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| Immagina che |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Sabato 01 Agosto 2009 01:00 | |||
Titolo originale: Imagine ThatNazione: Stati Uniti, Germania Anno: 2009 Genere: Commedia, Drammatico, Fantastico Durata: 107' Regia: Karey Kirkpatrick Sceneggiatura: Ed Solomon, Chris Matheson Cast: Eddie Murphy, Thomas Haden Church, Yara Shahidi, Ronny Cox, Stephen Rannazzisi, Nicole Ari Parker, DeRay Davis, Vanessa Williams, Martin Sheen, Lauren Weedman, Timm Sharp, Daniel Polo, Stephen Root, Richard Schiff, Marin Hinkle Produzione: Di Bonaventura Pictures, Internationale Filmproduktion Stella-del-Sud Third, Nickelodeon Movies, Paramount Pictures Distribuzione: UIP Data di uscita: 31 Luglio 2009 Trama: Evan Danielson è consulente finanziario per uno studio di Denver, nel quale lavora da più di sette anni. È molto bravo nel suo lavoro, ma è anche un pessimo padre che non è mai stato presente con la figlia Olivia. Negli ultimi tempi sta subendo la concorrenza spietata di Johnny Whitefeather, collega dello studio con sangue pellerossa, dai metodi assai bizzarri ma particolarmente apprezzati dai clienti. Le cose peggiorano quando la moglie Tricia gli affida la bambina. Preso da mille impegni, Evan non riesce a far quadrare i suoi doveri di padre col lavoro; ma non sa ancora che gli «amici immaginari» della figlia, coi quali Olivia comunica attraverso la sua inseparabile coperta magica, potranno dargli una mano. Recensione di ALBERTO DI FELICE Ad accanirsi col povero Eddie Murphy si fa presto, spettacolosamente presto, di questo tempi. Ricordi, caro lettore, quando sembrava impossibile e commovente vederlo nel suo ruolo ben toccante in Dreamgirls, il ruolo di una vita, nominato persino all'Oscar? Quelli sono tempi morti e sepolti, ahi noi, baby. Se il suo terzultimo film, Norbit, era l'uniformemente deprecato—beh, tranne forse da me—addio alla decenza, decisamente non adatto ai più piccoli, nel quale l'attore portava in primo piano tutto il suo amore feticista per il corpo e le trasformazioni, con Piacere Dave, il suo penultimo, si era tornati ad un giocattolo, pur sempre guastato, di nuovo però tutto (troppo) per i bambini.In questa fatica targata 2009, Ed Solomon e Chris Matheson rispettano le regole e scrivono un film che a rigore non perde un colpo né a livello strutturale né tematico; Karey Kirkpatrick, specialista del cinema infantile ma anche co-sceneggiatore di Guida galattica per autostoppisti, lo sostiene adeguatamente. Siamo in un territorio ancora più sicuro e riuscito per Murphy, chiamato solo a portarsi lo stipendio a casa con un po' di movenze e smorfie, rispetto al precedente, ma ormai sono in pochi ad aver la pazienza per sorbirselo—da qui, lo ribattezzerò «Sorbit». Eppure, Immagina che non è altro che una fiaba completa di ogni suo elemento e funzione, nella quale ovviamente Murphy fa la parte dell'eroe che, come comanda la regola aurea di un certo filone della buona commedia per famiglie, è un genitore che deve guadagnarsi o riguadagnarsi la fiducia del figlio/a. Il suo Evan Danielson è un uomo buono sotto l'incantesimo del denaro, che combatte nella vita reale per far fare soldi, per avanzare di gradino nella scala al successo, dentro la meravigliosa giostra fatata sulla quale il mondo e i soldi girano; inevitabilmente, questa rincorsa ai miti del sistema economico-finanziario—della cui recente fragorosa caduta, tuttavia, poco si ha notizia nel film—comporta l'abbandono a sé della piccola Olivia (Yara Shahidi, inappuntabilmente deliziosa come ogni brava bambina), figlia di un'unione fallita con la madre, senza che mai Evan si fermi a rendersi conto della miseria della sua vita—figurarsi per sistemarla. Per rimetterlo in sesto occorrerà, propiziamente, un nuovo mondo fantastico che inizialmente l'aiuterà e in seguito frapporrà nuovi ostacoli sul sentiero nel bosco di verdi bigliettoni. Quindi, da fiaba che si rispetti, avremo investigazioni e tranelli, una lotta con un temibile antagonista (Thomas Haden Church con decimi di sangue indiano), un mezzo magico (la coperta miracolosa), una prova finale e via discorrendo. Tutto come previsto, ben eseguito e in regola col genere; non solo non volgare, ma neppure insopportabilmente caramelloso (lo scioglimento, nonostante il meritato premio, non prevede ad esempio la riconquista dell'ex-moglie, interpretata da Nicole Ari Parker). Ma la nomea del comico di Brooklyn è ormai pessima presso i più, e il film è stato un insuccesso commerciale gigantesco. Dai tempi in cui il mondo l'ha beccato nel processo di adescare un certo tipo di prostitute, più di dieci anni fa, per Murphy vendersi come modello di padre di famiglia è stato un mestiere assai ingrato. Giudizio: ![]()
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