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| Scritto da Cine Zone | |||
| Sabato 25 Luglio 2009 01:00 | |||
Titolo originale: id.Nazione: Stati Uniti Anno: 2008 Genere: Commedia, Romantico Durata: 99' Regia: Michael McCullers Sceneggiatura: Michael McCullers Cast: Tina Fey, Amy Poehler, Greg Kinnear, Dax Shepard, Romany Malco, Steve Martin, Maura Tierney, Holland Taylor, Sigourney Weaver Produzione: Broadway Video Distribuzione: UIP Data di uscita: 24 Luglio 2009 Trama: Kate ha 37 anni, è pignola, precisa ed inappuntabile in ogni cosa. È una manager realizzata nel suo lavoro presso una società che si occupa di cibo biologico, ma con un grosso problema: il suo utero a «T» ha una probabilità su un milione di poter portare a termine una gravidanza. Persa ogni speranza di adozione, si rivolge a un'associazione che procura madri surrogate, giovani donne che fanno da portatrici di ovuli fecondati, in modo da realizzare attraverso i loro servizi il desiderio di tante coppie inabili. A Kate viene presentata Angie, una donna totalmente estroversa e desiderosa solo di spassarsela, con un compagno rozzo e stupido; ma sarà comunque lei che dovrà darle l'agognato bebè. Tra mille dubbi e perplessità, la gravidanza indiretta comincia. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Tina Fey (attrice comica televisiva dello show americano Saturday Night Live) inforca gli occhiali da persona seria e compita per interpretare il personaggio di Kate, una donna single in carriera trentasettenne presa da desideri di maternità ma con una terribile difficoltà ad avere figli (ne ha una su un milione, se tutto va bene). Persa ogni speranza di avere un affido, decide di sborsare 100.000 dollari per avere una cosiddetta «madre surrogata», cioè una donna che riceva i suoi ovuli fecondati e porti a termine la gravidanza per lei. Viene scelta a questo scopo Angie (Amy Poehler, anche lei del Saturday), ma costei è bizzosa, grossolana e ben poco dedita ai cibi biologici; oltretutto ha un compagno stupido e volgare ai massimi livelli (lo spassoso Dax Shepard, presente in Idiocracy). Kate ha mille dubbi se lasciare che suo figlio cresca nel ventre di quella donna tanto poco morigerata, ma varie sorprese sono in agguato, come la conoscenza del tenero Rob (Greg Kinnear, in questi giorni al cinema con Ghost Town), un gestore di un negozio che fa frullati in crisi totale di clienti.Valida commedia dei buoni sentimenti (amore per la prole in primis), a tratti con qualche (voluta e riuscita) scivolata nel linguaggio pesante e malizioso non futile («Mi sembra di cagare un coltello»), Baby Mama regala un centinaio di minuti di sano divertimento, con diverse piccole buone cose (la scena della discoteca, per esempio, o quelle della preparazione al parto) e un happy end quanto mai scontato ma frizzante, pieno di movimento e con un sottofondo di speranza per tutte le donne che hanno difficoltà ad avere figli. Il linguaggio a sketch è molto pronunciato (varie situazioni pur divertenti sembrano molto circostanziate e non bene inserite nella trama) e mostra in pieno la derivazione degli attori principali, cioè quella di comici televisivi alle prese con un lungometraggio. Il regista Michael McCullers capisce l'indole delle due attrici principali e non esita a sfruttare la loro buona vena: sforna una strana coppia opposta, diversa socialmente, con un membro attento e compito, l'altro sfrenato e che non ha problemi anche a fare pipì in un lavabo se serve. Si ride di gusto alle sedute di yoga e nei vari battibecchi, ma si vuole anche essere sentimentali cercando di non far grondare il miele sulla pellicola. Si pone molto l'accento sul fatto del lavoro remunerato e della ricchezza rispetto all'estrazione sociale povera (causa dei comportamenti quasi schizofrenici di Angie), si respira molto l'aria della paura della recessione (il negozio sempre vuoto di Rob), ma ache quella della new hope con Obama, visto che le idee della ditta di Kate sono progressiste e vogliono costruire un futuro migliore, ridando fiducia al quartiere prendendo ad esempio la purezza e la sicurezza di una conchiglia piena di essenza emotiva. Il fascino delle due attrici comunque è davvero infimo di fronte alla presenza di Sigourney «immortale Ripley» Weaver, che fece in passato la donna in carriera e dopo anche altre prove non-action, perfettamente a suo agio nelle commedie. Appena arriva tutto sembra pallido di fronte alla sua decisa scenicità: il suo ruolo della spocchiosa e molto interessata al denaro, gestendo la società di uteri in affitto, è la cosa che si ricorda di più del film. È presente anche Steve Martin: il Clouseau moderno è l'ascetico capo di Kate, con codino e molto meditativo. In definitiva una pellicola simpatica e divertente, gradevole il giusto, che ci parla con leggerezza ma anche molto rispetto di un problema che molte donne hanno, facendoci sorridere più volte, ma purtroppo rovinata di fondo da qualche atteso volo di fantasia che non arriva: tutto è prevedibile dopo dieci minuti. Se avete solo voglia di rilassarvi senza pretese in attesa delle agognate ferie, accomodatevi senza nessun problema: la degustazione non è affatto becera. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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Tina Fey (attrice comica televisiva dello show americano Saturday Night Live) inforca gli occhiali da persona seria e compita per interpretare il personaggio di Kate, una donna single in carriera trentasettenne presa da desideri di maternità ma con una terribile difficoltà ad avere figli (ne ha una su un milione, se tutto va bene). Persa ogni speranza di avere un affido, decide di sborsare 100.000 dollari per avere una cosiddetta «madre surrogata», cioè una donna che riceva i suoi ovuli fecondati e porti a termine la gravidanza per lei. Viene scelta a questo scopo Angie (Amy Poehler, anche lei del Saturday), ma costei è bizzosa, grossolana e ben poco dedita ai cibi biologici; oltretutto ha un compagno stupido e volgare ai massimi livelli (lo spassoso Dax Shepard, presente in Idiocracy). Kate ha mille dubbi se lasciare che suo figlio cresca nel ventre di quella donna tanto poco morigerata, ma varie sorprese sono in agguato, come la conoscenza del tenero Rob (Greg Kinnear, in questi giorni al cinema con 










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