CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 30/08/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| Il solista |
|
|
| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 26 Luglio 2010 10:03 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di PIETRO SIGNORELLI Joe Wright, autore dei raffinati Espiazione ed Orgoglio e pregiudizio, nel 2009 ha diretto questo film che arriva nella calura di luglio 2010 come recupero tappabuchi, per la presenza soprattutto dell'ottimo Robert Downey Jr. (Mr. Iron Man) e per lanciare Jamie Foxx che sarà protagonista dell'action Giustizia privata ad agosto. Il film è raffinato ed interessante, ma – attenzione – tutto da codificare, per cui preparatevi a una prova impegnativa di visione: se cercate intrattenimento, andate oltre.Narra la storia di un giornalista di Los Angeles in crisi creativa, Steve Lopez (Downey Jr.) che cerca la storia a sensazione per ridare lettori alla sua rubrica. Così vaga per la città finché non incontra Nathaniel Ayers (Foxx), che suona un violino con solo due corde in maniera divina; ma Ayers è un vagabondo con il cervello non a posto, sente in continuazione voci nella testa, ha bisogno di stare sempre all'aperto. Dopo un inizio nel quale era interessato alla storia e non all'uomo, Lopez si affeziona e decide di aiutarlo sul serio cercando di portarlo in auge in concerti sofisticati. La decisione presa lo porterà ad incontrare un mondo di poveri vagabondi dalla propria dignità che non si aspettava (90.000 a Los Angeles). Questo è uno dei classici film che divideranno critica e pubblico: molti di quelli che escono dalla sala senza doverne scrivere lo troveranno un mattone indigesto, invece chi ne riporterà criticamente il resoconto lo esalterà per le sue ampie sfaccettature umane e sociologiche, per una fotografia sempre scura suggestiva e la direzione asciutta e rigorosa di Wright, che abbandona completamente i lustri e le ambientazioni sofisticate degli altri suoi film precedenti. Noi di Cine Zone siamo del secondo parere: è cinema serio e consapevole che vuole raccontare una storia (vera, è realmente accaduta) difficile e complicata, con la pazzia e Beethoven in sottofondo, dove la musica è soltanto un componente e non il tutto e la base. Ayers ormai vede la musicalità del suo strumento come un mezzo di libertà, per cui vuole che le soavi note risuonino all'aperto per tutti e non gli interessa che siano confinate in una sofisticata hall musicale da concerto a pagamento. La musica come la libertà non ha per forza vera coscienza cognitiva: di fatto a suonare è un uomo che è libero da confini e pastoie, per cui il messaggio descritto arriva alto, preciso e deciso. Si vede come il clochard musichiere voglia ripulire il mondo dalla sporcizia (la sua ossessione per le sigarette), nei flashback si nota come il ragazzo si fosse straniato dal mondo per sviluppare la sua arte e si fosse chiuso in se stesso, talmente tanto da non potersi poi più raffrontare con altre cose che non fossero le note musicali. I pezzi migliori sono quelli del centro di accoglienza, dove si mette a nudo, in mezzo alle immagini di Katrina, come anche in una città organizzata come Los Angeles si dimentichino gli abitanti e li si lasci alla deriva: nonostante la loro nobiltà d'animo intrinseca e i loro valori, le grandi associazioni si muovono solo quando possono ricavare dei soldi e per questo permettono ad Ayers di compiere un difficile cammino di ricongiunzione, senza nemmeno riuscirvi perché vedono la cosa dal lato sbagliato dell'essere umani e comprensivi. Per il cinico Lopez, che credeva che l'unica storia con un'anima fosse quella che faceva vendere più giornali, sarà una lezione da non dimenticare. Foxx disegna il personaggio problematico recitando, bene, con aria assente a volte mentre in altre lascia partire ira a profusione che Downey Jr. – sempre preciso, non sbaglia un colpo qualunque cosa faccia – fa fatica a contenere e sistemare. In definitiva un film disperato e multistrato, bello ed intenso, ma – come molti lavori che parlano per messaggi concreti e non hanno spazio per ammiccare al botteghino – per molti spettatori i suoi punti di poesia e di esplicazione della follia potrebbero essere ostici e criptici. Come diciamo sempre, se ci deve essere giustamente spazio per il divertimento dopo una giornata di lavoro, il fatto di vedere un film impegnativo ed assorbirlo a dovere ha un plusvalore di soddisfazione a lungo periodo molto più pregnante del placebo che usciti dalla sala ha perso il suo effetto. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco:
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|
||||||||||||||||||||||||||||||||


















Joe Wright, autore dei raffinati 









The Twilight Saga: Eclipse
signori cari, voi state attaccando un grande cinefilo come pietro, che mastica
cinema (vero ...
The Twilight Saga: Eclipse
Gentile Sign. Signorelli, niente da dire nei confronti della sua replica nei
confronti delle...
The Twilight Saga: Eclipse
un arco di tempo tanto lungo, come appare poco credibile che abbia ignorato fino
all'arrivo ...
The Twilight Saga: Eclipse
dal sangue caldo e non certo freddo come il loro eroe. Pietro Signorelli
The Twilight Saga: Eclipse
buongiorno ragazze, grazie dei commenti, proprio per farvi vedere che non mi
ritengo sul tro...
The Twilight Saga: Eclipse
Dicevo........ma capisco che questo discorso è tutt'altro che semplice per lei e
da qui si i...
The Twilight Saga: Eclipse
Brutta cosa la vecchiaia dell'anima, ancor peggio di quella fisica. In questa
sua recensione...
The Twilight Saga: Eclipse
ALLORA, IN PRIMO LUOGO LA INVITO A LEGGERE DI 'PIU'...SE PROPRIO NON SOPPORTA I
LIBRI DELLA ...
The Twilight Saga: Eclipse
E lei si definirebbe un critico usando parole come "rompicoglioni"
"tritazebedei...
Alice in Wonderland
la seconda recensione disastrosa che leggo... sono un po' triste :(