchie sorprese non sempre gradevoli. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Il rapporto qualità/incasso di questi film preestivi (detti «cinecocomeri», ma non sono altro che dei cinepanettoni con uscita a giugno) è elevatissimo: ottimi incassi (soprattutto se paragonati al periodo) con pochissimo sforzo, mostrando storielle raffazzonate di nessun peso che si svolgono in luoghi balneari e spiaggiati. Dopo Un'estate al mare dell'anno scorso, ecco arrivare il bis (ampiamente giustificato dai buoni incassi del primo film) con protagonisti ancora una volta i Vanzina (con Carlo in regia). Abbandonato lo stile del film ad episodi stagni e divisi del primo film, stavolta abbiamo un insieme di personaggi ben poco convincenti che si muove sullo sfondo della stupenda Antigua, isola caraibica designata (se avesse l'anima di quella di Lost potrebbe dire «Mio malgrado») per questo secondo atto anguriale (non certo ultimo, aspettando la stupenda invenzione di altri cugini del cinepanettone, cioè del «cinecastagna» per l'autunno e del «cineinsalata» per la primavera).La pellicola si apre, dopo la sigla animata con la solita hit disco dance del momento in sottofondo, mostrandoci i protagonisti: primo gruppo, Paolo Ruffini è innamorato perso di Martina Stella (ormai davvero tramontata come fascino dopo essere stata la stupenda lolita de L'ultimo bacio), ma lei lo tradisce e lo lascia, provocando la disperazione del ragazzo consolato dall'amico dj radiofonico (come lui) Paolo Conticini; a Paolo (Ruffini) non resta altro che andare altrove per dimenticare. Nel secondo gruppo Carlo Buccirosso ha avuto una tremenda notizia: il suo amico medico Paolo Bertolino gli ha diagnosticato un cancro che gli lascerà due mesi di vita al massimo; disperato, parte in viaggio per godersela appieno con il poco tempo a disposizione. Terzo gruppo: Biagio Izzo tradisce in continuazione la moglie con Alena Seredova (la signora Buffon, citato nel film), ma lei è stufa di avere un rapporto tanto striminzito con lui, con rapporti di mezz'ora la massimo alla volta; per salvare il rapporto con la procace amante non resta altro che inventarsi un trasferimento di lavoro per fare con lei una vacanza da sogno. Quarto gruppo: Enrico Brignano è l'autista personale, mobbizzato e vessato in continuazione, di Maurizio Mattioli, un ricco palazzinaro, intrallazzato, burbero e coatto. Quando Mattioli decide di andarsene per fare l'ennesima truffa, decide di portarsi dietro il suo grattarogne personale, ricattandolo pesantemente. Quinto ed ultimo gruppo, composto da Gigi Proietti (presente anche nel primo film della serie) e un ragazzino che vive di espedienti truffando i turisti (divertente l'autocitazione de La mandrakata), che diversamente dagli altri vive già nella destinazione del film, la splendida isola di Antigua nei Caraibi, dove guarda caso arrivano tutti, con il loro carico di problemi, di ormoni in movimento e di voglia di spassarsela con amanti, escort e bellezze del luogo. Se possibile, questo film è ancora peggio di quello dell'anno scorso, senza davvero nessuna idea (i soliti equivoci e incontri del tipo «Ma dai, anche tu qui?») e mordente minimo (Banfi qualche sorriso lo strappava), dove le uniche cose che si salvano sono le bellezze naturali, paesaggistiche e femminili (l'esordiente Jayde Nicole fa una maglietta bagnata da urlo); tutto il resto è la solita marmaglia, un mucchio disarticolato, senza freno e coordinazione, di situazioni trite e ritrite, di dualismi degni del peggior cabarettino parrocchiale (che ha la scusa del non professionismo e della buona volontà), che fa credere che i Vanzina pensano che il pubblico da giugno in poi digerisca ogni cosa in nome del facile divertimento e della pagnotella infilata in bocca e poi buttata dentro lo stomaco con il martello senza doverla neppure masticare. A quanto pare gli incassi gli danno ragione, e in film come questo loro possono ben gongolare con i produttori della Medusa. Ma dateci retta: non si ride, le battute sono a dir poco dei fantasmi di barzellette, le splendide bellone sono minimali tanto quanto i loro bikini modello filo interdentale, l'interscambio situazionale dei cinque gruppi non c'è (nel senso che sono tutti sull'isola ma le avventure non si intersecano) e alcune trovate sorpresa (una con protagonista l'Ikea) talmente soporifere da chiederci come mai questo film duri la bellezza (o meglio, bruttezza) di 110 minuti. Abbiamo tempo anche per vedere un sosia di Silvio (l'attore Maurizio Antonini), una vedova nera infilarsi nelle mutande di Izzo, e alcune donne rese dal trucco di rara bruttezza, museo degli orrori non certo tanto questa pellicola. Non vogliamo essere i soliti bacchettoni a tutti i costi che non sanno divertirsi e rilassarsi di fronte a una dichiarata pellicola di puro intrattenimento leggerissimo – quando ci capita di vederle, entriamo nell'idea di cosa potremmo trovare – ma per potervi scrivere della presenza di sensazioni minimamente positive dovremmo almeno provarle. Invece troviamo il nulla più assoluto: se un film è bello o rassicurante perché si dichiara in anteposto brutto, possiamo tranquillamente mettere in valigia ogni convinzione di giudizio, cosa che non dobbiamo assolutamente fare, continuando a condannare, speriamo con voi, la mercificazione delle immagini e la mancanza di idee, anche perché siamo sicurissimi che prima o poi, di fronte a cose sempre uguali, anche gli incassi scenderanno nel futuro, soprattutto quando non c'è la presenza di un De Sica a fare da valido catalizzatore al tutto. È difficile fare una recensione esaustiva e soddisfacente di film come questo; terribilmente difficile, perché non ha nulla da raccontare, se vogliamo neppure i suoi lati negativi, perché sono talmente scontati e banali che li sapete già. In definitiva, la solita brodaglia senza senso che neppure si beve tutto d'un fiato – la si getta via prima di portarla verso la bocca – dove gli uomini sono degli inguaribili porcelloni e truffatori, le donne delle furbe oppure oche tutte curve, Proietti perde la poca dignità che gli rimaneva a rispetto del buon attore che è, gli sceneggiatori hanno avuto stipendio senza lavorare. Rimane il paesaggio, ma il mare di noia è di molto superiore a quello di acqua. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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