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| Il richiamo della foresta 3D |
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| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Mercoledì 03 Marzo 2010 01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE Il buon Christopher Lloyd, che è sempre un gran piacere ritrovare, presta le sue canute fattezze a questa pellicola d'avventura per ragazzi nella veste di nonno della protagonista, giovane ragazzina (Ariel Gade) giunta dalla città nel nevoso Montana per riavvicinarsi al primordiale richiamo della natura, assieme ai veri affetti che sa ispirare. Si tratta di una modestissima produzione, con miseri incassi ed una vita americana relegata maggiormente all'home video, che si segnala per esser stata realizzata in tempi non sospetti in Real-D 3D.Trova ora una distribuzione italiana—seppur assai limitata (mentre scrivo, alla seconda settimana di programmazione, è presente in sole 19 sale della penisola, per l'appunto quasi tutte dotate di 3-D)—in virtù dell'effetto Avatar, esattamente in occasione della cui uscita a gennaio è iniziata la sua promozione. La modestia di mezzi della pellicola si fa sentire particolarmente nel cattivo uso della presa diretta, dato che in grandissima parte le scene hanno richiesto di esser doppiate per rendersi servibili. Ciò non sarà ovviamente avvertibile nella versione italiana, e non inficia comunque la godibilità del prodotto finale. La semplicità con cui si presenta è alquanto rinfrancante e netta: chi si avventura nella visione deve sapere che rientrerà in un ormai perso mondo Disney—pur non essendo Disney, la casa di Topolino avendo ormai abbandonato certe produzioni vecchio stampo—di medi film d'avventura, più vicino a quelle degli anni '60 e '70 che non alle mode più recenti. In gioco e ben saldi, ritroviamo gli usuali valori di amicizia e disciplina, attraverso la moderatamente zuccherata maturazione della piccola Ryann, il suo avvicinarsi al vecchio nonno e alla vita di paesello prossimo ai ritmi naturali, ivi compresa l'amicizia con l'amico adolescente di belle speranze Jack (Kameron Knox, cui si accompagna la bionda del villaggio Aimee Teegarden). Il tutto parallelamente all'ispirazione quasi-mistica fornita dal libro di Jack London, che nonno Bill inizia a leggere alla nipotina. La sceneggiatura di Leland Douglas non lascia fuori posto una sola frase, assestandosi su un tono sempre pacato nella sua totale correttezza. Rispettate tutte le più ovvie funzioni di un racconto del genere, contando fra queste anche il necessario personaggio oscuro che si rivelerà infine fidato amico, in questo caso l'indiano della foresta interpretato dallo specialista Wes Studi, celebre dai tempi di Balla coi lupi. In breve, Il richiamo della foresta—tranquillamente consigliabile come recupero in dvd, dato che renderà benissimo anche a due dimensioni—è un tranquillo intrattenimento; oserei dire «sano» o «edificante», se non rischiassi di sembrare un vecchio passatista. Giudizio: ![]()
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Il buon Christopher Lloyd, che è sempre un gran piacere ritrovare, presta le sue canute fattezze a questa pellicola d'avventura per ragazzi nella veste di nonno della protagonista, giovane ragazzina (Ariel Gade) giunta dalla città nel nevoso Montana per riavvicinarsi al primordiale richiamo della natura, assieme ai veri affetti che sa ispirare. Si tratta di una modestissima produzione, con miseri incassi ed una vita americana relegata maggiormente all'home video, che si segnala per esser stata realizzata in tempi non sospetti in Real-D 3D.









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