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Bangkok Dangerous – Il codice dell'assassino Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Domenica 31 Gennaio 2010 09:46
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Titolo originale: Bangkok Dangerous Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2008
Genere: Azione, Poliziesco, Thriller
Durata: 99'
Regia: Oxide Pang Chun, Danny Pang
Sceneggiatura: Jason Richman
Cast: Nicolas Cage, Shahkrit Yamnarm, Charlie Young, Panward Hemmanee, Nirattisai Kaljaruek, Dom Hetrakul, Tuck Napaskorn, Steve Baldocchi, Chris Heebink, James With, Peter Shadrin, Arthajid Puengvicha, Duangjai Srisawang, Veerasak Boonchard, Sakol Palvanichkul
Produzione: Bangkok Dangerous, Blue Star Pictures, Initial Entertainment Group, International Production Company, Living Films, Saturn Films, Virtual Studios
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 29 Gennaio 2010
Trama: Joe è un killer silenzioso ed imperturbabile. Professionale e senza emozioni, esegue per soldi i compiti criminali che i mandanti gli affidano. Ora ha quattro nuove vittime da colpire, tutte a Bangkok, ma ha bisogno anche di un aiutante che gli traduca la lingua del luogo e gli faccia da corriere di misteriose valigette. Joe sa che il suo codice non prevede né la pietà né di farsi coinvolgere emotivamente, ma il destino ha deciso di fargli incontrare una ragazza muta che lavora in una farmacia del posto. Questo, per uno che fa il suo lavoro, può essere l'inizio della fine.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassinoNicolas «faccia di legno» Cage è davvero l'attore ideale per questo film: lui, ben poco espressivo, interpreta un killer senza emozioni che non deve far trasparire nulla, fino a che non succede qualcosa di imprevedibile come un amore, oppure il rispetto mai avuto per il galoppino di turno che lo aiuta nel suo sporco compito di morte, da dispensare senza nessuna remora tenendo conto soltanto di quanto lo pagano. Stavolta Joe – questo il suo nome – deve recarsi a Bangkok per far fuori quattro bersagli su ordine del boss locale Surat; lì trova un piccolo borseggiatore del luogo che usa come traduttore e corriere, ma incontra anche una bella ragazza muta che fa la farmacista, una cosa che il suo codice di killer (per chi vede la serie tv Dexter il concetto è maggiormente chiaro) non permette assolutamente. Joe sa che qualunque deroga alle regole significa rischiare la pelle: nessun coinvolgimento, nessuna remora e nessuna pietà.
Danny Pang Fat e Oxide Pang Chun, fratelli gemelli meglio noti come «Pang brothers», realizzano il remake con capitali americani del loro primo film dal titolo omonimo risalente al 1999; la distribuzione italiana molto prudentemente, non si sa per quale motivo, lo rispolvera solo adesso dopo due anni di naftalina. I Pang finalmente lasciano la serie The Eye giunta al terzo capitolo per dedicarsi a tale progetto, film di routine però neppure tanto becero che soddisfa quanto gli si chiede, pieno di azione, una bella ambientazione thailandese con tanta pioggia e sensuali ragazze orientali discinte, gradevoli chicchi di riso che non guastano mai. Cage per l'occasione sfoggia anche una capigliatura lunga e un arsenale da cecchino, ma quello che manca veramente è qualche sorpresa ad effetto, qualche variazione di trama: invece tutto è lineare e piatto come una tavola da surf senza la presenza di onde.
Partiamo con il solito prologo presentazione altrove di qualche mirabolante impresa, ci si traferisce in loco dove però si trova la bella farmacista muta che lo convince che in fondo provare qualcosa d'altro rispetto allo zero assoluto dei sentimenti non fa proprio tanto schifo. Come si vede non si cerca minimamente altro che soddisfare i patiti dell'azione senza pretese, tanto da voler eseguire anche un inseguimento fluviale come nei migliori film dell'agente 007. La scena migliore è quella sul barchino con i proiettili che forano il piccolo scafo e ne viene inquadrata la scia sott'acqua, mentre la costante dell'acqua sotto forma di pioggia (ispirazione per molti film nata dal capolavoro di Scott Blade Runner) e il richiamo a Black Rain (con la moto) lascia parecchio indifferenti per il tipo di film, dato che la tempesta emozionale dell'uomo che si vuole sublimare con questi richiami non corrisponde minimamente a quanto trasmette il volto monocorde di Cage.
Questo è sicuramente un film per cultori (di poche pretese) come lo era l'originale, ben più essenziale ma anche maggiormente interessante; purtroppo crisi di idee che ha portato i Pang dalla serie The Eye (anch'essa con un remake USA all'attivo) al remake non permetteva altro che questo, un film usa e getta che strizza l'occhio anche a John Woo nelle scene d'azione per finire con una scena patetica da lacrima-movie totalmente fuori luogo. Di solito si dice che l'importante per un prodotto è che se ne parli, nel bene o nel male: noi abbiamo detto la nostra, lasciando per noi come unico ricordo per il futuro l'ennesima prova di un Cage che pare incredibile abbia potuto vincere un Oscar in qualche tempo remoto.

Giudizio: 1.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1.5
Emanuele Rauco: 1.5

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