al di là del gusto piuttosto discutibile di Cohen, peraltro lo stesso tipo di
discutibilità di Borat (solo che lì ci trovavamo non una "checca" ma un
macho con la passione per le bagnine e le tette grosse e quindi più simpatico al
pubblico), mi pare che la "provocazione" per me di alcun interesse (ma
il punto non è questo, quanto cercare di capire il registro linguistico/polemico
dell'autore) sia proprio la stessa del film precedente: metterci di fronte un
personaggio socialmente difficile da accettare, "fastidioso",
esasperante.
Borat fa perdere la pazienza a un santo e costruisce le sue esibizioni in questo
senso.
Bruno mi pare si muova allo stesso modo.
Solo che, ed è qui che emerge la differenza e il maggiore fastidio del pubblico,
qui abbiamo una checca che sbatte addosso agli altri la sua
"frociaggine". E se il pubblio e il recensore si divertivano con Borat
perchè in fondo so...