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| Obsessed |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Mercoledì 22 Luglio 2009 01:00 | |||
Titolo originale: id.Nazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Drammatico, Poliziesco, Thriller Durata: 108' Regia: Steve Shill Sceneggiatura: David Loughery Cast: Idris Elba, Beyoncé Knowles, Ali Larter, Jerry O'Connell, Bonnie Perlman, Christine Lahti, Nathan Myers, Nicolas Myers, Matthew Humphreys, Scout Taylor-Compton, Richard Ruccolo, Bryan Ross, Nelson Mashita, Bruce McGill, Ron Roggé Produzione: Rainforest Films Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia Data di uscita: 17 Luglio 2009 Trama: Derek Charles, rampante avvocato di colore in un importante studio di Los Angeles, si è appena trasferito con la moglie Sharon ed il figlio Kyle in una nuovissima e lussuosa casa. In concomitanza col suo cambio d'abitazione, sul luogo di lavoro arriva l'avvenente e biondissima segretaria Lisa, che si invaghisce di lui e nonostante debba rimanere a tempo determinato finisce per restare più del previsto. La ragazza sviluppa un interesse più che deciso per l'uomo, e non ci sta proprio ad esser rifiutata. Recensione di ALBERTO DI FELICE Lo sceneggiatore David Loughery ci aveva già provato con La terrazza sul lago, che rispetto a questo è un campione di sottigliezza: una storia fra persone di razze diverse è un covo di serpi, mimetizzate nei cespugli delle villette suburbane d'America, con la rabbia pronta ad esplodere. E, in Obsessed, esplode eccome: per la gioia di tutti i maschietti cui piace vedere un paio di femmine che si tirano i capelli, Beyoncé e Ali Larter (nelle parti, rispettivamente, di amata consorte e maniaca minaccia-famiglie) ci danno dentro con alcune acrobazie in pendenza sulle scale domestiche, con tanto di prove di equilibrismo ed un immancabile finale al fulmicotone con lampadario di cristallo in mille frantumi. Purtroppo niente fango, ragazzi.Non ci si faccia distrarre dal mio punto tematico di partenza, che va ben oltre quanto ci viene offerto in sede reale, perché di problematiche razziali, ammesso che ce ne sia bisogno, del film non c'è sentore. Lo si potrebbe descrivere invece molto alla svelta come un «Attrazione fatale – Versione Blacks on Blondes», dove l'accento è purtroppo più sul fatale e meno sulla versione, nel quale la spinta sessuale non cede neanche per un attimo (oltre all'approccio in bagno e nel parcheggio, dovremo accontentarci di qualche ginocchio tentatore) all'idea del dotato maschione nero voglioso di sottomettere l'ex-padroncina coloniale, che nell'occasione ha la curvatura niente male della Larter, il cui personaggio è riassumibile con la descrizione «irrifiutabile topa bionda». Che abbia qualche problemino da maniaca dovrebbe essere fattore secondario per ogni maschio eterosessuale con le rotelle a posto. Ma l'avvocato Derek (Idris Elba), il nostro prestante maschione per di più nero, la rifiuta: una cosa che può succedere solo in un film tv sulla famiglia in pericolo del sabato sera su Rai Due. Steve Shill, che di televisione ne ha vista e fatta a bizzeffe (è un tipo da Law & Order), non è preoccupato di trasformare la cosa in altro: il suo film si guadagna così una palma da titolo talmente sciocco da non esser troppo inguardabile, almeno se si ha voglia di accettare con serenità la programmatica ridicolaggine della faccenda—la quale volontà, quella di spassarsela con un po' di buona spazzatura, è l'unico motivo per vederlo. Il confronto finale, ad esempio, è una gioia per gli amanti del moderno trash: non solo abbiamo le due belle che se le danno di santa ragione dandosi a vicenda della «puttana», ma appena queste hanno finito (e solo quando hanno finito—nel secondo esatto, intendo) spunta fuori la polizia, accorsa giusto in tempo per disegnare le sagome sul pavimento. Un congegno ad orologeria. Altro motivo per non farselo scappare è la presenza del caro vecchio amico Ultraman, Jerry O'Connell, che fa il collega di lavoro Ben che si gode la vita e tenta di convincere l'eccessivamente rigido Derek a fare altrettanto. Ah, questi mariti fedeli. Si segnala poi una sequenza di raro imbarazzo sui titoli di testa, durante i quali il nucleo di padre, madre e figlio arriva nella nuova abitazione completamente vuota prima che facciano il loro ingresso le scatole del trasloco: Beyoncé ed il suo bello se ne vanno a zonzo mano nella mano e lei cammina con la sua proverbiale sensualità come fosse convinta di essere in una nuova versione per il mercato asiatico del video della sua hit «Irreplaceable». I tuoi calzini sono nello scatolone a sinistra, Derek; ora vai a lavorare e non dimenticare di comprare i pannolini quando ritorni. Giudizio: ![]() Recensione di PIETRO SIGNORELLI Avevamo bisogno di un mix (interraziale) tra Attrazione fatale, Rivelazioni e con una colossale citazione de La guerra dei Roses? Questa, in sunto, la grossa domanda che ci poniamo finito di vedere il film diretto da Steve Shill (al debutto registico al cinema, ma che ha diretto una miriade di telefilm – la cosa si vede davvero alla grande), che narra le vicende di un ricco e realizzato dirigente d'azienda, Derek Charles (l'attore Idris Elba, visto anche in RocknRolla) sposato con una splendida donna (Beyoncé Knowles, recitazione a dir poco imbarazzante – speriamo che decida in futuro di dedicarsi solo alla musica), padre di un figlio e in totale ansia da trasloco in una casa sontuosa.Charles incontra sul lavoro la bellissima bionda Lisa (Ali Larter di Heroes, in una nuova parte bifacciale), che diventa sua segretaria temporanea. Lisa subito lo importuna (stalking al contrario), gli dichiara di essere sessualmente attratta da lui in maniera totale e di volerlo per sempre; ma lui, per non rischiare il matrimonio, il figlio e la casa, rimane fedele nonostante le provocazioni erotiche che lei gli propone. A quel punto la donna, completamente persa nella sua ossessione, incomincia ad elaborare un piano per riuscire nel suo intento. Dopo avervi spiegato i punti cardine del film, rispondiamo alla domanda di apertura della recensione: non ne avevamo assolutamente bisogno. Certo, la storia è lineare e del tutto bevibile come un bicchiere d'acqua, ma il già visto è totalmente nei nostri occhi ancor prima che avvenga qualunque situazione. La Larter è conturbante e provocante (diciamo subito che il nude look non c'è: il film è blindato da questo punto di vista) ma non basta certo a risollevare un film dove l'avversaria è anonima e la storia presenta un sacco di punti cardine del tutto campati per aria (l'allarme e la babysitter stordita), vediamo lungamente cose scontate (numerose inquadrature da miele sugli specchi della perfect colored family) e la noia da situazione latitante impera inducendoci allo sbadiglio. Si mette il punto cardine che se una donna ci prova con te (e che donna: non so a quanti comuni mortali possa capitare, ma qui si parla di ricchi e belli) devi avvertire tua moglie anche se rifiuti le offerte della provocatrice – cosa che non sarebbe mai facile: infatti la reazione del personaggio di Beyoncé (che si chiama Sharon) alla mancata comunicazione dello stalking appare troppo esagerata, soprattutto in parametrazione a quanto abbiamo visto prima, che appariva tutto quanto ultraperfetto. Certo, per una donna come la Larter se la vicenda fosse vera un rifiuto potrebbe apparire come un insulto, ma manca qualunque approfondimento psicologico sulla spirale che porta la sua ossessione a livelli tanto marcati: questa donna voleva quest'uomo e basta, per prenderlo arriva ad ogni latitudine e meridiano di follia. Un film piatto come un asse da lavare, che innesta il solito personaggio gay immancabile ormai in ogni genere di film americano (e non), totalmente debitore dei tre film citati con Michael Douglas, noioso, ripetitivo e con un finale davvero poco ispirato. D'accordo che ad agosto non c'è molto di nuovo da vedere al cinema, ma questo tipo di prodotti ci sembrano del tutto sconsigliabili anche allo spettatore indefesso in astinenza di pellicole, figuramoci se possiamo non mettere un warning pieno al grande pubblico. Se siete fan di Beyoncé, ascoltate i suoi dischi e lasciate perdere il fatto che sia presente nella pellicola: l'illustre esempio dei tanti fallimenti di Madonna attrice è un chiaro riferimento – musica pop e cinema sono due pianeti ben differenti da frequentare. Giudizio: ![]()
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Avevamo bisogno di un mix (interraziale) tra Attrazione fatale, Rivelazioni e con una colossale citazione de La guerra dei Roses? Questa, in sunto, la grossa domanda che ci poniamo finito di vedere il film diretto da Steve Shill (al debutto registico al cinema, ma che ha diretto una miriade di telefilm – la cosa si vede davvero alla grande), che narra le vicende di un ricco e realizzato dirigente d'azienda, Derek Charles (l'attore Idris Elba, visto anche in 









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