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| Sabato 12 Dicembre 2009 11:25 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di PIETRO SIGNORELLI Che corpo, questo di Jennifer, personaggio avente le fattezze della supersexy attrice Megan Fox, che lasciati (per ora) i robottoni che l'hanno portata alla ribalta diventa in questo film diretto dalla regista Karyn Kusama (giapponese naturalizzata statunitense che diresse un'altra «top woman», la Theron in Æon Flux) una succhiasangue demoniaca, avida di carne e che trasuda violenza bestiale tanto quanto sommuove ormoni. La Fox in questo film non ha né vuole freni, recita scene lesbiche che culminano in lunghi baci saffici con la collega Amanda Seyfried (dolce figlia della Streep in Mamma Mia!), sputa vomito nero, si traforma grazie a una non eccelsa CGI in un mostro terrificante e spara parolacce come se fosse una blasfema mitragliatrice.La trama non è certo il massimo dell'originalità. La Fox è la pantera che viene adorata da tutti per la sua bellezza: le piace giocare con gli uomini, ed è amica (best friend) con la Seyfried, bruttina e di carattere ed indole totalmente opposta, tanto da avere anche un fidanzatino, Chip (Johnny Simmons). Una sera le due organizzano una serata tra amiche, e vanno a vedere l'esibizione nel bar locale di un gruppo capitanato da un vocalist davvero affascinante, Nikolai (l'Adam Brody di The O.C.). Jennifer ne rimane stregata, tanto che quando scoppia un incendio si fa rapire dal gruppo di musicisti. Quando Needy (Seyfried) la ritrova nella sua cucina è sporca di sangue e comincia a vomitare vomito nero. Da lì in poi tutto diventa un incubo e le morti violente si susseguono. Cosa hanno fatto i musicisti a Jennifer? Un film che sarà piaciuto davvero tanto al maestro dell'horror ironico, Sam Raimi, dato che è cosparso di tante situazioni paradossali che scemano in una battuta («Dammi un tampax!» è la migliore), ha al suo interno una metodologia di racconto senza freno, spudorato, e in qualche momento c'è lo studio del fenomeno che sta sconvolgendo la vita dei tranquilli abitanti del paesino, dove anche un cerbiatto succhia il sangue e gli animaletti della foresta sono amici del mostro che sentono più vicino a loro dei cosiddetti umani, cacciati loro una volta tanto da un predatore che deve nutrirsi a intervalli regolari. La sceneggiatrice e produttrice Diablo Cody (quella premiata per Juno, appare in un piccolo cammeo) non lesina di dare alla sua storia una ben precisa connotazione: i giovani maschi di oggi sono malati di noia, codardi, sessuomani e trovano coraggio solo di fronte a un paio di belle gemelle (leggi «tette», come si dice ripetutamente nel film), per le quali farebbero qualunque cosa, anche andare in luoghi tetri e paurosi pur di avere la scopata del secolo con una autentica mangiauomini dai capelli corvini, dove li muove il pene (che manco sanno usare troppo bene) e non il cervello, come dimostrano anche a scuola dove la cosa che fanno a ripetizione è tacchinare senza sosta. Film diretto da una regista e con protagoniste le donne: ovvio che il femminismo dovesse dilagare negli orientamenti. La Fox mostra poi che le leggende metropolitane del gossip che la davano come esploratrice di strane abitudini non sembrano tanto false: si esibisce in una sequela di cose davvero sensuali, veste intimo con leggerezza e ammicca senza sosta, un autentico spettacolo per gli occhi dei suoi fan. Ma al di là della protagonista in se stessa, il resto del film ha il fiato corto e di veri pregi non ne ha: le trasformazioni sono rapidissime e banali, il sangue non scorre poi come quanto il V.M. 18 poteva far prevedere, non c'è un vero pathos a livello di thriller e il solito pentacolo, fatto con gli strumenti presi da internet e recitati a voce come delle barzellette, è ormai consunto – dovrebbero decidersi ad abolire la stregoneria fai da te dei teen una volta per tutte. Rispetto ad altri prodotti di genere qui siamo un gradino più sopra, all'uscita della sala non si rimane delusi come in altre occasioni perché la Fox fa dimenticare varie lacune e qualche punto della sceneggiatura (come quello della doppia scena d'amore, una di sesso adolescente alle prime armi e una di cannibalismo parallele) si salva, ma il linguaggio sporco e qualche bella battuta nei punti clou non elevano il film che rimane sulla sufficienza stiracchiata, non sa darsi il colpo di genio determinante per andare oltre allo svolgimento del compitino di genere, soddisfacendo i fan delle commedie dark/horror e in fondo lasciando indifferenti tutti gli altri, che si dovranno accontentare (e non è davvero manco poco) della bella protagonista. Giudizio: Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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Che corpo, questo di Jennifer, personaggio avente le fattezze della supersexy attrice Megan Fox, che lasciati (per ora) i robottoni che l'hanno portata alla ribalta diventa in questo film diretto dalla regista Karyn Kusama (giapponese naturalizzata statunitense che diresse un'altra «top woman», la Theron in










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