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The Informant! Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Martedì 22 Settembre 2009 00:00
Titolo originale: id. The Informant! / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2009
Genere: Commedia, Drammatico, Poliziesco, Thriller
Durata: 108'
Regia: Steven Soderbergh
Sceneggiatura: Scott Z. Burns
Cast: Matt Damon, Lucas Carroll, Eddie Jemison, Rusty Schwimmer, Craig Ricci Shaynak, Tom Papa, Rick Overton, Melanie Lynskey, Tom Wilson, Scott Bakula, Scott Adsit, Ann Dowd, Allan Havey, Howie Johnson, Joel McHale
Produzione: Warner Bros. Pictures, Participant Media, Groundswell Productions, Section Eight, Jaffe / Braunstein Enterprise
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 18 Settembre 2009
Trama: Tratto da una storia vera. 1982: Mark Whitacre è un onesto biochimico che lavora per la ADM, una multinazionale che agisce sulla lavorazione del grano per ottenere derivati primari. Quando scopre un imbroglio ai danni dei consumatori, decide di collaborare con l'FBI e di diventarne una talpa, dotata di microfoni, con lo scopo anche di avere onorificenze e una promozione aziendale. Esaltato dal suo ruolo, con il nome in codice di 0014, Mark comincia ad avere delle strane tendenze a volersi mettere in mostra con frasi ad effetto dette ad amici e conoscenti, perde la percezione dell'obiettivo di denuncia per dedicarsi a una sorta di delirio di autoincensazione. Il vortice che ha creato rischia ora di travogerlo: il pettegolezzo è davvero un'arma micidiale per chiunque, anche per chi l'ha creato.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI


The Informant!Quando vedi un lavoro di Steven Soderbergh (autore indipendente quanto mai intelligente e raffinato) sai che ogni storia che racconta non è mai definibile in un genere, tracima in definizioni senza quadrature o cerchi confinati. Quella di oggi (co-prodotta anche dal suo attore preferito e grande amico George Clooney) è una pellicola tratta da una storia vera, che narra del delirio di onnipotenza di un uomo piccolo, con una moglie dolce ed amorevole, che cerca in ogni modo di venire alla ribalta, avere gloria e promozioni mettendo a nudo gli imbrogli che sta perpretando la sua multinazionale, un'azienda che vive sui derivati della lavorazione del mais.
Matt Damon (con baffetti) è Mark Whitacre, siamo nel 1982 e la ADM lo ha alle dipendenze come affermato e gradito biochimico. Nulla fa presagire al futuro: invece, quando scopre del «marcio in Danimarca» il compassato Mark diventa un uomo diverso, decide di diventare un agente talpa dell'FBI (codice 0014: «Io valgo il doppio di James Bond»), viene microfonato e gira il mondo a raccogliere prove. Quando la missione entra nel vivo e sembra realizzarsi, Mark entra in crisi, comincia a volere troppo per se stesso e perde le percezioni del giusto metro. Per lui ormai è un'ossessione, e la cosa lo manda in crisi.
Black comedy, spy story, dramma intimistico alla A Beautiful Mind, come dicevamo il lavoro di Soderbergh non ha mai confini: capace di fare cose sperimentali d'avanguardia come l'inguardabile Full Frontal oppure Intrigo a Berlino, storia di respiro storico in bianco e nero, entri in sala e sai che non troverai quello che il cartellone cerca di proporti per prenderti i soldi, cioè una movimentata commedia che vede la diatriba tra una potente multinazionale e un uomo comune (il tema di uno dei suoi lavori più apprezzati, Erin Brockovich – Forte come la verità). I tempi sono lentissimi e le atmosfere rarefatte, le parole dette in maniera sommessa non sono certo facile pasto per spettatori di poco impegno: qui si denuncia e non si intrattiene.
Il dramma umano di Mark è palpabile: man mano che procede il film si nota anche il deteriorare dell'uomo, la sua famiglia e le sue sicurezze si sfaldano davanti alle sue ambizioni, cercando di salire una scala troppo alta prima o poi si cade miseramente. Il bello è che anche un'organizzazione praticamente perfetta come l'FBI all'inizio entra nel gioco e lo segue, poi la ricerca della verità e degli imbrogli perde importanza di fronte a tutti i rischi giuridici che si corrono, gli avvocati sono degli squali ai tavoli pronti a mangiare l'incauto avversario che si muove maldestramente. Mark incarna il sogno americano per eccellenza – togliere il marcio per merito proprio per poi rimettere a posto e comandare, con proprie mani, il terreno prima lurido ed ora bonificato – ma si sa, per quanto nobile o interessato, il delirio di onnipotenza può venire ucciso dalla cosa più semplice, dalla parola che corre su un filo e tra le bocche.
Siamo di fronte a un cinema che non vuole e allontana gli effetti speciali, cerca le emozioni e le sensazioni, scava nelle memorie e negli animi. Per cui dobbiamo dirvi che non è certo con The Informant! che vivrete un pomeriggio tranquillo e spensierato: avrete noia e voglia di alzarvi se cercate questo. Come ripetiamo sempre a Cine-Zone, il biglietto che pagate a volte non vi dà il diritto di non profondere impegno; il vantaggio è che quando un lavoro che esce dalle convenzioni (e Soderbergh state tranquilli che lo farà sempre) viene assorbito nella giusta ottica, dà una soddisfazione molto maggiore a posteriori, indipendentemente dalla fatica per vederlo, pensarlo e suggestionarlo.
Diretto benissimo, con un protagonista in palla e ottimi caratteristi di contorno (Scott Bakula, Melanie Lynskey e infine Thomas F. Wilson – ricordate il Biff Tannen di Ritorno al futuro?) questo è un film che divide tra scontenti ed entusiasti, con musiche d'atmosfera azzeccate e giocose quanto colorite, lavoro decisamente pregno ma anche tranquillo e compassato. Ssiete state avvertiti delle tipologie; adesso il vostro gusto personale deve decidere quanto e come rischiare di vederlo. Noi vi diciamo di entrare preparati in sala ma, comunque e in ogni caso, di non perdere l'occasione di apprezzare uno dei pochi cineasti che lavorano di petto ed intelletto prima che di computer.

Giudizio: 3


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice
:
2.5

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