CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 30/08/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| L'uomo che fissa le capre |
|
|
| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Domenica 08 Novembre 2009 01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di PIETRO SIGNORELLI Film presentato fuori concorso alla recente Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Cosa c'entrano i cavalieri Jedi di Star Wars con una coppia di stralunati che vagano nel deserto alla ricerca di un segnale iconizzato da una …capra? Apparentemente è molto difficile collegarli tra di loro, ma così non la pensa Grant Heslov, collaboratore di George Clooney (sceneggiatore di Good Night, and Good Luck ma anche attore di vari film), che dirige (dal libro di Jon Ronson) questa folle spy comedy a sfondo militare, con un ottimo cast e una girandola di situazioni paradossali. Il protagonista è Ewan McGregor (guarda caso lo Jedi Obi-Wan Kenobi della prima trilogia di SW), che dopo aver perso la moglie per colpa di un uomo senza il braccio sostituito da una protesi (vi ricorda qualcosa questo?) si butta a capofitto in una indagine giornalistica a dir poco paradossale: viene a sapere che dal 1983 (l'azione si svolge nel 2003) c'è un reparto segreto che recluta uomini con capacità paranormali, capaci di uccidere una capra solo fissandola, uomini che si ritenevano alla pari dei Jedi della saga di Lucas. Per sviluppare quello che crede l'articolo del secolo si aggrega a uno stralunato ex-componente del reparto, Lyn Cassady (un Clooney davvero al top della gigioneria, sfasato ed alterato come pochi) con il quale intraprende un viaggio nel deserto iracheno alla ricerca di qualcosa che non sanno neppure dove sia; l'unico riferimento è una sorta di chiamata del capo fondatore del reparto Bill Django (Jeff Bridges versione figlio dei fiori in mimetica). Mentre vagano, il giornalista legge su un libro i racconti al limite del possibile del reparto di Cassady, e tra la paura della sua follia e la voglia di riscatto morale incontrano ogni tipo di pericolo.Oltre ai citati attori di rango, abbiamo la presenza del redivivo Kevin Spacey che fa la parte del cattivo (ma non troppo) e dell'ex-Terminator liquido Robert Patrick, che completano il corollario di folli personaggi che abitano nell'orbita delle guerre stellari e delle capre. Di fatto di guerra si parla, in sottofondo ma molto chiaramente indicata: siamo nel tempo in cui Bush Jr. ordina la presa dell'Iraq giustificata da fumosi motivi di ricerca delle armi di distruzione di massa che Saddam nasconderebbe, immagini d'epoca ci mostrano l'ingresso vittorioso dei marines e la caduta della statua del dittatore, tutti avvenimenti altisonanti e davanti alle telecamere mentre l'esercito americano nasconde un folle gruppo d'élite, sorta di potenti scanners ma che in definitiva hanno il cervello fuso dalle troppe droghe che assimilano in quantità copiosa. L'idea è davvero originale, i nonsense si sprecano ma sono tutti di classe, la presa in giro dell'esercito è pulita e precisa. Mentre i due si avventurano succede di tutto: cozzano contro l'unico masso del deserto, vengono rapiti da dei terroristi, si infilano nel deserto senza bussola perché in definitiva sono privi di ogni certezza, tutto è un inno al dire che non avendo ormai più nulla da perdere (per un motivo o per l'altro) tanto vale cercare di risolvere vecchie pendenze o avere nuove glorie anche se tutto pare solo un continuo apparire di cose assurde degne di Alice nel paese delle meraviglie. La scena che ci è piaciuta di più è quella del carro armato che vaga incontrollato perché il guidatore è in preda a visioni di droghe, un punto di ironia che mostra come anche il colosso della guerra possa essere vulnerabile di fronte alle piccole cose, e la differenza tra gli arcigni e i preparati marines non è poi così profonda rispetto agli sciroccati che pestano il grugno contro il muro a furia di credere di poterlo attraversare da intangibili. L'immagine finale ci chiede di credere alle nostre possibilità: se una cosa la vuoi cercala alacremente e alla fine ce la potrai fare. Clooney è colossale ma anche McGregor (quanto tempo è passato da Trainspotting) non sfigura, tutto l'insieme è altamente godibile e sembra nato dalla mente dei Coen. Non abbiate timore ad entrare a vedere cosa c'è dietro questo strano titolo: è fatto per divertire con classe senza doversi impegnare troppo per seguirlo nelle sue follie, e oltretutto le capre recitano benissimo. Non c'è assolutamente nessun motivo per sconsigliarlo. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|
||||||||||||||||||||||||||||||||


















Film presentato fuori concorso alla recente Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Cosa c'entrano i cavalieri Jedi di 










The Twilight Saga: Eclipse
signori cari, voi state attaccando un grande cinefilo come pietro, che mastica
cinema (vero ...
The Twilight Saga: Eclipse
Gentile Sign. Signorelli, niente da dire nei confronti della sua replica nei
confronti delle...
The Twilight Saga: Eclipse
un arco di tempo tanto lungo, come appare poco credibile che abbia ignorato fino
all'arrivo ...
The Twilight Saga: Eclipse
dal sangue caldo e non certo freddo come il loro eroe. Pietro Signorelli
The Twilight Saga: Eclipse
buongiorno ragazze, grazie dei commenti, proprio per farvi vedere che non mi
ritengo sul tro...
The Twilight Saga: Eclipse
Dicevo........ma capisco che questo discorso è tutt'altro che semplice per lei e
da qui si i...
The Twilight Saga: Eclipse
Brutta cosa la vecchiaia dell'anima, ancor peggio di quella fisica. In questa
sua recensione...
The Twilight Saga: Eclipse
ALLORA, IN PRIMO LUOGO LA INVITO A LEGGERE DI 'PIU'...SE PROPRIO NON SOPPORTA I
LIBRI DELLA ...
The Twilight Saga: Eclipse
E lei si definirebbe un critico usando parole come "rompicoglioni"
"tritazebedei...
Alice in Wonderland
la seconda recensione disastrosa che leggo... sono un po' triste :(