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| Lunedì 01 Marzo 2010 08:14 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di PIETRO SIGNORELLI Non preoccupatevi: l'accenno al «GF» sbandierato nel trailer è solo una scusa, un abbozzo, per dare il la alla vicenda. Veronesi (abbandonati i manuali d'amore e intrapreso ora quello per genitori) vuole parlare di ben altro: di rapporti difficili e di primi pruriti amorosi, della linea che demarca la fase dell'innocenza da quella della consapevolezza della giovane protagonista Nina (l'esordiente Chiara Passarelli). Con un significativo cartello finale di sincero affetto per coloro che devono eseguire il compito più difficile del mondo («Ringrazio i miei genitori prematuramente scomparsi all'età di ottanta anni»), il regista costruisce una commedia genuina e sincera, non molto dolce, mai mielosa e che parla anche di razzismo, tratta il potere e fascino di internet con bacchettate alla televisione e i suoi programmi trash.Placido interpreta un professore di liceo, genitore di un ragazzo (Andrea Facchinetti) che vuole fare un provino al «Grande fratello». La cosa lo manda in bestia e preoccupa non poco la madre (Margherita Buy): il litigio che ne segue allontana il ragazzo dalla famiglia. Lo stesso giorno il professore, nel tentativo di capirne di più, commissiona un compito ai suoi studenti, in modo che possano dirgli come confrontarsi con la situazione. Nina scrive il compito e ci presenta anche (come voce narrante fuori campo) la sua di famiglia, nella quale i genitori (Littizzetto in una parte non prettamente comico/umoristica e Silvio Orlando, che fa l'impacciato padre pescatore) si sono divisi e vivono tra difficoltà e tradimenti, mentre suo fratello cresce profondamente razzista nonostante sia solo in terza elementare (paradossalmente la sorella si rivolge a un cinese per perdere la verginità, surreale la scena del preservativo sulla carota e la spiegazione che gli orientali lo hanno piccolo). Pieno anche di cammei (divertentissimo quello di Rubini, malato ipocondriaco irriconoscibile per una mascherina sul volto; ma abbiamo presenti anche Gianna Nannini e Valeria Solarino), il film è un lento avvicinarsi alle problematiche senza mai esasperarle, rimanendo sempre in bilico tra commedia dei litigi e film giovanile alla Notte prima degli esami (con colonna sonora meno nobile, presente «Fuck You» di Lily Allen), dove si inseriscono anche i personaggi della nonna terminale che ha fatto della sua vita una continua avventura piena di follie (la interpreta Piera Degli Esposti) e che, ovviamente, nei suoi racconti sarà utile a Nina per quanto succederà dopo. Non è certo questo un film di profonde riflessioni – ha troppi luoghi comuni – ma il suo valore lo determina l'onesta del regista, che sapendo di dover concentrarsi anche sull'intrattenimento inserisce scene divertenti con l'amante del personaggio di Orlando (una sfortunatissima Elena Sofia Ricci) e da tempo delle mele nell'era di internet per i rapporti tra ragazzini. Rispetto a Moccia – che ci presenta l'attuale generazione come dei poveri mentecatti devastati cerebralmente da cellulari (belle le riflessioni sulla paura di trovarlo spento e quella della devastazione della lingua italiana) e troppo bombardamento di immagini sessuali – Veronesi sa dipingere ritratti di ragazzini più coinvolgenti, delineare confronti generazionali sofferti e veritieri (poi recitativamente da Littizzetto & Company non è che si possa pretendere oro) e dare comunque un seme di speranza per tutti i rapporti ormai spezzati, di qualunque tipo siano. Ne esce alla fine un prodotto gradevole che non stanca, che diverte il giusto e che fa riflettere chi entra in sala quel tanto che serve, senza lambiccarsi il cervello in momenti che non cerca e non vuole: visto quello che passa il cinema italiano di oggi, è già qualcosa. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Emanuele Rauco: ![]()
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Non preoccupatevi: l'accenno al «GF» sbandierato nel trailer è solo una scusa, un abbozzo, per dare il la alla vicenda. Veronesi (abbandonati i manuali d'amore e intrapreso ora quello per genitori) vuole parlare di ben altro: di rapporti difficili e di primi pruriti amorosi, della linea che demarca la fase dell'innocenza da quella della consapevolezza della giovane protagonista Nina (l'esordiente Chiara Passarelli). Con un significativo cartello finale di sincero affetto per coloro che devono eseguire il compito più difficile del mondo («Ringrazio i miei genitori prematuramente scomparsi all'età di ottanta anni»), il regista costruisce una commedia genuina e sincera, non molto dolce, mai mielosa e che parla anche di razzismo, tratta il potere e fascino di internet con bacchettate alla televisione e i suoi programmi trash.









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