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| Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il ladro di fulmini |
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| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Domenica 14 Marzo 2010 09:24 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di PIETRO SIGNORELLI Se la saga cinematografica tratta dai cinque libri di Rick Riordan deve diventare, come la produzione si augura, un sostituto di quella di Harry Potter (vicina alla conclusione con il prossimo film diviso in due), stiamo davvero freschi. La differenza fondamentale tra il maghetto e il figlio mezzosangue dell'Olimpo è che la Rowlands aveva ricreato da basi classiche un mondo completamente nuovo ed affascinante, mentre con Percy (da Perseo) Jackson si sono prese basi mitologiche consolidate e calate nella realtà dei giovani di oggi (i veri protagonisti, figli degli dei che vivono segretamente come uomini normali) che combattono la pietrificante Medusa (una conturbante Uma Thurman) con l'iPod.Come per Harry, anche Percy è un mezzosangue; anche qui c'è un mondo parallelo che si raggiunge in modo diverso che con il treno, località segreta dove si allenano a diventare guerrieri e a combattere i nemici che vorrebbero una guerra distruttiva tra esseri umani e dei dell'Olimpo. Percy non sa di essere il figlio di Poseidone (per cui l'acqua è il suo elemento, la può comandare a piacimento e gli dà sollievo); a renderlo consapevole delle sue capacità ci saranno un satiro in incognito suo amico e protettore, Grover Underwood (Brandon T. Jackson), e un professore sulla sedia a rotelle che invece è tutt'altro (lo interpreta l'ex-007 Pierce Brosnan). Qualcuno ha rubato la folgore a Zeus (Sean Bean) e Percy viene indicato come il colpevole; da qui in poi comincia per il giovane una fuga per cercare di scagionarsi. La «grande» trovata del racconto per rendere il personaggio appetibile è questo assunto: prendiamo i figli degli dei e mettiamoli in una realtà teen scolastica contemporanea, per il pubblico sarà sicuramente una cosa appetibile, soprattutto se esiste un buon budget per gli effetti e a dirigere c'è un esperto come Chris Columbus (regista dei primi due Harry). La cosa, purtroppo, non funziona: il film si incarta su se stesso molto presto. Il fatto di avere delle guest di calibro di contorno non serve poi a molto e la trovata del compagno simpatico che dice battute, prende rimproveri e botte è ormai consumata; i protagonisti vivono avventure fashion in mezzo a icone mitologiche firmate (Ade è vestito come una rock star, Persefone è una Rosario Dawson bella da infarto con abiti da stilista), si finisce al casinò a sentire hit dance (Lady Gaga, Kesha) dove un satiro completamente allo scoperto senza stupore di nessuno può giocare ad essere Tony Manero agitando le gambe con gli zoccoli smaltati di rossetto. Il lato economico, vista la recessione, è decisamente importante per la sceneggiatura: Medusa/Thurman ha un negozio di statue (fantasioso davvero), la madre di Percy (Catherine Keener) vive in una specie di casa-tugurio con un marito/patrigno sbevazzone e brutale (un gustoso Joe Pantoliano), si denunciano i pericoli del gioco che a causa di un sortilegio del film – ma facilmente parametrabile con l'assuefazione nella realtà – che tiene le persone ancorate al gioco dai tempi de Il braccio violento della legge. In definitiva è un film iniziatore di una saga ben poco ispirata, che fa gola ai produttori che tra poco saranno a secco di Harry Potter, divertimento per ragazzi di poche pretese accompagnati da Coca-Cola e pop corn, poco o nulla emozionante per gli adulti, che attenderanno con molte più speranze il remake di Scontro tra Titani di imminente arrivo. Mitologia e high-tech sono troppo agli estremi per amalgamarsi a dovere. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: Emanuele Rauco:
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