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Incassi al 30/08/2010
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3 Giustizia privata
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4 Nightmare
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6 Sansone
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Il solista Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Lunedì 26 Luglio 2010 10:03
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Titolo originale: The Soloist Il solista / Locandina
Nazione: Regno Unito, Stati Uniti, Francia
Anno: 2009
Genere: Biografico, Drammatico, Musicale
Durata: 117'
Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Susannah Grant
Cast: Jamie Foxx, Robert Downey Jr., Catherine Keener, Tom Hollander, Lisagay Hamilton, Nelsan Ellis, Rachael Harris, Stephen Root, Lorraine Toussaint, Justin Martin, Kokayi Ampah, Patrick Tatten, Susane E. Lee, Marcos De Silvas, Ilia Volok
Produzione: DreamWorks Pictures, Universal Pictures, StudioCanal, Participant Media, Krasnoff/Foster Entertainment, Working Title Films
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 23 Luglio 2010
Trama: Un giornalista di Los Angeles, Steve Lopez, è a corto di idee per la sua rubrica. Alla ricerca di una storia interessante, trova per puro caso il musicista di strada Nathaniel Ayers, diventato clochard parecchio rintronato a seguito di misteriose voci che lo tormentavano. Nat è bravissimo a suonare il suo violino con solo due corde, e Steve decide di aiutarlo per fare del sensazionalismo giornalistico. Man mano però che conosce l'anima tormentata di Nat e la natura della sua arte, il giornalista lo prende a cuore e cerca di reintegrarlo nella società dandogli anche il risalto artistico che merita presso le hall da concerto. La cosa non sarà per nulla facile: la sua schizofrenia è troppo accentuata e curarlo sarà davvero difficile, anche perché il musicista barbone non accetta di vivere all'interno di una stanza.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Il solistaJoe Wright, autore dei raffinati Espiazione ed Orgoglio e pregiudizio, nel 2009 ha diretto questo film che arriva nella calura di luglio 2010 come recupero tappabuchi, per la presenza soprattutto dell'ottimo Robert Downey Jr. (Mr. Iron Man) e per lanciare Jamie Foxx che sarà protagonista dell'action Giustizia privata ad agosto. Il film è raffinato ed interessante, ma – attenzione – tutto da codificare, per cui preparatevi a una prova impegnativa di visione: se cercate intrattenimento, andate oltre.
Narra la storia di un giornalista di Los Angeles in crisi creativa, Steve Lopez (Downey Jr.) che cerca la storia a sensazione per ridare lettori alla sua rubrica. Così vaga per la città finché non incontra Nathaniel Ayers (Foxx), che suona un violino con solo due corde in maniera divina; ma Ayers è un vagabondo con il cervello non a posto, sente in continuazione voci nella testa, ha bisogno di stare sempre all'aperto. Dopo un inizio nel quale era interessato alla storia e non all'uomo, Lopez si affeziona e decide di aiutarlo sul serio cercando di portarlo in auge in concerti sofisticati. La decisione presa lo porterà ad incontrare un mondo di poveri vagabondi dalla propria dignità che non si aspettava (90.000 a Los Angeles).
Questo è uno dei classici film che divideranno critica e pubblico: molti di quelli che escono dalla sala senza doverne scrivere lo troveranno un mattone indigesto, invece chi ne riporterà criticamente il resoconto lo esalterà per le sue ampie sfaccettature umane e sociologiche, per una fotografia sempre scura suggestiva e la direzione asciutta e rigorosa di Wright, che abbandona completamente i lustri e le ambientazioni sofisticate degli altri suoi film precedenti. Noi di Cine Zone siamo del secondo parere: è cinema serio e consapevole che vuole raccontare una storia (vera, è realmente accaduta) difficile e complicata, con la pazzia e Beethoven in sottofondo, dove la musica è soltanto un componente e non il tutto e la base.
Ayers ormai vede la musicalità del suo strumento come un mezzo di libertà, per cui vuole che le soavi note risuonino all'aperto per tutti e non gli interessa che siano confinate in una sofisticata hall musicale da concerto a pagamento. La musica come la libertà non ha per forza vera coscienza cognitiva: di fatto a suonare è un uomo che è libero da confini e pastoie, per cui il messaggio descritto arriva alto, preciso e deciso. Si vede come il clochard musichiere voglia ripulire il mondo dalla sporcizia (la sua ossessione per le sigarette), nei flashback si nota come il ragazzo si fosse straniato dal mondo per sviluppare la sua arte e si fosse chiuso in se stesso, talmente tanto da non potersi poi più raffrontare con altre cose che non fossero le note musicali.
I pezzi migliori sono quelli del centro di accoglienza, dove si mette a nudo, in mezzo alle immagini di Katrina, come anche in una città organizzata come Los Angeles si dimentichino gli abitanti e li si lasci alla deriva: nonostante la loro nobiltà d'animo intrinseca e i loro valori, le grandi associazioni si muovono solo quando possono ricavare dei soldi e per questo permettono ad Ayers di compiere un difficile cammino di ricongiunzione, senza nemmeno riuscirvi perché vedono la cosa dal lato sbagliato dell'essere umani e comprensivi. Per il cinico Lopez, che credeva che l'unica storia con un'anima fosse quella che faceva vendere più giornali, sarà una lezione da non dimenticare.
Foxx disegna il personaggio problematico recitando, bene, con aria assente a volte mentre in altre lascia partire ira a profusione che Downey Jr. – sempre preciso, non sbaglia un colpo qualunque cosa faccia – fa fatica a contenere e sistemare. In definitiva un film disperato e multistrato, bello ed intenso, ma – come molti lavori che parlano per messaggi concreti e non hanno spazio per ammiccare al botteghino – per molti spettatori i suoi punti di poesia e di esplicazione della follia potrebbero essere ostici e criptici. Come diciamo sempre, se ci deve essere giustamente spazio per il divertimento dopo una giornata di lavoro, il fatto di vedere un film impegnativo ed assorbirlo a dovere ha un plusvalore di soddisfazione a lungo periodo molto più pregnante del placebo che usciti dalla sala ha perso il suo effetto.

Giudizio: 3


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2.5
Emanuele Rauco: 2

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