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Scritto da Cine Zone   
Domenica 07 Marzo 2010 01:00
Titolo originale: id. Nord / Locandina
Nazione: Norvegia
Anno: 2009
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 78'
Regia: Rune Denstad Langlo
Sceneggiatura: Erlend Loe
Cast: Anders Baasmo Christiansen, Kyrre Hellum, Marte Aunemo, Mads Sjøgård Pettersen, Astrid Solhaug, Even Vesterhus, Ragnhild Vannebo, Celine Engebrigtsen, Ole Dalen
Produzione: Motlys
Distribuzione: SACHER Distribuzione
Data di uscita: 26 Febbraio 2010
Trama: Dopo un incidente, cui è seguito un collasso mentale che ancora lo condiziona, il trentenne Jomar ha dovuto dire addio alla sua carriera da sciatore. Ora vive una triste vita come operatore di ski lift dedito al consumo di pillole ed alcolici. Fin quando scopre di avere un figlio di quattro anni, avuto dalla ragazza che cinque anni prima l'ha mollato fuggendo via col suo migliore amico: decide allora di mettersi in viaggio munito solo della sua motoslitta verso il nord estremo della Norvegia, dove vivono lei ed il bambino.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

NordStile nordico con qualcosa—fra le altre cose simili—del Kitchen Stories del connazionale Bent Hamer, Nord è un western norvegese contemporaneo; al suo centro, il viaggio (com'è il più delle volte, di autocoscienza) di un obeso e impotente protagonista, Jomar (Anders Baasmo Christiansen), verso la meta settentrionale nella quale lo attende la maturità (famiglia, figlio). Il suo percorso si concluderà per noi in maniera molto rapida: Jomar, lasciatosi ormai alle spalle le avventizie amicizie strette per la strada, si dirige come solitario puntino nella neve a capofitto verso la casa sperduta che era il suo punto di destinazione. L'ultimo quadro lo riprende assieme al piccolo figlioletto che è fuori a giocare.
L'autocoscienza di cui si diceva è, ovviamente e giustappunto, in stile nordico. Le cose si fanno in maniera micrometrica, con la massima calma—tranne forse quando parte il banjo (il compositore Ola Kvernberg prende molto sul serio il succitato appellativo «western»). Jomar è un grosso bambinone con la mente danneggiata, tutelato da un ferreo ed iperprotettivo sistema assistenziale pubblico, al quale non piace molto parlare e le cui attività preferite sono l'alcool e le piccole risse fra amici. A quanto pare, ha anche una passione per i falò, che sarà involontariamente molto utile a far avanzare la sua voglia di spostarsi. C'è anche tempo per qualche sparo di fucile.
Lo spazio a nord di Trondheim è vasto e la gente è poca; con processione ampiamente fortuita, Jomar è quindi come destinato ad incontrare altre anime più o meno solitarie e depresse, con le quali si relaziona in ordine crescente d'età. Fra di loro, le prime sono una nonna e sua nipote (Astrid Solhaug e Marte Aunemo), che gli prestano assistenza quando si ripresenta un suo vecchio problema alla vista. La ragazzina, sola che più sola non si può, lo tratta come un compagno di giochi; vorrebbe trasferirsi in città, e la nonna sta vagliando se acconsentire. Il secondo è un contadinotto ventenne (Mads Sjøgård Pettersen) che lo soccorre quando fonde la sua motoslitta: con lui è tempo di stordimento e un po' di sana omofobia, che culmina quando finisce bene in forti abbracci fra amici. Si giunge poi da un ultranovantenne appartatosi da tutti (famiglia compresa) in una tenda da capo indiano sul ghiaccio. Il ghiaccio, sapete tutti, prima o poi inizia a sciogliersi.
È una breve processione, nella quale tutto è preterintenzionale: nessuno sta cercando di dispensare grandi frasi o di compiere gesti particolarmente degni di nota, tutti sono colti da qualche forma di depressione, o almeno così sembra. Eppure a certe latitudini nessuno si premura di chiudere a chiave la porta di casa: questo consente a volte, beninteso, a Jomar di entrare ed arraffare qualcosa (di qui gli spari di fucile; se poi ci fossero diligenze da assaltare, Jomar le assalterebbe), ma in qualche modo facilita gli incontri. Quando sei così depresso, forse speri che qualche ladro tonto arrivi a tirarti su. Non è un grandissimo film, ma ha forma e idee abbastanza chiare.

Giudizio: 2

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