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L'isola delle coppie Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Sabato 05 Dicembre 2009 10:31
Titolo originale: Couples Retreat L'isola delle coppie / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2009
Genere: Commedia
Durata: 113'
Regia: Peter Billingsley
Sceneggiatura: Jon Favreau, Vince Vaughn, Dana Fox
Cast: Vince Vaughn, Jason Bateman, Jon Favreau, Faizon Love, Kristin Davis, Malin Akerman, Kristen Bell, Kali Hawk, Jean Reno, Janna Fassaert, Xavier Tournaud, James Ferris, Linda Bella, Jonna Walsh, Alyssa Julya Smith, Nelson Carvajal, Scott Burn, Jordann Kimley, Phillip Jordan, Nick Grosvenor, Temuera Morrison, Gattlin Griffith, Peter Serafinowicz, Tasha Smith, Carlos Ponce
Produzione: Universal Pictures, Relativity Media, Wild West Picture Show Productions, Stuber Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 4 Dicembre 2009
Trama: Per salvare il loro matrimonio sull’orlo di un divorzio, Jason e Cynthia organizzano un viaggio e invitano i loro amici per condividere un po’ di relax. Dave e Ronny, coppia ideale e dal forte legame matrimoniale, non si lasciano sfuggire l’opportunità di godersi per cinque giorni il pacchetto vacanze «Eden», ma le aspettative vengono deluse quando scoprono che sono costretti a seguire corsi di terapia matrimoniale tenuti da Marcel, stravagante guida spirituale, e incontri con esperti psicoanalisti del settore. Da vacanza relax, l’idea si trasforma in un inaspettato viaggio all’interno dei problemi matrimoniali.

Recensione di RICCARDO RUDI

L'isola delle coppieCommedia anonima e priva di uno stile narrativo, che non si sforza minimamente di caratterizzare i suoi personaggi e di inserirli in situazioni comiche convincenti. L’intera trama procede senza colpi di scena e la prevedibilità rende questa pellicola piuttosto insignificante. La storia segue fedelmente il filone cinematografico delle vacanze stravaganti, dove fraintendimenti amorosi, situazioni imbarazzanti e relazioni problematiche hanno una risoluzione in pieno stile comedy.
I personaggi sono piatti: la caratterizzazione di alcuni viene a malapena accennata, mentre per i presunti protagonisti sono quasi del tutto assenti; ad esempio, il personaggio di Dave si regge sulla nomea e sul viso noto di Vince Vaughn e fa ridere (in questo film veramente poco) solo per la popolarità dell’attore. I legami tra i personaggi non sono interessanti, così come la loro evoluzione nella pellicola. Il tema portante del film dovrebbe vertere soprattutto sui verosimili e bizzarri problemi di coppia, e il film sarebbe dovuto procedere sulle conseguenze esilaranti dell’incontro/scontro con la località esotica, ma queste potenzialità narrative vengono lasciate alla deriva.
La sterilità dell’intera pellicola risiede sia nella trama già vista in parecchie commedie, sia nei cliché monotoni che vestono le coppie, ognuna delle quali ha una particolare caratteristica comica (o così dovrebbe essere): c’è la coppia metodica e fissata con l’organizzazione (Jason Bateman e Kristen Bell); c’è quella buffa costituita da una ragazza fuori di testa (Hali Hawk) e da un ingombrante Faizon Love; c’è quella che vive il matrimonio senza passione, i cui coniugi si cornificano a vicenda (Jon Favreau e Kristin Davis); e infine c’è quella che apparentemente sembra più unita, ma che nasconde problemi radicati nell’egoismo di lui (Vince Vaughn e Malin Akerman). Le dinamiche di coppia non vengono espresse bene, e la coppia protagonista Dave/Ronnie è la meno efficace. Sono più divertenti i loro figli.
La comicità è soffocata e non decolla con facilità: ogni ostacolo introdotto trova una risoluzione affrettata in un finale inconcludente. Ci sono comunque elementi narrativi validi e alcuni personaggi che funzionano: Jean Reno nei panni di un fanatico maestro di meditazione e Carlos Ponce che interpreta l’esperto di yoga Salvadore riservano momenti davvero divertenti. Peccato che questi personaggi non siano una costante del film.
Il problema principale risiede nella sceneggiatura, costruita malamente all’insegna di una comicità fatta di tentativi e di ipotetiche atmosfere esilaranti. Per colpa di dialoghi dispersivi e di battute anti-screwball comedy (veloci ed efficaci) si perde totalmente lo spirito goliardico della pellicola. L’inefficacia di quest’apparato è il punto dolente del film, mentre dovrebbe essere il perno centrale di una commedia qualsiasi. Apprezzabili alcune scene, come la gara a Guitar Hero o la scena del corso di Yoga, ma per il resto è facilmente dimenticabile.

Giudizio: 1


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 1.5

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