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The Twilight Saga: New Moon Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Giovedì 19 Novembre 2009 01:00
Titolo originale: id. The Twilight Saga: New Moon / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2009
Genere: Drammatico, Fantastico, Horror, Romantico, Thriller
Durata: 130'
Regia: Chris Weitz
Sceneggiatura: Melissa Rosenberg
Cast: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Dakota Fanning, Ashley Greene, Nikki Reed, Jackson Rathbone, Kellan Lutz, Peter Facinelli, Elizabeth Reaser, Edi Gathegi, Rachelle Lefevre, Michael Sheen, Jamie Campbell Bower, Christopher Heyerdahl, Cameron Bright, Chaske Spencer, Alex Meraz, Bronson Pelletier, Kiowa Gordon, Billy Burke, Graham Greene, Anna Kendrick, Michael Welch, Christian Serratos, Gil Birmingham, Tinsel Korey, Noot Seear, Tyson Houseman, Justine Wachsberger, Charlie Bewley, Daniel Cudmore, Justin Chon
Produzione: Summit Entertainment, Sunswept Entertainment, Temple Hill
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 18 Novembre 2009
Trama: Passato il diciottesimo compleanno di Bella Swan, il vampiro Edward Cullen è costretto ad abbandonare lei e la cittadina di Forks per proteggere la propria famiglia vampiresca, rimasta lì ormai troppo a lungo. La ragazza è devastata dal suo addio, e per svariati mesi è in preda al dolore, incapace di tornare alla sua vecchia vita e ai suoi vecchi amici; fin quando non si riavvicina a Jacob. Ma l'immagine di Edward e nuovi pericoli la tormentano ancora.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

The Twilight Saga: New MoonCon l'abbandono di Catherine Hardwicke la saga di Twilight da lei cinematograficamente iniziata dice addio alla grazia fisica frammista al ridicolo/ironico di quell'«esperimento» di cinema autorial-commerciale ed entra nel terreno puro che, erroneamente, la gran parte degli acidi commentatori (ricordiamo uno dei mantra-passaparola più assodati ed inutili del nuovo millennio: Lasciami entrare è più bello, anche se non c'entra nulla!) le aveva già assegnato al punto di partenza: un cinema d'appendice trascinato dal marketing ben piazzatosi sulle sue ovvie rotaie. Abbiate presente, a scopo illustrativo, che il bel tenebroso Robert Pattinson stavolta fa il suo ingresso in scena direttamente con un'inquadratura—ralenti, chiaramente, e la comitiva di ragazzine alle vostre spalle comincia ad agognarlo all'istante—che se non è la stessa identica usata per lo spot della sua fiammante Volvo poco ci manca. Le ragazzine adesso tornano a casa e, se i calcoli svedesi son giusti, hanno un consiglio «emozionale» per gli acquisti da dare al babbo.
Il nuovo regista—anch'egli subito datosi in defezione per l'episodio a venire, Eclipse, annunciato per la prossima estate—è Chris Weitz, reduce dal dissestato La bussola d'oro, uno che è sempre stato più efficiente nella scrittura e nella produzione. Qui non è impegnato in nessuno dei due campi. Il film è così visivamente anodino, facendosi notare in peggio soprattutto per la fotografia più ambrata dello spagnolo Javier Aguirresarobe che sostituisce i toni più annuvolati di quella di Elliot Davisel, fidato collaboratore della Hardwicke. Al contrario della regista precedente, come di conseguenza, la nuova guida non riesce a dare un senso autonomo—meglio, un senso tout court—alla sceneggiatura della ritrovata Melissa Rosenberg, che restando alla sua parte della creazione adatta la materia inerme della Meyer come può fare una non esaltante compilatrice di sceneggiature di serie televisive.
La passione perennemente destinata a rimanere in punta di piedi, zanna vecchia 109 anni a millimetri da collo fresco di adolescente, si riduce adesso a mera puntata interdittoria alla scialacquata con allontanamenti, dolori vissuti con montaggio a episodi, spasimanti di vari razza ed incrocio variamente incapaci di far dimenticare alla bella l'andato splendore di allampanato vampiro. Il risultato è che le cose si fanno vacuamente seriose: la povera Bella (Kristen Stewart) viene lasciata ad ammirare sempre più addominali scolpitissimi (il Jacob del mistosangue Taylor Lautner, appropriatamente rafforzatosi—il miscuglio etnico aiuta sempre più nei casting, ma per il momento i dandy cadaverici tirano ancora molto) con mera frustrazione fisica distaccata dal precedente interrogativo su sé stessa. Adesso Bella non vuole più così ardentemente la zanna, con tutti i possibili sottotesti o più banali doppi sensi, ma a lungo pensa solo al più superficiale addominale.
Nel poco o nulla che rimarrebbe da considerare, la mia brevissima parola conclusiva deve andare all'ascesa di Kristen Stewart, quest'attrice assennata che ha qui il ruolo principale di cassa di risonanza della voglia delle giovani spettatrici in età scolare—funziona così: lei dice «Baciami, Edward» e la comitiva di ragazzine alle vostre spalle ripete una per volta «Bacia anche me!». Sembrare di star sempre dicendo o pensando qualcosa anche quando la camera si fissa senza idee sul tuo volto è una dote espressiva innata non da poco: in mancanza di essa, la comitiva di ragazzine rimarrebbe senza le labbra dalle quali pendere, o più esattamente senza le labbra con le quali sporgersi verso Pattinson (uno che di doti non ne ha, se non quella di essere un'invidiabile statua). Ed è una dote espressiva che può fare la differenza—a patto che la camera che la inquadra qualche idea ce l'abbia.

Giudizio: 1.5


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

The Twilight Saga: New MoonThe Twilight Saga: capitolo secondo, New Moon. Per la gioia delle teenager ritornano gli antieroi, vampiri e licantropi, che si contendono l'amore di Bella (Kristen Stewart), in questo capitolo lasciata dal suo Edward (Robert Pattinson), timoroso che le accada qualcosa di brutto se lui le sta troppo vicino, e consolata, ma solo in via amichevole, dal licantropo Jacob (il muscolare diciassettenne Taylor Lautner). Questo in sunto quanto accade, con che Bella cade in uno stato di prostazione totale per la fuoriuscita del suo vampiro dal cuore grande (che riappare come una sorta di fantasma per tenerla lontana dai pericoli) e rischia di brutto la vendetta di Victoria (Rachelle Lefevre) che vuole riscattare la morte dell'amato del finale del primo capitolo, avvenuta per mano di Edward.
Film dalla durata decisamente fuori registro per quel poco che deve dire (130 minuti circa) girato nelle parti finali in una Montepulciano spacciata per Volterra (che dà il nome ai vampiri di casta superiore che decidono il destino di ogni essere dai canini troppo sviluppati, cioè il gruppo dei Volturi, ai quali il padre di Edward è appartenuto) e con lunghi spaccati in cui non succede praticamente nulla, dove siamo immersi nella fiera delle frasi fatte e stucchevoli, sparate in mezzo a psicopatie da abbandono (il libro aveva anche alcune pagine bianche per esteriorizzare al meglio il disagio e vuoto interiore di Bella), collegiali che vomitano vedendo un film d'azione (chissà cosa avremmo dovuto fare noi di fronte a questo film, anche se poi si viene a sapere che anche nel forestale paesino di Forks è arrivata l'influenza A) e ad effetti speciali di trasformazione banalotti e risibili di computer grafica senz'anima (Neil Corbould e Un lupo mannaro americano a Londra vengono ampiamenti rimpianti).
Messo al timone Chris Weitz (La bussola d'oro e altri film per ragazzi) la produzione si è premurata per bene che vista l'assenza di Pattinson per gran parte del film ci dovesse essere un bel muscoloso al suo posto, e Lautner era perfetto. Nel libro tra l'altro l'amato essere sbiancato era solo una voce che tormentava Bella ogni volta che finiva a fare qualcosa, compreso il tentativo di sbaciucchiare qualche licantropo; allora hanno pensato bene di farlo apparire almeno come ectoplasma. Nulla da dire: l'operazione commerciale sarà un autentico successo, come minimo le ragazze under-sedici impazziranno di fronte a questa storiella d'amore con frasi da Baci Perugina (preparatevi ai gridolini in sala) e in fondo il libro della Meyer è stato rispettato, ma non sappiamo perché si debbano far vedere personaggi tanto anonimi, che non entrano nella pelle nemmeno per un secondo se non siamo accecati dalla loro bellezza mascolina, vampiri tanto ingiustificatamente bianchi e con il rossetto sbavato, scenette allunga-brodo decisamente patetiche come quelle con la famiglia di lui (vampiro e licantropo, o meglio mutaforma che decide di trasformarsi in lupo).
Per quanto riguarda le prove attoriali diciamo solo alla brava e bella Kristen di tenere duro: ancora due blockbuster (finirà al quattro con i prossimi capitoli Eclipse e Breaking Dawn) e potrà esprimersi oltre la saga di Twilight che l'ha resa famosa, con altri film di maggior pregio (anche se magari con meno soldi); segnaliamo inoltre le brevi presenze di Dakota Fanning che fa la voltura Jane e il capo casta Aro interpretato da Michael Sheen.
Il film è mortalmente noioso, sbilenco in alcuni punti, non succede praticamente quasi nulla e ci succhia il sangue vedere come miti dell'orrore siano trasformati in burletta da questo mondo contemporaneo, dove tutto il fascino di un personaggio atavico in nome del dio denaro diventa un modello per Dolce e Gabbana. In definitiva, i fan della saga lo troveranno imprescindibile anche se con variazioni magari fastidiose; per tutti gli altri un appuntamento da perdere a cuor leggero, persone per cui l'ansia per il nuovo capitolo sarebbe praticamente pari a zero.

Giudizio: 1


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 2

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