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Louise-Michel Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Mercoledì 09 Settembre 2009 08:43
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Titolo originale: id. Louise-Michel
Nazione: Francia
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 94'
Regia: Gustave de Kervern, Benoît Delépine
Sceneggiatura: Gustave de Kervern, Benoît Delépine
Cast: Yolande Moreau, Bouli Lanners, Benoît Poelvoorde, Albert Dupontel, Joseph Dahan, Mathieu Kassovitz, Agnès Aubé, Francis Kuntz, Hervé Desinge, Fabienne Berne, Terence Debarle, Yannick Jaulin, Jacqueline Knuysen, Sylvie Van Hiel, Pierrette Broodthaers
Produzione: MNP Entreprise, No Money Productions, arte France Cinéma
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 3 Aprile 2009
Trama: Cosa fare quando le lavoratrici di una fabbrica di giocattoli della provincia profonda vengono licenziate in massa di punto in bianco? Louise ha un'idea originale: anziché usare i soldi della liquidazione per metter su un'attività assieme alle altre, perché non assumere un killer professionista per uccidere i capi che hanno voluto il licenziamento? È così che per conto delle ex-colleghe Louise assume Michel, sedicente esperto di sicurezza. Peccato che risalire ai reali «responsabili» si riveli per il non molto competente killer più complicato di quanto non si pensasse.

Recensione di AUGUSTO LEONE

Louise-MichelGli eroi comici, da Aristofane in poi, si ergono a baluardo solido dell’etica irridendo le degenerazioni imposte della modernità: il loro cuore anarchico e ribelle getta scompiglio in un universo disperatamente immodificabile e ne svela i meccanismi ostili alla natura umana. Fedeli a tale tradizione, Delépine e de Kervern, autori provenienti dalla satira televisiva, immergono lo spettatore in un paesaggio lunare, consentendogli però di riconoscersi perfettamente nella sua stravagante assurdità: l’Europa è un labirinto di roulotte scassate dove tutti fanno fatica a trovare la strada per tornare a casa.
Louise-Michel è in fondo un film scaramantico, nel senso che la risata nasce dal bisogno di esorcizzare la morte di ogni tipo di utopia, da quella marxista a quella capitalistica e persino a quella sessuale o salutistica: tutto è in via di smobilizzo, gli operai, i padroni, le fabbriche e i palazzi, addirittura le tranquille agonie nel letto di un ospedale pubblico; del resto sono anacronistiche vestigia del passato persino le  distinzione fra etero, omosessuale e transgender. Il plastico si completa con la riproduzione  su scala mignon dell’attentato alle Torri gemelle, parodistica messinscena di un evento cosiddetto epocale.
Così se dalla tomba tornasse Louise Michel, la passionaria anarchica degli anni della Comune, da cui la pellicola prende il titolo, in chi si incarnerebbe e come continuerebbe le  battaglie per i sacri diritti dei lavoratori? Immaginiamola leader di un gruppo di operaie della Piccardia, che, perso il lavoro, pensano, secondo gli stilemi degli schermi televisivi e cinematografici, di rifarsi posando nude per un calendario: non tira dunque aria per barricate e rivendicazioni politico/sindacali, molto meglio dal punto di vista della spettacolarità assoldare con i 20.000 euro della liquidazione  un killer o diventarlo e andare alla ricerca di un fantomatico padrone da uccidere.
Lo scombussolamento dell’arcaico schema di lotta di classe impone il travestimento da goffo clown e lo sdoppiamento in due personaggi interscambiabili: il concetto nobile di identità è stata spazzato via dall’invasione di personalità storpiate. La materialità della working class fa irruzione nell’etereo paradiso del non-senso ideato da registi quali Buñuel e i Coen. La beffa di un’apoteosi intellettuale un istante prima dell’apocalisse corporale.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice
:
3
Pietro Signorelli: 3

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